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giovedì 30 aprile 2020

LA NOTTE-MAL DI MARE


Pantelleria 6

......Il tempo passava felice a Pantelleria..



.
     Inizialmente pensavo fosse una punizione,incece ero in Paradiso.
Alternavo le mie uscite con i giorni di guardia, ormai ero consapevole del lavoro,e lo svolgevo nel migliore dei modi,capo Malfa spesso mi chiedeva, quando avrei spedito la domanda per raffermarmi, perchè secondo lui, e io lo sapevo benissimo, quello era il lavoro adatto a me, non avevo lasciato niente che mi obbligasse a tornare,ci pensavo seriamente.

    Nelle giornate di libertà,scendevo al paese, spesso a piedi, amavo la natura, i fiori, il cielo, il mare,  quando scendevo quella strada polverosa sentivo il vento sulla faccia, ricordavo i miei anni trascorsi in mare,sulle petroliere, il mare e il vento, erano gli elementi, da marinaio sulle petroliere uscivo dalla  plancia per sentire  il vento e il mare che portava il sale sulla faccia, un esperienza fantastica .Ora come allora, amavo quel vento che incessantemente soffiava ora da Sud, ora do Nord-Ovest, erano i venti che più soffiavano sull'isola dal lato del paese,qualche volta arrivava un pò di Levante ma raramente,

   Il Maestrale è quel vento fresco che tanto si aspetta in estate, l'inverno porta mare mosso, ma cielo pulito,la pioggia, era una rarità, si a volte d'inverno pioveva, ma poco poi tornava il sereno.
COSTRUZIONE IN MURO A SECCO PER PROTEGGERE  IL FRUTTETO


...Amavo guardare ogni cosa incontrassi sulla strada, ma quello che mi affascinava era le torri circolare costruite intorno a degli alberi da frutta,Limoni, Manderini, Aranci, certo altrimenti morirebbero per il costante vento,anche le viti crescevano in buche scavate nel terreno,una terra rossa di origine Vulcanica, produceva un uva buonissima,per il forte vento anche quella srebbe morta , l'unica pianta che sfidava i venti e il caldo e le intemperie era il Chiappero,cresceva selvaggio è rigoglioso con i suoi bellissimi frutti molto rinomati a Pantelleria  li esportavano ovunque, con i suoi fiori meravigliosi, al pari delle Orchidee.

   Ad un certo punto della strada sulla destra, c'era un viottolo che tagliava tra le prime case, scendendo dei gradini e passando d'avanti al piccolo forno, dove delle signorine aquanto paffutelle ma carine, servivano degli ottimi arancini ripieni di riso, non era raro che la sera prima di risalire al semaforo ne comprassi un paio e li usavo per cena.
.....La prima tappa era il bar, quasi sempre vuoto,poi mi fermavo  da Mimì, il tabaccaio del piccolo chiosco di fianco al bar,dopo qualche battuta di scherzo,mi sedevo sotto il piccolo gazebo del bar sul molo di fronte, guardavo il porto le barchette ormeggiate se c'era la nave militare dell'acqua, oppure guardavo lui ....si guardavo il mare in lontananza, sognavo,ricordavo i mille viaggi intorno al mondo,è le mille tempeste,affrontate con  forza come guerrieri,sempre rispettando lui e Dio che comanda i venti e i mari.


IL CUORE DI PANTELLERIA
 Un giorno ero seduto al tavolino sotto al gazebo, pensavo come al solito a mille cose ,la mia fantasia vagava,una papera nera entro nel porto, per niente intimidita dalle persone  e dalle poche macchine , girava lo specchio d'acqua, non era difficile vederle, come non era difficile vedere qualche Delfino che entrava, giocava faceva qualche salto e  andava via.            
Dunque ero seduto, un signore che conoscevo di vista, a sua volta seduto al bar,mi salutò.dicendomi che aveva saputo ero di Monopoli,lui diceva: ho fatto militare al tuo Paese,conobbi una ragazza ci innamorammo e l'ha sposai, ora abitavano a Pantelleria ed avevano due figlie femmine, più o meno della mia età, 

CAPPERI  DI PANTELLERIA
    Mi invitò a far visita alla loro casa nella piazza della Chiesa, un giorno, giusto per salutare la moglie mia paesana, io gia conoscevo quella famiglia lei era sorella di un collega di mio fratello in fabbrica  di batterie per auto,si chiamava Luca il fratello, e quarda caso abitavano nella stessa strada di casa mia,Via Ginnasio, dopo la Chiesa , diventava Via S.Leonardo, mi fece capire che avendo due figlie femmine mon sarebbe stato correto, che un militare andasse  spesso alla casa,ed io capii, non aveva torto chissà cosa avrebbe pensato la gente ,lui poi continuando, mi diceva che aveva saputo che ero un bravo ragazzo serio ed educato ero diverso dagli altri,e se decidevo di restare a Pantelleria mi sarei trovato bene,perchè disse: <le donne non mancano e il lavoro neanche>,penso stesse pensando a qualcosa che coinvolgeva lui o la sua famiglia.

    Non erano discorsi che amavo fare,io volevo vivere tranquillo nella natura di pantelleria, nel mare, andare da Zi Nicola al faro, mangiare pesce con lui e farmi lunghe passeggiate ammirando le bellezze naturali dell'isola..........di PANTELLERIA. 

martedì 28 aprile 2020

ANNI70-RICORDI : LA NOTTE-MAL DI MAREPRIGIONIERI...1   Volevo ...

ANNI70-RICORDI : LA NOTTE-MAL DI MARE


PRIGIONIERI...1

   Volevo ...
: LA NOTTE-MAL DI MARE PRIGIONIERI...1    Volevo considerare il momento tragico della nostra esistenza,chi lo avrebbe mai detto,prigio...
LA NOTTE-MAL DI MARE


PRIGIONIERI...1

   Volevo considerare il momento tragico della nostra esistenza,chi lo avrebbe mai detto,prigionieri volontari,senza piu voglia di ricominciare,anche se in molti gridano e protestano,ma la verità e questa,meglio stare a casa al sicuro, con la nostra famiglia senza il pericolo che qualche sconosciuto ci possa fare del male.
   Si sconosciuto perchè fino a ieri tutti fratelli oggi, guardiamo la gente con sospetto,come loro guardano noi, ci hanno fatto credere che il nemico e tra noi,e noi preocupati dai numeri ci abbiamo creduto, io per primo rifiuto di uscire a prescindere che qui o li si possa andare,e se proprio mentre sono tranquillo nella mia passeggiata mattutina,incontrassi qualcuno che mi fosse nemico?
Questa è la domanda corrente, che mi faccio spesso, e dentro di me  la paura prende il sopravvento sulla razionalità.
   La notte sono lì guardo il soffitto, non riesco più ad addormentarmi come una volta, tutta la mia vita, i miei ricordi affiorano,mi passano davanti vecchi avvenimenti e cattivi episodi che hanno caratterizzato la mia vita.
 Tutti gli errori commessi,una vita mediocre, dedicata al lavoro,solo per dimenticare i miei fallimenti, amorosi e famigliari,non saprò mai se qualcuno mi abbia mai amato,non saprò mai se quelli che o fatto soffrire mi hanno perdonato,intanto mi ritrovo, ora qui davanti a questo foglio bianco a considerare le opportunità che ho avuto,che non ho sfruttato.
   I ricordi a volte sono crudeli,sono li testimoni di una vita,quello che hai fatto,quello che avresti potuto fare,e quello che non ti hanno dato l'opportunità di fare,molte persone ho conosciuto nella mia vita,tanti amici, tanti amici-sconosciuti,e tanti conoscenti,mi sono illuso tutta la vita, di avere tanti amici,invece niente e nessuno ha mai lasciato il segno,solo molte cicatrici, se chiudo gli occhi ne sento il dolore, nel cuore.
     La mia vita costellata da mille facce, mille uomini che mi hanno odiato,molti per la loro gelosia,altri per la loro cattiveria,alcuni per il loro vedere negli altri la cattiveria propria,io che nella mia vita non ho mai odiato nessuno, la cattiveria non ho mai saputo attuarla, per tutta la vita mi sono sentito dire <è una brava persona> molte volte preogrammavo la mia vendetta contro qualche malvagio individuo che tanto male mi aveva fatto ,ci pensavo all'infinito,poi dimenticavo,aspettando che il Signore  completasse a mia vendetta.
    Che dire ancora,prigionieri senza volerlo,non è poi cosi male 
                                                                onofriodelvecchio

lunedì 27 aprile 2020

ANNI70-RICORDI : MAL DI MARE-Samira IL FIORE DI PANTELLERIAPANTE...

ANNI70-RICORDI : MAL DI MARE-
Samira IL FIORE DI PANTELLERIA

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: MAL DI MARE- Samira IL FIORE DI PANTELLERIA PANTELLERIA..4          S amira da bambina spesso piangeva, chiedeva alla madre: <perche so...
MAL DI MARE-
Samira IL FIORE DI PANTELLERIA

PANTELLERIA..4  

   
   Samira da bambina spesso piangeva, chiedeva alla madre:
<perche sono cosi scura,mentre le mie compagne sono bianche>
la madre non sempre gli rispondeva,sapeva bene che loro erano Tunisini arrivati come profughi tanti e tanti anni prima,integrati nell'isola e lavorando, fino a quando il padre si ammalo e mori.



       Rimaste sole lei e la bambina la donna si rimboccò le maniche ,lavorando notte e giorno come sarta,anche la Domenica,  guadagnando quei pochi soldi che servivano per vivere, poi  aspettava Agosto e Settembre per lavorare nei campi raccogliendo Uva e Chiapperi.
Qualche volta gli rispnodeva dicendogli 
<Samira, tu sei scura per il forte sole, noi abitiamo in campagna>
non era vero, naturalmente ma la bugia aiutava la bambina,
andava a scuola con più sicurezza.
  Crescendo, non era proprio quello che avrebbe desiderato di essere, leggeva e guardava i fotoromanzi, ammirava le attrici belle formose, alte,
lei invece non era ancora formata, il seno non voleva crescere,spesso la sera davanti allo specchio, cercava nelle forme appena accennate,qualcosa che la facesse somigliare a quelle attrici, ma non si piaceva,e nel letto coperta dalle lenzuola spesso piangeva in silenzio,non era come le altre.
   Samira cresceva, la scuola era finita,si avvicinava ai suoi diciassette anni,era una signorina ,si era arrotondata un poco, quell'accenno di seno erano diventate delle piccole collinette,scendeva al paese, quando la mamma gli chiedeva di fare delle commissioni, si fermava spesso davanti alla vetrina della boutique, ammirava i nuovi arrivi, qualche volta entrava dalla parrucchiera di fronte,conosceva quella ragazza bionda con i capelli tinti, e con la sua cinquecento gialla appena comprata,scambiava due chiacchiere,anzi lei ascoltava solamente non aveva argomenti per poter aprire una conversazione.
   Finiva sempre che i discorsi cadevano sui ragazzi, sui possibili amori, lei la parrucchiera aveva un suo amore, lo condivideva con un biondo Marchigiano, marinaio sulla montagna. Spesso i discorsi cadevano sui marinai della montagna,non era difficile sentire che qualcuno di loro si  fidanzasse con una loro amica,tipo Willy un ragazzone di Udine,oppure Donato un piccoletto di Castellaneta di Taranto che somigliava a Nicola Di Bari, anche gli occhiali erano uguali, è il marinaio autista Toscano, si diceva che spesso parlava con una ragazza, la madre di lei non era affatto scontenta.
LA PIAZZA DI PANTELLERIA


   Samira, sognava anche lei un amore che non fosse qualcuno del posto, quasi tutti manovali  o contadini, qualcuno volgare e maleducato,mentre i ragazzi di buona famiglia studiavano a  Trapani, qualcuno anche a Roma o Napoli,il più delle volte non tornavano più.
Un giorno Samira,salendo per ritornare alla casa, a metà strada tra l'aereoporto e il paese, sentì il rumore inconfondibile della vecchia camionetta della Marina,si fermò sul ciglio della strada, lei e altre due amiche che abitavano nei d'intorni.
   Aspettavano che passasse. Un marinaio seduto dietro gli fece un sorriso.
Nessuno mai gli aveva sorriso a quel modo,si senti sciogliere,era il suo sogno avere un fidanzato Marinaio,che la portasse in una grande città, via da quella vita anonima. Samira scendeva sempre piu spesso al paese, anche il pomeriggio, con la speranza di rivedere quel bel marinaio, finchè una Domenica mattina all'uscita della Messa, Samira lo incontrò,si sorrisero ,lui la segui su una stradina ,che portava fuori paese verso la campagna. Ne lui ne lei riuscivano a parlare,si accorse che anche il giovane marinaio era timido come lei,ma il suo sorriso la faceva sciogliere è il suo cuore battevva forte, d'un tratto lui prese coraggio,  gli prese la mano ,si potevano sentire il loro cuori battere all'impazzata, stettero qualche minuto in silenzio,poi nel momento di lasciarsi lui l'attiro a se gli accennò un bacio sulla bocca, lei per vergonga o per inesperienza d'impulso si giro, lui il bacio lo dette sulla guancia, lei lo avrebbe voluto sulla bocca come aveva sempre sognato e visto nei fotoromanzi.
    Ogni scusa era buona per Samira di scendere al paese per incontrarlo,la madre la vedeva finalmente felice, piangeva per lei,voleva che la figlia avesse più fortuna di lei.

     Si incontravano al solito posto, in una vecchia strada di periferia ,passavano dei momenti bellissimi insieme,mano nnella mano e  qualche fugace bacio,facendola arrossire ogni volta,lui la rispettava,gli voleva bene,e non chiedeva di più, non voleva rovinare quell'incantesimo creato tra loro.La felicità sembrava aver baciato gli innamorati ,ma il destino a volte crudele, li separò. Il marinaio fu mandato in missione  ad Augusta,mancò un mese, al ritorno per forti dolori all'inguine  ritorno ad Augusta all'Ospedale MIlitare ,l'estate ormai era finita,lui torno a Pantelleria,ma al suo arrivo trovò il suo trasferimento per Tavolara in Sardegna.una delusione tremenda, si sentiva tradito dalla Marina.non riiusci a salutare Samira,lei invano aspettava al loro solito posto,ritornava a casa piangendo,chiedeva alle amiche che conoscevano i marinai,loro gli dicevano del trasferimento ,fù un duro colpo per Samira, neanche l'aveva salutato e chiesto spiegazioni niente.
    Il marinaio per la forte delusione si congedò dalla marina,pensando di ritornare a Pantelleria , ma alla casa trovò il padre gravemente malato di cancro, e la madre con diabete a letto,e di li a poco morì....Lui doveva pensare al padre alla casa,ma non dimentico mai Samira gli era rimasta nel cuore, a volte piangeva si sentiva in colpa  per averla tradita e nella vita non trovo mai più l'amore si sposò con una donna che non amava, lei senza cuore,facendolo soffrire tutta la vita.
    E' Samira?....Lei non saprà mai che lui non ha mai detto ''TI AMO''ad un altra donna. Lui non ha mai saputo che futuro abbia avuto Sanira ,spera migliore del suo, e che l'abbia perdonato, per il male fatto, e per le tante lacrime versate..........

ANNI70-RICORDI : MAL DI MARE-IL MARINAIOPantelleria....3....Dop...

ANNI70-RICORDI : MAL DI MARE-IL MARINAIO


Pantelleria....3
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: MAL DI MARE-IL MARINAIO Pantelleria....3 ....D opo il primo impatto con la nuova vita a Pantelleria,incominciavo ad integrarmi, si...

domenica 26 aprile 2020

MAL DI MARE-IL MARINAIO


Pantelleria....3

....Dopo il primo impatto con la nuova vita a Pantelleria,incominciavo ad integrarmi, sia al Semaforo sia con i colleghi, è sia con la gente del posto,il paese non era molto grande,gli abitanti si conoscevano tra loro, eccetto i turisti che facevano vita a parte nel villaggio, raramente venivano in città,il Villaggio era sulla strada dopo il laghetto di acqua salata,sembrava un grosso catino, sicuramente creato da un eruzione vulcanica,infatti l'isola e di origine vulcanica si dice abbia più di cinquemila anni, non si vedvano tanti alberi, è sulla strada del semaforo, c'era una casa che per coltivare agrumi gli avevano costruito una muro in pietra tutto intorno,  per il forte vento che incessantemente soffiava tutto l'anno eccetto rare occasioni,anche le Viti, fonte del maggior sostentamento della popolazione insieme ai chiapperi,crescevano in buche nel terreno.Dalle viti raccoglievano un Uva particolare e facevno un vino meraviglioso, il ''Zibibbo''....buonissimo,inoltre l'uva passa di cui andavo matto, la vendevano in confezioni,inoltre  raccoglievano Chiapperi , esportavano tutto nel continente.
IL SEMAFORO VISTO DALL'AEREOPORTO


  Oltre le cose belle, c'erano anche i disagi, per questo era catalogata in marina Zona Disagiata,con la camionetta si saliva la strada passando dalla caserma dei Pompieri, sempre salendo  un chilometro prima dell'Aereoporto, c'era uno spiazzo dove lasciavamo la camionetta Militare e salivamo a piedi per una mulattiera.(la strada la fecero in terra battuta qualche mese dopo),Salire era complicato con  zaini o materiale vario,anche l'acqua la portavano con un asino,che meglio di noi si arrampicava sulla strada,ma il vero problema era scendere, è l'asino scendeva meglio.

L'acqua all'Isola, la portava una nave della Marina MIlitare, di solito la nave Piave. una motocisterna, a volte se il mare era in burrasca non poteva attraccare finiva acqua, quindi eravamo costretti a lavarci con acqua minerale,per questo l'acqua minerale la pagavano a parte, prendevamo un tot al mese
LA NAVE PIAVE,ORMAI PENSIONATA ANCHE LEI


Non sempre c'era acqua sufficente per lavarci ,allora si organizzava uscita con la camionetta, andavamo alle Terme sulla via di Scauri.li c'era sempre acqua calda anche d'inverno,allora non molti le visitavano,c'erano delle vasche scavate nella pietra, ci divertivamo seduti a spruzzarci, e nel frattempo ci si lavava. Le terme dicevano c'erano già ai tempi dei Romani, loro amavano passare il loro tempo nell'acqua calda con proprietà terapeutiche. 
Anche il traghetto quando il mare era molto agitato, girava l'isola per mettersi alla bonaccia, nella piccola rada di Scauri ,una frazione di Pantelleria insieme ad Agadir e Monastir, poi c'era LEI la Montagna Grande, maestosa per gi isolani, anche quella di origine vulcanica, (si parlava che gli Americani volessero mettere Radar sulla cima ....spero che non lo abbiano fatto.)
CAMIONETTA MILITARE DELL'EPOCA
Dopo i primi giorni di entusiasmo nel lavoro di Vedetta, a volte la noia mi assaliva,non restava altro da fare che girare con il binocolo ruotante, sul paese e sulle campagne scrutando il panorama sempre bellissimo.
Montavamo all'alba di Vedetta si prendevano i dati delle navi in transito nel canale di Sicilia fin dove si arrivava con la vista, dopodiche, si facevano le operazioni M
etereologiche, si caricava orologio della macchina dll'umidità dell'aria,bellissima  aveva dei capelli femminnili biondi che si dilatavano o stringevano determinando l'umidità, prendevamo direzione del vento e la forza, la lettura del Barometro, anche un piccolo apparecchio simico,tutti i dati compreso forza del vento e forza del mare comunicando tramite telefono all'Aereoporto di Birgi a Trapani, poi inziava il lavoro di vedetta, seduti sul binocolo, con un occhio controllando il centralino,per eventuali chiamate, quando la noia mi assaliva chiamavo la Capitaneria di Porto con il telefono a batteria locale,quello con la manovella che gira per interderci, facevo due chiacchiere con il marinaio di turno,ricordo in quegl'anni renzo arbore con la sua trasmissione alla radio,ci faceva divertire perchè un marinaio imitava il comico ospite.
da sinistra-bufano-budonaro-del vecchio-sotto salis al porto


   I Capi normalmente salivano solo la mattina,quindi il pomeriggio tranquilli sbrigavamo faccende si giocava a tennis da tavolo, se non si era di guardia si scendeva al paese, con abiti borghersi, io ancora non avevo quindi scendevo con pantalone d'ordinanza è maglione blu della marina con collo a dolce vita era bello caldo d'inverno,in ogni caso  sempre con i gradi di riconoscimento sul petto,mentre l'aviazione con distaccamento all'aereoporto non potevano vestirsi in borghese, scendevano in divisa, ma non erano ben visti dai cittadini,  i Militari della Marina era tutta un altra cosa................continua


giovedì 23 aprile 2020

MAL DI MARE-PANTELLERIA 1


ARRIVO A PANTELLERIA


Dopo il problema del messaggio cifrato,niente fù più come prima,mi ero sentito umiliato per la punizione ingiusta,ma la legge è legge e dovetti accettare mio malgrado.
   Salivo alla galleria solo per fare servizio,con poco entusiasmo,qualche giorno dopo entrarono nella sala trasmissioni il signor Accardo comandante della base, e il capo Mancini responsabile STGF,mi guardavano e parlottando tra loro, poi il capo mi chiamo e disse:
<preparati sei stato trsferito>
un tuffo al cuore in quel momento,non sapevo se essere felice oppure offeso, poi mi ripresi e dissi :
<dove vado>
<Stazione Segnali Pantelleria>
Rispose il capo Mancini,il comandande signor Accardo un tipo piccolo e anonimo mi dette pacca sulla spalla dicendo
<sei stato uno dei migliori STGF che abbiamo avuto>
Per la verità di Pantelleria non avevo mai sentito parlare,chiesi al capo cannone Bagnoli e disse:
<e un isola nel canale di sicilia alquanto lontana vicino alla Tunisia>
Un altro colpo al cuore,mi mandavano ancora piu lontano,poi scoprii che dietro c'era tutta una storia di raccomandazioni, un Stgf alto almeno due metri raccomandato di ferro prese la mia destinazione ad Ancona e io presi la sua a Pantelleria.
   Preparai zaini,non avevo tanta roba, il capo Mancini mi preparo tutti i documenti e mi disse:
<i gradi te li spediamo quando arrivano,c'era stato un problema di spedizioni e arrivarono da RT>
(infatti i gradi con categoria da RT li ho ancora da parte).
   La mattina di due giorni dopo mi accompagnarono a Catania presi treno per Palermo.poi cambiare, e proseguire per Trapani,un viaggio da mille e una notte,sembrava di essere tornati indietro nel tempo con treni ancora in legno.
   Arrivai a Trapani, un viaggio massacrante  dalla mattina  alla sera in treno,alla stazione chiesi come andare a Pantelleria, mi dissero: il traghetto è già partito il prossimo domani alle venti, l'avevo perso per poco, spaesato chiesi al poliziotto della stazione mi indico la Capitaneria, sempre sulla stessa strada che scendeva al mare mi mi accolsero come se mi conoscessero da sempre.
    Il giorno dopo visitai la citta di Trapani,alla sera mi accompagnarono al porto,la nave ,si chiamava Antonello da Messina ,sapevo era un pittore famoso,alle venti in punto partimmo,il mare non era proprio calmo anzi si agitava un poco,mi girai un po la nave, arrivai sulla plancia detti un occhiata da fuori, gente in giro non se ne vedeva,mi presi un caffe, fumai una sigaretta e mi addormentai su una poltrona,non avevo cuccetta.
...La mattina seguente arrivammo,dopo otto ore di navigazione forse anche più, per via del mare mosso,la nave  era nella rada,il porto di Pantelleria non aveva i fondale sufficente,solo la nave Piave della Marina che portava l'acqua e gi aliscafi entravano. Con motobarche sbarcavano passeggeri e materiali vari, persino un asino legato dalla pancia  .....che ridere vederlo con le gambe  penzolanti.
al porto andai alla capitaneria a pochi metri dal pontile, sempre trascinando zaini,il marinaio chiamò il Semaforo, cioè la Stazione Segnali, mandarono camionetta che arrampicandoSI sulla montagna ci portò al Semaforo,era inponente, una grande torre ottagonale con tante finetre ,li facevamo guardia per controllo Canale di Sicilia ,Vedetta con  grandi binocoli la lampada per trasmisssioni (mai usata) e stazione Metereologica , una grande costruzione accoglieva dormitorio cucina e uffici e la sala  tele  piuttosto piccola, mi piaceva il posto anche se un po solitario sulla montagna ,come lo ero io,mare a perdita d'occhio e quando  il cielo era chiaro si vedeva la costa Tunisina(Capo Bon)
.....Mi presentai al comandante il capo di 1°cl malfa un sant'uomo la prima cosa che disse fu:
<che contingente sei>
io risposi:
<del 6/49>
e lui un pò contrariato disse:
<ma li mandano già anziani>
era Febbraio e mi congedavo ad ottobre avevo quattordici mesi ero SC. STGF............continua

mercoledì 22 aprile 2020

MAL DI MARE-IL MARINAIO

PANTELLERIA...2 l'arrivo

LA  PRIMA IMPRESSIONE Fù DI UNA NAVE CON IL SUO EQUIPAGGIO E IL SUO ALBERO MAESTRO E LE SUE BANDIERE



PANTELLERIA VISTA DAL SEMAFORO

........ Capo Malfa mi presento il suo secondo, capo Mandanici RT un tipo sicuro di sè, poi tutti gli altri,STGF Giiustolisi di Catania, STGF  ed RTMadonnini di Genova, Mimi' il cuoco di Castellammare di Stabia, Willi RT di Udine, Salis STGF della Sardegna,poi man mano che arrivavano gli altri,perche quando non erano di servizio scendevano al paese, il letto era in una stanza attigua alla Mensa,  notai un giradischi su un mobile con cassetti,me ne assegnarono uno,mi chiesero di scegliermi un letto vuoto,erano tutti a castello,io odiavo quei letti,non c'era uno vuoto sotto,ma il piccolo Sardo mi cedette il suo, piu tardi arrivarono dal paese  l'RT bufano di Castellaneta, Budonaro RT di Lecco,e l'autista Antonio un Toscano di origine Calabrese poi Gennaro Esposito un Napoletano sergente rt poi vi paelrò di lui.
Lasciai gli zaini nella stanza, Giustolisi mi porto a vsitare il Semaforo,prima fuori,poi alla torre della vedetta che s'inerpicava con una ripida scala a chiocciola, lella stanza ottagonale c'erano tanti strumenti Metereologici, un grande binocolo ci si sedeva sopra e girava sulle ruote, spostandosi alle finestre, in seguito l'Aviazione mando un distaccamento con Radar e computer, aggregati alla caserma dell'Aereonautica ma  facevano servizi con noi.
AI TEMPI  DEL SEVIZIO A PANTELLERIA
....
Quello che piu impressionava era il panorama,non ero mai stato su un isola,ne tantomeno sulla mantagna, si ero stato a Palombara su una montagna ma tutta un altra cosa,  era belissimo il paese sottostante, il mare immenso tutt'intorno, la nave con cui ero arrivato era ancora in rada,dopo qualche minuto la vidi partire,il marinaio di guardia mi spiegò che ogni nave  e ogni aereo che passava si identificavano e registravano sul brogliaccio specificando tipo di nave e nome,anche gli aerei che atterravano o che partivano dall'aereoporto bisognava  specificare nome  e categoria. se passavano al largo navi Mlitari si mandava messaggio a Marisicilia, mentre quelle commerciali, solo si identificavano c'erano libroni con tutte le foto delle navi  con il loro nome,di tutto il mondo,,non c'era da annoiarsi,al tramonto si chiudeva vedetta e si faceva servizio semplice.

Madonnini era un patito di Fabrizio De Andre, aveva tanti dischi e li metteva in continuazione piacevano anche a me ma col passare del tempo rompeva le palle.

Fine Febbraio venne il vice Comandante di Marisicilia , visita di routine,diede soldi al capo dicendo di comprare i nuovi dischi del Festival di Sanremo, potevamo ascoltare qualcosa dii nuvo, La Pioggia,e la Pioggia che va,l'Immensita, insomma tutto Sanremo,inoltre disse al capo
<ai ragazzi non occorre fargli tagliare sempre capelli>
FESTIVAL DI SANREMO
cosi incominciarono a crescere.anche i vestiti disse di mettere quelli borghesi,ma io non avevo, comprai qualcosa sul posto,non si stava cosi male.si mangiava bene,ci pagavano bene,prendevamo soldi per acqua,per posto disagiato,zona di confine.e zona operativa,insoma da quattromilacinquesnto lire di Palombara,prendevo quasi trentamila lire a condizione che la sera dovevi adattarti a cucinarti per conto tuo,di solito se non ero di servizio andavo da un forno in paese e mi compravo degli arancini di riso, mi piacevano tanto,oppure due uova e  una scatola di carne in scatola, mi facevo frittata.
Fù cosi che inizio la nuova avventura di un Marinaio in Montagna ..............continua

lunedì 20 aprile 2020

MAL DI MARE

Il bambino guardava stupito
era tutto nuovo per lui......


ONOFRIO-PIERO-DINO
Non aveva mai visto niente di simile,lui tutto casa e chiesa,anzi piu chiesa che casa,la mattina fino al pomeriggio alle quattro a scuola delle suore,il pomeriggio all'oratorio,poi funzione in chiesa,e finalmente a casa dove si aspettava il Papà dal  lavoro,non era difficile assistere al suo rientro stanco è sudato,a volte si accasciava su una sedia,prima di riprendere fiato.
  La Mamma si affaccendava nella zona cucina, da poco avevano comprato quella a gas con la bombola da Gino Dragone ,finalmente non usavano più quella a legna,il bambino di giorno andava con piacere a predere legna dal deposito che avevano giù al chiasso Perugini,il chiasso è una specie di piazzetta interrata,dove normalmente tutti gettavano acqua sporca nel tombino centrale,e se non li vedeva nessuno svuotavano anche orinale,ma la sera  piangeva aveva paura,scendere quelle scale alte è buie,i grandi spaventavano i bambini con le loro storie  di gnomi (scazzeridd),oppure la donna col tamburo(delle donne incinte si diceva rubavano bambini),o di fantasmi,i piccoli non uscivano la sera se non accompagnati,
..la sera se finiva la legna lo mandavano a prenderla,il ragazzo piangeva la mamma gli diceva vai ti guardo dalle scale,
andava poi saliva con il cuore che gli batteva a mille,di corsa sopra e tirava un sopiro di sollievo quando la porta si chiudeva alle sue spalle.
CHIASSO PERUGINI
     I suoi giochi la Mamma li teneva nell'armadio,la casa era piccola,qualche volta li usciva,una Corriera,una Macchina di latta colorata e un Pinocchio snodabile,una volta a scuola dalle suore fecero una festa e regalarono giocattoli,il bambino ricevette una scatola di costruzioni in legno,si divertiva a montare e smontare faceva delle cose fantastiche,non quello delle istruzioni del disegno sulla scatola.
    In casa con loro abitava una zia Mrietta zitella,la sorella maggiore della Madre che dalla morte della loro Mamma giovane(nonna del bambino mai conosciuta) si era presa cura del fratello Lenny e della sorella Cosima,mentre la sorella Antonietta l'avevano messa nella Casa Santa,Seminario per suore,diventò suor Piera Margherita,mentre il fraello Onofrio si sposoò giovane,la zia aveva un carattere duro (non era difficile asssistere a dele discussioni in famiglia per colpa sua)  dopo una vita dedicata ai fratelli e dovuto rinunciare alla sua felicità.lei lavorava in campagna,nelle masserie di un grande possidente del posto don Clemente ed era la donna di fiducia dei fattori,portava donne a lavoro nelle campagne,portava a casa soldi e prodotti della terra,il ragazzo in cuor suo la odiava,mai una carezza mai un sorriso lei voleva bene al fratellino.
LA FONTANA  DELLA MIA TORTURA
    Un giorno durante le vacanze Pascquali,il bambino era a casa,fantasticava con mollette della biancheria e fotoromanzi della zia,Grand Hotel,guardava figure ed attrici,la madre si affaccendava alla cucina con pentole e pentoloni.L'acqua l'aveva riempita lui e il fratello maggiore quella mattina,non avevano acquedotto in casa,andavano alla fontana riempivono anfore in ferro o secchi sempre in ferro,una faticaccia,file interminabili di donne  uomini e ragazzi,il pomeriggio chiudevano l'acqua e la gente si premuniva di riempire la mattina.
    La mamma mise una tinozza di legno su due sedie,quello che usava per il bucato,incominciò a riempirlo con acqua calda che aveva nei pentoloni,la mischiò con quella fredda,incomincio a spogliarsi,incurante degli sguardi del bambino,per lei era ancora piccolo,si spoglio completamente lasciando solo le mutande,
il bambino era bloccato non riusciva a respirare mai aveva visto niente di simile,dei seni enormi che sballottavano di qua e di la nei moviemti che faceva la madre lavandosi,alla chiesa  quando il Prete gli chiedeva se avesse commesso atti impuri,o  fatto cattivi pensieri,lui non sapeva ancora cosa fossero..  ..pensò ecco saranno questi i cattivi pensieri,e guardava quei capezzoloni neri con l'aureola marrone,era sbalordito,la mamma finalmente si accorse del piccolo che la guardava con occhi sbarrati e disse:cosa guardi queste? toccandole,il ragazzo non parlava,la mamma gli disse:queste sono quelle con cui hai allattato quando sei nato.lui finalmente riusci ad abbozzare un sorriso,ma da quel giorno il piccolo poi diventato adulto guarda i seni delle donne,spia nelle scollature,,specie quelli con seni enormi, cercando in loro qualcosa che gli faccia ricordare la Mamma ormai in Paradiso........

ANNI70-RICORDI : MAL DI MARE...................STELMILIT Chiavari....

ANNI70-RICORDI : MAL DI MARE...................
STELMILIT Chiavari....
: MAL DI MARE................... STELMILIT Chiavari... La scuola delle telecomunicazioni,il campus delle Forze Armate Q uesta nu...
MAL DI MARE...................

STELMILIT Chiavari...
La scuola delle telecomunicazioni,il campus delle Forze Armate

Questa nuova avventura non era affrontare il mare al timone di una nave in mari piatti o tempestosi,bensi era un momento di aggregazione con altri come me scelti per fare qualcosa di più importamte nella Marina Militare,eravamo orgogliosi della nostra bandierina bianca e rossa con lampi sul braccio,è per questo alle lezioni si andava con un piglio diverso a differenza  della scuola civile frequentata da ragazzo,ad insegnare c'erano dei Marescialli di Marina(capi) che con la loro autorevolezza ci spronavano ad imparare tante cose nuove.

.....Era bello andare nella classe delle telescriventi,sedersi guardare la macchina cosi complessa,con tutti i suoi tasti,
LA TELESCRIVENTE ORMAI DIMENTICATE
all'inizio si incominciava con ASDF-JKL, era uno sforzo enorme battere su quei tasti e i polsi facevano cosi male,ma la musica che accompagnava la battitura serviva a scandire il tempo,rendeva meno dolorosa la lezione.Il capo di 1°cl che non ricordo nome era un tipo anonimo taciturno ma all'occorenza aiutava,quando il pomeriggio non avevamo lezione io e qualche altro di solito Aronica e Grattarotti,salivamo alla classe e facevamo pratica,pur di non bighellonare nei cortili o nelle camerate.
.... C'erano le lezioni di Radiotelegrafia (RT) anche questa lezione alquanto dolorosa i primi tempi.il polso bisognava snodarlo e per giorni tra telescrivente e telegrafo dolori  tremendi,ma anche qui bisognava far pratica costante  snodando il polso e sciogliendolo spesso,ma una volta imparato con tanti sacrifici diventava facile.
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i segnalatori
..... Le lezioni di Lampadina,non richiedevano uno sforzo fisico,come RT o Tele  ma bisognava innanzitutto scrivere quardando la lampadina senza guardare foglio,non era per niente facile,i primi tempi la scrittura andava per conto suo,se si guardava foglio si perdeva Lampo dalla lampadina messa al di sopra della cattedra,anche questa materia con un pò di pratica si diventava bravi.il capo di !°cl Secci era come un Padre per tutti
 diciamo gia avanti con gli anni,penso fosse prossimo alla pensione,spesso mi aiutava anche in problema al di fuori delle lezioni.

....L'altra materia bellissima a me piaceva molto e seguivo con molta attenzione era la Metereologia,insegnata da un capo di 1°cl un po bassino e obeso,aveva una bella pancetta,era bravo a spiegare e farsi capire e farci innamorare della sua materia.studiare le carte(sinotiche) metereologiche i mari i venti le nuvole,e quello che serviva per disegnare una carta di previsione del tempo,come quelle viste in tv s'intende.

STEMMA DELLA SCUOLA
 ....Le bandiere anche questa una materia interessante,impararle tutte,costruire messagi era impegnativo,qualche volta andavamo nel piazzale dove c'era l'albero maestro,facevamo pratica,più che altro erano i Segnalatori che le usavano sventolandole,creando parole alzandole sull'albero,naturalmente noi STGF non facevamo vere e proprie lezioni approfondite solo il necessario per usarle.io ero bravo a riconoscerle ma non ad usarle.

....Quelle che più odiavo erano le lezioni di PRF.studiavamo la radio al suo interno la tecnica la struttura e componenti,io personalmente non riuscii ad innamorarmi,il capo di 2°cl che insegnava la materia era un tipo burbero severo mai un sorriso mai un incoraggiamento,era il classico tipo trasferito alla scuola da un posto migliore che insegnava a malavoglia.

.... Poi viene lui il capo di 1°cl D'Urso,un uomo sulla cinquantina sempre sorridente con i capelli rossi,era di Salerno, piaceva il suo modo di impostare i messaggi,naturalmente iniziava con :PPP, era diventente il modo come lo diceva,ci faceva sorridere quando insieme a lui ripetevamo PPP,era un modo per farcelo imparare,spiegava benissimo era sempre tra i banchi  e sorrideva a tutti mai visto arrabbiato.
Alte cose da imparare ce n'erano e noi ci impegnavamo solo qualche raro Marinaio non si integrava sempre negativo alla fine veniva sclassificato.

 ....Infine viene lui,il signor Lussi,Tenente di Vascello,direttore dei corsi di STGF,anche lui  un pò pieno con una pancetta da sedentario,era uno degli Ufficiali più umani della scuola,molto vicino a tutti,il contrario del signor Mollica,Capitano di Fregata,un uomo autorevole è burbero,il signor Lussi era comandante dei  corsi.spesso veniva a trovarci nelle classi.era molto alla mano,anche la sua Signora spesso veniva alla scuola abitavano a Lavagna subito dopo il ponte che divideva Chiavari da Lavagna.Un giorno il signor Lussi si ammalo,lo ricoverarono all'Ospedale,eravamo tutti in apprensione,poi finalmente dissero,che era stato dimesso dall'ospedale,si era operato di Coliciste,Io e Giorgio Mannoni raccogliemmo soldi per comprare dei fiori,andammo a fargli visita,aveva una bella casa al primo piano di un palazzo antico,la signora ci  accolse felicissima ci portò nello studio dove il signorLussi era seduto sul divano,eravamo un po imbarazzati,lui ruppe il ghiaccio chiedendoci della scuola,dei nostri progressi.Dopo un altro mese ritorno,e venne all'assemblea per ringraziarci dei fiori.
 ....Il giorno della paga tutti in fila davanti alla porta del magazzino al primo piano della nostra camerata,con il cappello d'ordinanza in mano ci avvicinavamo alla porta ad un tavolo all'ingresso due furieri con lista e libri contabili davano la paga,prendevamo i sospirati soldi Lire 450 una felicità,potevamo darci alla pazza gioia e............GIRARE IL MONDO

sabato 18 aprile 2020

ANNI70-QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA: venerdì 27 marzo 2020                            ...

ANNI70-QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA: venerdì 27 marzo 2020
                            ...
: venerdì 27 marzo 2020                             LA NOTTE                                   MAL DI MARE .... TARANTO-CHIAVARI, SO...
venerdì 27 marzo 2020
                            LA NOTTE
                                  MAL DI MARE



....TARANTO-CHIAVARI, SOLA ANDATA 
STELMILIT-CHIAVARI 
INIZIO NUOVA AVVENTURA




STELMILIT

venerdì 17 aprile 2020

ANNI70-QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA: LA NOTTEARRIVO DA LEONIMAL DI MARE      TARANT...

ANNI70-QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA:
LA NOTTE
ARRIVO DA LEONIMAL DI MARE     
 
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: LA NOTTE ARRIVO DA LEONI MAL DI MARE        TARANTO 2 ORGOGLIO NEL CUORE N ella camerata divisi per regioni,spesso c&#...

LA NOTTE
ARRIVO DA LEONI
MAL DI MARE     
 

TARANTO 2
ORGOGLIO NEL CUORE

Nella camerata divisi per regioni,spesso c'erano delle vere e proprie spedizioni punitive.molto spesso erano i Pugliesi che come tori si scagliavano contro i Siciliani.delle vere prove di forza ma  finivano li.io cercavo di mantenermi neutrale non amavo la violenza anche se niente mi spaventava dopo quasi tre anni in Marina Mercantile e affrontato mari,venti e tempeste.
...Si formavano gruppi qua e là di ragazzi ognuno della propria regione,ricordo i friulani si radunavano per cantare le loro canzoni popolari,io preferivo farmi passeggiate  fin dove era possibile o incontrare i miei paesani,quello che non ho mai capito e perche dei ragazzoni del Friuli o del Trentino facessero i marinai,ricordo qualche mattina dopo arrivo un ragazzo dal Sud Tirolo precisamente da Merano una citta mezza Italiana e mezza Austriaca,parlava poco l'Italiano,e il giorno dopo lo rimandarono in montagna.
IL GIURAMENTO ORGOGLIO NEL CUORE


il giorno del Giuramento era vicino,tutti erano in fermento.Ufficiali,Sott'ufficiali,Inquadratori, ci facevano pulire il viale dela sfilata all'infinito,un giorno mentre eravamo inquadrati per l'assemblea di fronte alla segreteria del 1°battaglione un violento acquazzone si abbattè sulla caserma,tutti fermi senza poterci muovere aspettando ordini,finche  dissero di andare tutti nel cinema,non era vicino,noi inzuppati arrivammo ci fecero sedere,dopo un pò arrivò un  Ufficiale Superiore disse di andare in camerata e cambiarci con abiti da lavoro...Io come altri presi un raffreddore tremendo,non marcavo visita altrimenti avrei perso giuramento e la libera uscita che noi di Monopoli scappavamo a casa.Anche ai miei non dicevo niente,ma ogni giorno mi sentivo sempre piu male,Arrivo il grande giorno,vennero i miei genitori con un cugino che aveva macchina,io prenotai il pranzo per quattro , mi sentivo sempre più male,spesso avevo vertigini,dopo il Giuramento mangiammo e poi a casa,tornai il giorno dopo.quella mattina decisi di mettermi in fila per marcare visita dopo averlo detto all'inquadratore,arrivato il mio turno mi misero termometro ma di colpo caddi a terra svenuto


AMMIRAGIO CAMILLO CUZZI  IN VISITA
avevo quaranta di febbre,chiamarono ambulanza che mi portarono all'ospedale militare,mi ricoverarono,dopo alcune visite di dissero che avevo bronco-polmonite,iniziarono terapie,punture a non finire due giorni dopo Natale l'Ammiraglio Oomandante in capo dello Jonio Camillo Cuzzi venne a farci visita portando doni arrivato vicino al mio letto,mi disse- di dove sei marinaio - io risposi di Monopoli lui  disse:-come mai malato a Monopoli avete il gruppo Canottieri migliore d'Italia-io non gli dissi dell'acquazzone.
    Di fianco c'era un volontario delle scuole CE.M.M era di Asmara in Libia figlio dii un Italiano dentista,all'epoca molti Italiani vivevano in Libia lui era delle scuole C.E.M.M.gli diagnosticarono Leucemia dopo qualche giorno,la notte un gran trambusto fuggi fuggi generale io terrorizzato,la mattina ci dissero che il ragazzo era morto.un vero e proprio trauma
OSPEDALE MILITARE 27/12/1969
Dopo due settimane di ricovero guarii,mandarono in convalescenza,non prima di essere stato implicato in un incidente,un infermiere marinaio nel passare con il carrello aveva rotto vetrata,la Suora del reparto arrabbiatissima peggio di un sergente disse se non esce il colpevole niente convalescenza,naturalmente nessuno dissse il nome dell'infermiere ne tantomeno io quando mi interrogò,mi fece avere solo venti giorni di convalescenza
Ritornato a Taranto dopo due giorni io e un altro marinaio segnalatore partimmo per Chiavari alla scuola Stelmilit,anche lui con me in ospedale,polmonite anche lui ,era del Friuli si chiamava Marangon,arrivo 1°al corso di segnalatore e  ebbe destinazione Vittorio Veneto..................continua  
   

mercoledì 15 aprile 2020

ANNI70-QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA:              LA NOTTE-MAL DI MAREquando tutto ebb...

ANNI70-QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA:              LA NOTTE-MAL DI MARE
quando tutto ebb...
:              LA NOTTE-MAL DI MARE quando tutto ebbe inizio LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CHE ENTRATE TARANTO .1 ...Aspettavo il tr...
             LA NOTTE-MAL DI MARE

quando tutto ebbe inizio

LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CHE ENTRATE
TARANTO .1

...Aspettavo il treno che mi avrebbe portato verso la mia nuova avventura la ''MARINA MILITARE''

  Ero orgoglioso per essere stato chiamato nella Marina,io ero vissuto con il ricordo di mio zio Lenny,che aveva combattuto su un incrociatore al largo della Grecia è diventato sordo per le cannonate giorno e notte, poi affondati e lui salvo per miracolo insieme a pochi altri suoi compagni.
IL PRIMO GIORNO  DELLA VESTIZIONE 
    Il treno arrivò puntuale alla stazione di Taranto,non ci avevo fatto caso ma molti altri erano sullo stesso treno come se ci fossimo dati appuntamento,alla stazione un autobus con la targa M.M ci aspettava,già sentivo l'aria della marina.dopo qualche minuto  arrivammo davanti ad un grande cancello con dei leoni enormi ai lati,incutevano timore ma allo stesso tempo sicurezza, li eravamo al sicuro.
......Sballottati a destra e sinistra da  sott'ufficiali urlanti,prima ci divisero per Regione,Una cosa che seppi dopo i ragazzi di leva erano divisi in due,la parte destra e sinistra dell'Italia,quindi la parte destra a Taranto ,la parte sinistra La Spezia,con me c'erano Siciliani orientali tipo Catania Siracusa Messina poi Veneti Trentini Marchigiani Pugliesi,insoma avete capito.Ci portarono nelle camerate oltre il campo sportivo,ricordo che nei giorni successivi un ragazzo Friulano si suicidò lanciandosi da una finestra.
.....Lo stesso fù per i letti io capitai con i Pugliesi,ci sistemammo dopo aver ritirato lucchetti  per armadietti zaini lenzuola e coperte,eravamo a fine Ottobre,naturamente noi imbranati eravamo succubi delle urla degli inquadratori e di militari di leva anziani che si divertivano a farci soffrire.

LA COMPAGNIA D'ONORE
....Il giorno dopo ritirammo il corredo Militare nella prima palazzina sullo stesso viale,poi tutti in camerata per sistemare la roba nell'armadietto e vestirci,iniziava l'avventura faticando non poco con il Sollino il fazzoletto il Cordone bianco uno aiutava l'altro le mutande erano a boxer (non sapevo dove metterlo a destra o sinistra) ,dopodichè tutta la roba borghese nella valigia e in fila  la portavano al bunker all'angolo del vialone che avrebbero spedito alle case,io abitavo a sessanta chilometri un mio compaesano aveva la macchina,quando uscimmo la prima volta in franchigia scappammo a casa nonostante fosse proibito.Eravamo in quattro di Monopoli altri due furono mandati indietro non idonei,Io Fabio Giancola in seguito ci ritrovammo a Chiavari per il corso lui da RT io da STGF,poi Onofro Alò fece corso motorista e imbarcò sulla Vittorio Veneto,e Nicolino in seguito da civile diventò titolare di bar Roma il più prestigioso a Monopoli ,lui era barista e cameriere quindi diventò attendente dell' Ammiraglio comandante di nave Vittorio Veneto.I primi giorni come pecore poi ci divisisero per plotoni io nell'8°compagnia 31° plotone poi sarebbe stato a forza di tanti sacrifici urla e tanta fatica la compagnia d'Onore,c'era anche la 9°compagnia ma non marciò era formata da ritardatari, è quelli diciamo molto alti per intenderci c'era anche un gruppo di marinai Persiani loro avevano vita a parte,l'asseblea la facevamo di solito d'avanti alla segreteria 2° battaglione.un giorno mentre eravamo inquadrati io alle ultime file non ero molto alto.Un capo di 1°classe di nome Luisi anche lui mio Paesano,passava fra le fila chiedendo se c'era qualcuno di 

Monopoli,lo chiamai e dissi: -io capo-,lui mi porto alla segreteria dicendo al marinaio di turno che ero destinato al bunker valigie.dopodichè mi portò con lui nel bunker interrato dove già c'erano altri due marinai dicendo:-fatti spiegare il lavoro-Nei giorni seguenti ero diventato la sua ombra lo seguivo ovunque con la sua macchina,di solito andavamo al comando in Capo dove un marinaio di guardia mi riempiva di cioccolate che poi portavo a casa.poi al Circolo Marinai.io mi fermavo per un caffè e una sigaretta,lui saliva alla casa all'angolo di fronte al Circolo
.......Fu cosi che finirono le marce e le guardie..........continua


lunedì 13 aprile 2020

LA NOTTE-MAL DI MARE


CHIAVARI  8
UNO SCHERZO DA CASERMA




la ronada ....scappa scappa
.....La vita alla scuola continuava tra compiti,studio e guardie a volte anche dure alla garitta dove la base dove poggiavamo i piedi consumata a forza di sbatterli per present'arm ti spezzavano le gambe.Una volta mi misero di guardia normale alla garitta,facevo il mio dovere salutando come da manuale,il cappellano quel giorno entrava ed usciva era il periodo prepasquale,io ogni volta  facevo present'armi e lui ogni volta diceva  comodo,anche perche io con Giorgio Mannoni servivamo a Messa la mattina,io lo presi in parola,infatti piu tardi ripasso e non feci saluto solo mi misi sull'attenti,lui chiamo l'ufficiale di giornata gli disse del mio non saluto,mi presi una cappellata da quel tenentino dell'esercito
Nella camerata ormai ci conoscevamo tutti e quando potevamo  divertirci lo facevamo con scherzi innoqui:di solito il pomeriggio dopo la scuola si andava tutti nei bagni dove avevamo inventato un bel gioco,cioè buttavamo acqua e sapone per terra e seduti nudi sul pavimento scivolavamo nello stanzone del bagno spinti da compagni facendo gara per chi arrivava piu lontano.

LA SCUOLA STELMILIT CHIAVARI
..Mentre eravamo presi nel nostro gioco quel giorno,arrivò il sergente Corbo aveva sentito le urla che facevamo,ci fu un fuggi fuggi generale,lui guardo una delle porte dei bagni aperta e vide alcuni disegni tipo Mirò con frasi contro di lui e  capo Pontinelli,diciamo  piuttosto volgari,ci fu un gran casino alla scuola.assemblea generale,volevano i colpevoli ma nessuno parlava,a questo punto  Corbo e Pontinelli decisero di togliere le porte togliendoci la nostra intimita nei nostri bisogni,dicendo fino a quando non uscirà colpevole starete senza porte,ma non usci mai il colpevole le porte rimasero in magazzino.

      La mattina era un trauma il secondo capo Tassotti un uomo alto e biondo,non ricordo cosa insegnava forse Bandiere se non ricordo male  aveva l'abitudine di entrare nelle camerate con il fischietto im bocca togliendo  coperte di dosso a chi ancora era nel letto,era una vera rottura tutti  ci lamentavamo,una mattina mentre fischiava un ragazzo di Milano gli gridò-mettilo nel c.... quel fischietto- un altro dramma anche quello perche il marinaio RT fù squalificato e mandato a La Spezia
LO STEMMA DELLA SCUOLA 
...il capo Tassotti era veramente un problema una sera ci riunimmo una decina di marinai più anziani dopo tante discussioni decidemmo di farci trovare nudi nel letto la mattina,era l'unico modo per non essere puniti.La mattina seguente il secondo capo entrò come al solito fischiando e togliendo coperte di dosso,ed ogni volta che toglieva ci trovava nudi........Rimase veramente male sapete bene che la mattina qualcuno aveva alza bandiera per via dei mesi di astinenza,non sapeva che fare alla fine ci fece alzare tutti e nudi sull'attenti davanti al letto fermi per un bel pò.Da quel giorno capo Tassotti si fermava sulla porta mandando le scolte di guardia alle camerate a svegliarci......una bella lezione.
     In quel periodo era cambiato capo gamella e il cibo inizio ad essere immangiabile,la carne era un ammasso di grasso,i polpettoni non sapevano di niente la pasta come la colla senza condimento,ognuno protestava ma nessuno ci ascoltava,eravamo in cinquecento nella mensa di solito tra Marina,Esercito ed Aviazione,senza un accordo specifico tutti gettavamo molta parte del cibo nei bidoni nella stanza della macchina lava vassoi, tutti quanti gettavamo il cibo,una protesta silenziosa che arrivo fino a Roma, mandarono gli ispettori nessuno di noi aveva coraggio di parlare con loro ma constatarono che il cibo faceva effetivamente schifo e cambiarono tutto il personale in cucina  ingaggiando un cuoco esterno Le cose migliorarono ma facemmo scalpore anche sui giornali.............