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sabato 24 dicembre 2022

VIAGGIO TRA I VICHINGH

LA LEGGENDA DI THOR


 

Avevo già deciso da tempo di viaggiare per incontrare la mia famiglia al Nord, l’ultimo messaggio ricevuto da mia madre, non credo mio padre avesse potuto farlo per che d’inverno si sistema nella grande halle e passa li il suo tempo tra cibo e schiave, dicevo l’ultimo posto dove loro vivevano era il villaggio di Jasmine, io conoscevo per averlo visitato anni fa quando vivevo al Nord.

    Risalimmo il fiume con la mia nave fino al grande Vosk, poi per il golfo di Thassa e via verso il nord dopo aver oltrepassato l’arcipelago di Cos, avevo dimenticato il freddo dell’inverno, vivendo nel deserto si dimentica facilmente, più salivamo verso il Torwsland più la temperatura si abbassava e in lontananza le montagne erano già ricoperte di neve.

       Una mattina ci svegliammo immersi in un banco di nebbia, tutto era scomparso, non si vedevano più le montagne e niente altro d’avanti a noi. Il comandante mise una vedetta in cima all’albero maestro per assicurarsi di non incappare in qualche scoglio, andò avanti così fino al pomeriggio fin che la vedetta grido c’è un fuoco a Babordo, finalmente tutti tirammo un sospiro di sollievo, e il comandante ordino di abbassare le vele facendo rutta su quel fuoco di segnalazione, che man mano si ingrandiva, finche non  vedemmo la costa con altri fuochi, ora era chiara la costa e si intravedevano le banchine con alcune navi attraccate, noi rimanemmo alla fonda in Rada, ed io con alcune guardie scendemmo a terra con una lancia .

   Era un villaggio molto grande e una grande insegna diceva ‘’Viking Settlement of Rungardvik’’ non avevo mai sentito parlare di questo villaggio sperduto, ma abbastanza grande, e molta neve ovunque, incontrammo il comandante delle guardie, che ci accolse con rispetto e si mise a disposizione per farci visitare il villaggio. Ci disse che avevano delle leggi diverse da quelle dei altri villaggi del pianeta, qui le donne hanno gli stessi diritti e, ultimamente una donna e l’Amministratrice e guerriero capo, la loro Jarl, insomma vivevano come i loro antenati rifiutando le nuove regole dei villaggi.

   Ci portava in giro mostrandoci e spiegandoci le varie costruzioni, la grande sala dove tutti si riuniscono d’Inverno, poi ci portò sulla collina dove avevano il loro tempio, ma il loro grande Totem era un albero grandissimo dove mi diceva che le anime erano sepolte intorno, e quando gli chiesi di spiegarmi bene mi disse:

 Gli alberi hanno ruoli profondi in mondi sia reali che immaginari. Con la loro corteccia maestosa, i rami lussureggianti e la nuvola di foglie ondeggianti, gli umani sono attratti da loro con profondo fascino. Questa magia è incarnata nel meraviglioso resoconto dell'albero del mondo nordico. Secondo la mitologia norrena, il mondo intero è in realtà un albero, chiamato Yggdrasil ("igg-dreh-sell") situato al centro dell'universo.

 

Secondo le leggende, Yggdrasil è un gigantesco frassino vivente con rami che si estendono sopra i cieli e un tronco saldamente ancorato al suolo da tre grandi radici. Qui, gli dei si riuniscono e si incontrano, cercano sostentamento dai suoi rami vivificanti e vegliano sui mondi. Irradiando da questo centro si estendono i nove regni dell'esistenza, tra cui Asgard, la dimora degli dei e la sala del Valhalla, e Midgard, la terra degli umani mortali. Un'aquila anonima siede in cima ai suoi rami in costante conflitto con un serpente malvagio, Nidhogg, che cerca di sbilanciare l'albero masticando una delle sue radici.

 

Le tre grandi radici di Yggdrasil sono irrigate da tre pozzi, Urdarbrunnr, Hvergelmr e Mimisbrunnr. Urdarbrunnr, o Urda's Well, è curato dalle tre fanciulle Norn, Urda (passato), Verdandi (presente) e Skuld (futuro), che tessono i fili del destino per tutti gli esserilui.

Era una cosa affascinante qualcosa che non avevo mai sentito prima, anche se in molti luoghi del Pianeta ci sono altre usanze, guardavo quell’uomo affascinato e gli chiesi di raccontarmi ancora e lui mi diede una pergamena che io vi voglio copiare in questo mio racconto.

    Passato da un hofgothi all'altro dalle oscure nebbie del tempo, si racconta la storia di una grande battaglia tra Thor e gli Jotun. La battaglia infuriò per giorni e coprì enormi distese di terra e di mare. Il terzo giorno, la battaglia raggiunse le coste di Rudgardvik. La gente si precipitò a casa dello Jarl e si accalcò intorno al fuoco mentre il terreno tremava e lampi luminosi illuminavano il terreno e il cielo intorno all'edificio. Gli uomini si sentivano incapaci di proteggere le loro famiglie e guardavano mentre le loro mogli tenevano i loro figli e guardavano con occhi imploranti i loro mariti. I bambini piangevano e le donne piangevano.

 

Lo jarl fece il giro della sua gente e continuò a rassicurarli che Thor avrebbe protetto il suo popolo fedele. Alla fine, il gothi si alzò e condusse il popolo in preghiera a Thor. Tutti bevvero idromele da un corno bevente e ne versarono il contenuto sul pavimento e nel fuoco, supplicando Thor di proteggerli dalla tempesta esterna.

 

Dopo quella che sembrò un'eternità, i suoni della battaglia iniziarono a diminuire e fuori iniziò a fare luce, quando un'orribile esplosione fece tremare la terra e le persone caddero sul pavimento mentre il terreno sottostante tremava violentemente avanti e indietro.

 

E poi è andato tutto tranquillo. Una strana quiete che si insinuava nelle loro ossa e lasciava un segno. Alla fine, sembrava che la cera si stesse sciogliendo dalle loro orecchie e potessero sentire di nuovo. All'inizio tutto ciò che udirono fu lo scoppiettio del fuoco e poi il piagnucolio dei bambini, delle madri e persino di alcuni uomini.

 

Lo jarl si avvicinò alla porta e aprì con cautela la porta per vedere cosa restava del loro bellissimo Rungardvik.

 

Enormi alberi erano sparsi su tutto il terreno, come se qualcuno stesse giocando a un gioco di bastoncini. Lentamente tutti uscirono dall'edificio e, con le lacrime agli occhi, guardarono increduli ciò che restava del loro bellissimo paradiso.

 

Immediatamente, i Gothi radunarono il popolo e si diressero verso il loro bosco sacro per onorare gli dei e ringraziarli per aver protetto le loro famiglie durante questa catastrofe.

 

Solo, dove un tempo c'era un boschetto lussureggiante e verdeggiante, non c'era niente. Nemmeno un albero. Il terreno stesso era stato strappato via dalla roccia su cui il boschetto era rimasto per tanti secoli. Tutti gli alberi erano atterrati nel prato sottostante, fatti a pezzi e senza una foglia rimasta sui rami.

 

Tutti si fermarono sulla roccia con un senso di lutto e guardarono lo jarl per dire loro cosa fare. All'improvviso, il gothi rabbrividì e chiuse gli occhi, e gridò "Ave Thor, ave il dio del tuono, ave il protettore", e cadde a terra. Lo jarl corse dal suo gothi e cercò di svegliarlo dalla trance. Lentamente, il gothi aprì gli occhi e iniziò a parlare.

 

"Thor mi ha parlato. Ha visto la devastazione della nostra terra e ha benedetto questa roccia. Questa terra non subirà mai più tempeste del genere. E per cementare la sua promessa, Thor ha toccato la roccia e vi ha lasciato l'impronta della sua mano come segno vincolo della sua promessa».

 

Rallegrandosi nel sapere che Thor li aveva benedetti, la gente raccolse tutti gli alberi dal prato e usando il legno del bosco sacro, costruirono un bellissimo tempio sulla roccia.

 

Da quel primo gothi, che allora era l'hofgothi, c'è stata una linea ininterrotta di hofgothis. Io sono solo l'ultimo, ma la linea continuerà dopo di me.

 

Thor mantenne la sua promessa, questo tempio ha resistito alla prova del tempo e delle tempeste e continua a prosperare, così come le persone che adorano nelle sue sacre sale.

    Che dire altro siamo ancora qui ad ascoltare le loro storie e le loro usanze, quando ci avvisarono che la nebbia si era diradata ed era ora di ripartire con l’alta marea verso Jasmine,  distava alcuni giorni di viaggio  e ripartimmo.

 

lunedì 19 dicembre 2022

IL RITORNO DI SIERRAROSE

     I PREPARATIVI IN VENNA

In città fervono i preparativi per la fiera che presto inaugureremo per la festa del Se-Var, la fiera annuale che si svolge per il Solstizio d’inverno, quando il giorno sconfigge la notte ed il sole sprigiona più luce giorno dopo giorno.

    Mentre l’allestimento dei banchetti e delle bancarelle  delle varie Caste e dei tanti mercanti giunti in città, io ho allestito due edicole nel viale centrale di fronte alla Barber shop di lady Laurelan, il nostro giornale va molto bene le vendite migliorano giorno dopo giorno pensando con il consenso dell’Amministratore sir Minus di metterle, spesso passo per mettere nuove copie, e controllare che tutti capiscono come poter prenderli, naturalmente in occasione della fiera i giornali sono liberi per chiunque.

   Ad un tratto una guardia arrivò di corsa annunciandomi l’arrivo di una carovana dall’oasi di Silver Stone, dove sapevo vivevano sir Youroki con la compagna lady Sabayna e la loro figlia Sierra rose, la giovane donna che io corteggiavo prima in port Victoria, poi lei segui la sua famiglia all’oasi di Cartassa e poi alla loro oasi di Silver stone.

   Lasciai tutto e mi precipitai al cancello dove la carovana era ferma in attesa di incontrare il capo dei mercanti per entrare in città, anche se Venna e un resort e tutti possono entrare liberamente a condizione di lasciare le armi alle guardie, scendendo le grandi scale mi sforzavo di riconoscere tra quella gente la mia amata Sierra, e finalmente la vidi, lei mi corse incontro  e mi salto letteralmente addosso  venendo meno a tutte le leggi delle donne libere del Pianeta, ci abbracciammo restando cosi per tanto tempo finche la madre lady Sabayna non ci raggiunse, salutandomi, non vidi sir Youroki con loro, e alla mia domanda di dove fosse mi risposero fosse rimasto alle rovine dell’oasi, in attesa di trovare un'altra oasi deserta da poter ripopolare e le donne erano state messe in sicurezza  nell’Arem.

     Salimmo quella lunga scala fino alla piazza, per poi sederci nella panca nell’aiuola di fronte al palazzo degli Scribi, raccontandoci dei nostri giorni passati lontani, finche non ci raggiunse la madre, la portai in giro nella piazza e nel viale dove c’erano le bancarelle presentandola prima a lady Zoye, poi a lady Tenka, che si premurò di cercagli una bancarella vuota per affittare e vendere i suoi profumi, nonostante lei stessa vendeva profumi e oggetti vari per il bagno e la bellezza del corpo, devo confessare che anch’io ho comprato da lady Tenka delle saponette che ho messo nella cassa dei miei vestiti per renderli profumati.

   Sierra mi ha annunciato di aver parlato con la madre  ed avere il permesso di rimanere a vivere in Venna con me e che presto dopo un periodo di fidanzamento faremo la nostra cerimonia di compagnia, intanto ho mandato un messaggio a sir Argos per un incontro con  me e Sierra, e avere un lavoro nella casta da Scribe, ma con i preparativi della benedizione del Tempio, l’allestimento della bancarella della Casta poi con tutti gli arrivi e la gente in giro abbiamo rimandato l’incontro ma presto anche lei vivrà qui con noi

 

domenica 18 dicembre 2022

“Tell me the story about how the sun loved the moon so much he died every night to let her breathe.”
” There once was a moon, as beautiful as can be, only the stars could fathom, but the sun could not see. The sun so radiant, he burns so bright. The moon so luminous, but only showed her face during the night. She was untouchable, surrounding herself with a blanket of darkness. The sun would give anything to catch a glimpse of the Moon illuminating the beautiful night sky.

/me "Until one day when the Sun was sliding out of the heavens, he caught a glimpse of her. She was peeking up, a rare side of her being exposed to the light. And while the Sun could shine, he knew the Moon could glow."

Just as the Stars were wandering into the night, the Sun fell in love like a snowball hurding down a mountain. How he wished to see her move than the fleeting moments he shared with her at both dawn and dusk. But they were a world apart.

“Go,” she whispered to him one of those nights, her voice as sweet and sorrowful as the last light of morning. “Go and let me breathe, for you and I have decided fates. You illuminate the day, and I cast a glow one the night. We will never be. Our connection would go against what all the people believe, all they know” During the summer he would stay a little longer just in case she would change his mind. It was no use.

“Don’t you dare abandon your blessing of light for my darkness.” And those were the last words the Moon was strong enough to speak to the Sun.

The Sun could feel her peaceful soul and it soon became clear. He would die each and every night to let his true love breathe, for it would put an end to all her misery.

” a tale like this should be heard and seen.”

“And no one will know it is the story of you and me

venerdì 9 dicembre 2022

 

DA VICTORIA A VENNA

LA STORIA DI THENKA LA PROFUMIERA

 


Mi ha molto colpito la storia della profumiera Tenka, inseguita da Ulir suo protettore, che si atteggia a fratello, e da Amir, che gli aveva preparato la nuova profumeria  nella città di Nykus dove loro vivono dopo la caduta di port Victoria, ricordo bene il giorno della votazione per eleggere il capo casta dove io ero in lista ed avevo buone probabilità di essere eletto, loro dopo aver votato presero la prima nave, lasciando la città, portandosi con loro tanti cittadini e schiavi, la citta rimasta spopolata cadde  tutti scapparono nella foresta.

ARGOS
    Nella confusione, mentre la mia schiava Fahima raccoglieva gli oggetti più preziosi io l’aspettavo fuori le mura, sulla strada per la foresta, fu allora che Timmer il giocatore approfittando della confusione, rapì Fahima con l’aiuto dello slaver, scappo con una sua nave in partenza, io aspettati molto tempo su quella strada, ormai tutti cadeva, era un pericolo rimanere, e mi incamminai insieme ad altri cittadini verso la foresta fu allora che incontrai Tenka.

HESTIA

 

  Non la conoscevo personalmente, avevo sentito parlare bene di lei, e mi offrii di scortarla fino alla foresta dove avremmo avuto delle capanne tolte ad una tribù di pantere annientate. lei accetto anche se capite bene in quei momenti di paura e disperazione ognuno guarda con sospetto il suo vicino, e per tranquillizzarla gli dissi che ero un Magistrato e che sono anche redattore ed editore di un giornale, e mi piacerebbe scrivere di lei e della sua vita, e lei accettò anche se disse non ho tanto da raccontare.

TENKA
    Sono nata a Port Kar nella citta dei dodici capitani ma non ho un ricordo dei miei genitori, cioè mio padre marinaio parti che ero piccola, mentre mia madre rimasta sola fu messa al collare, e portata via dalla città, io crescevo e le She-Hur ritenevano che avessi molte abilita specie nei commerci, cosi fui adottata da un vecchio mercante, che abitava solitario nelle vicinanze della città di Sais, e grazie a lui fui introdotta nella casta dei mercanti, dopo che avevo imparato a leggere e scrive e fare di conto, grazie anche ad un guerriero di nome Hlena, lui veniva da Svago, e suo padre sir Ender viveva anche lui in port Victoria.

PORT VICTORIA
     Non avevo una pietra di casa fissa, ma viaggiavo in continuazione per i miei commerci dopo che il vecchio mi aveva lasciato il suo magazzino, poi tornai a Kar e ci rimasi qualche tempo alla fine mi spostai in port Victoria dove i commerci rendevano di più, li conobbi un commerciante Torvalsdland diventammo di compagnia, un giorno arriva una nave ed un uomo si presenta come mio padre ma io non conoscevo quell’uomo era un estraneo per me avermi abbandonata aveva rotto il legame della famiglia.

  Lo lasciai andare per la sua strada, io sono una donna difficile da gestire, anche il mio compagno poco prima della conferma della compagnia scomparve, ed io rimasi sola e penso sia la cosa migliore, ma non si sa mai un domani se incontro un uomo che mi ami e che mi capisca.

FAHIMA
    In port Victoria incontrai mia madre, lei passava da un collare ad un altro, si chiama Kurio ora, ma dopo qualche tempo scomparve anche lei, in pratica quando una madre e una schiava teoricamente non è più tua madre, E Ulir è il fratello del mio vecchio compagno torvaldsland, e lui pensa di essere anche fratello mio ecco per che, mi tratta cosi e per che vuole che ritorni a Nykus, ma io devo seguire i miei affari e sono determinata a finire il mio lavoro qui in Venna, in quanto ad Amir lui senza il mio parere a replicato il mio negozio a Nycus anche l’insegna uguale e tutto il resto preparando la strada per muovermi li, ma io ricordo che parlando con l’Amministratrice lady Monkee anche lei diceva che era molto strano che non appena votato per il capo casta in Victoria  andò via insieme agli altri.

    Vogli cercare di vivere felicemente  lavorando e fare commerci, e finirò con l’aiuto di lady Zoey  una mia grande amica, in quanto alla benda che porto all’occhio tutti noi abbiamo il nostro segreto che ci portiamo addosso,, a volte e meglio dimenticare ma la realtà è quella che ci porta a comportarci in un certo modo, e detto questo mi saluta e se ne va silenziosa verso le grandi scale