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sabato 3 ottobre 2026

 


In the Kingdom of Mkalvania: Dream or Reality?


A journey to a lost world within the great forest


I had met Sir Mkail Jun at the Ship Rock fair; we exchanged thoughts and tales of our travels. Before we went our separate ways, he invited me to his Kingdom—a hidden place called Mkalvania—telling me that a great festival was soon to take place and that he and his people would be delighted to have me as a guest. 

With no major events happening elsewhere on Gor, I decided to follow the map Sir Mkail had given me and make my way to that distant location. I was already accustomed to the hardships of travel—visiting rugged, isolated areas often devoid of roads or trails—but this time, the task before me was to traverse the forest and reach the great kingdom. 

After a long journey spent carefully rationing food and water, the forest finally began to thin. In the distance, hills came into view; a wisp of smoke rose from one of them toward the sky—a sure sign of life, and perhaps the village itself. I pressed on until I reached the hill, where a great castle rose majestically from the summit, while at its foot, in the valley, lay a large village complete with a temple and sites dedicated to various cults. 

I was stopped by a mounted patrol; they rode not our native *kailla*, but powerful steeds. The knights questioned me about my origins and destination, and after I explained my friendship with Sir Mkail, they escorted me to the foot of the castle. A multitude of people crowded the great square; many were dancing and waving banners, while naked slave girls danced in the center to the applause of the surrounding throng. Sir Mkail welcomed me with full honors, inviting me to watch the fireworks display in the sky and the dancing in the square. In the meantime, I captured many portraits of the local men and women, as well as glimpses of the scenery in this unknown realm

I have not yet had the chance to visit the castle or speak with the Duchess; I will do so after resting from my long journey. For now, I am sharing portraits of the citizens below and look forward to seeing you in the next article.

Thank you, and don't forget to visit the great Gorean gallery—here is the new link: http://maps.secondlife.com/secondlife/Guaruja/186/185/21




























giovedì 1 ottobre 2026

 

welcome newOasis of 7 Palms

 As announced, the new "Oasis" is finally open, featuring its large gallery; I invite all friends and group members to visit.

The "Goreani Gallery" has been enriched with new characters, and I hope to add many more with your help. I am posting the updated list below; if anyone doesn't see themselves there, please send a photo to Sir Darian (ulisse1) or visit this location directly:

http://maps.secondlife.com/secondlife/Guaruja/222/176/28

Thank you all for following the *Gazzetta delle Tre Lune*; here is the link to the paper:

https://dariantravels.blogspot.com












domenica 27 settembre 2026

 

Venerdì 25 settembre 2026

 Il Great Darian è lieto di annunciare la nuova "Grande Oasi", con una galleria molto più ampia. Allego la foto e l'immagine del punto di riferimento. Grazie a tutti.

      http://maps.secondlife.com/secondlife/Guaruja/172/156/28




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Giovedì 24 settembre 2026

 Volume n. 1. Settembre 2026 

inviato da ''  Unnamedkajira ''




Carissimo e stimato pubblico…


È giunto all'attenzione di chi scrive che, mentre i Re Sacerdoti governano i cieli, sulla superficie di Gor regna la pura e semplice assurdità. Immergiamoci subito nelle ultime figuracce che stanno riecheggiando in tutta la terra. 

Si ha il sospetto che oggi la penna possa prendere fuoco, perché lo scandalo che sta travolgendo le città di Gor è a dir poco vulcanico. 


E a proposito di vulcani,

Cominciamo con il sempre teatrale Bactu, Ubar di Turmus, quel fiero guerriero Tuchuck il cui ego si dice sia più grande di tutta la sua mandria. Si dice che Bactu sia stato visto di recente mentre cercava di impressionare un gruppo di mercanti in visita lottando a mani nude con un bosk. Sfortunatamente, il bosk, essendo molto più saggio di Bactu, si è semplicemente fatto da parte, lasciando che il possente Ubar cadesse a testa in giù in un abbeveratoio. Lo schizzo si è sentito fino ad Ar.


Ma non temere, carissimo confidente, perché Bactu si è rialzato dal fango con tutta la dignità di un uomo che finge di averlo fatto di proposito. Un testimone giura di averlo sentito annunciare: "È un rituale di purificazione turian", mentre si puliva i denti dalla sporcizia.


Nel frattempo, nelle scintillanti sale di Valaris, Vulcan Arian, Ubar di Valaris, sta scoprendo che possedere una kajira di pregio comporta una serie di grattacapi non indifferenti. La sua amata schiava, Snow, ha apparentemente sviluppato un'improvvisa e grave allergia al concetto stesso di servire. Fonti riferiscono che, mentre le veniva ordinato di portare il vino ka-la-na serale al suo padrone, Snow è inciampata accidentalmente nelle sue stesse sete, impregnando le vesti dell'Ubar di una profonda macchia rossa pochi istanti prima di un importante incontro diplomatico. Il temibile Ubar ha trascorso la notte a negoziare rotte commerciali con l'aspetto più di un verr appena macellato che di un conquistatore. 


Alcuni sostengono che la compostezza di Vulcano si sia incrinata a tal punto da fargli quasi sorridere. Altri insistono sul fatto che si sia trattato semplicemente di uno spasmo muscolare causato dall'imbarazzo. In ogni caso, a Snow è stato proibito di avvicinarsi a tappeti, gradini, cuscini o superfici piane di qualsiasi tipo.


Ma la commedia degli equivoci più deliziosa appartiene all'Isola di Teletus. Caine Steele, Ubar di Teletus, sembra aver perso completamente il controllo del suo impero domestico. Il povero Caine è attualmente intrappolato in un'insidiosa lotta tra la sua kajira, Rya, e la sua Compagna Libera, la formidabile Donna Libera Muse Steele. 


Per il grande banchetto degli Ubar, Muse aveva immaginato un capolavoro raffinato, composto da più portate, tra cui il tarsk glassato arrosto. Aveva affidato il compito di arrostire il tarsk a Rya. Rya, dal canto suo, seguiva una filosofia culinaria più semplice: "Se ci sta in una pentola di ferro gigante e non striscia fuori prima che il coperchio si chiuda, è cena".


Così, quando le porte della grande sala si aprirono, gli ospiti furono accolti dalla schiava che, con orgoglio, fece rotolare fuori un calderone ribollente come acqua di palude infuocata. Aveva "smaltato" un intero tarsk in una botte di miele fermentato e lo aveva lasciato sobbollire tutto il giorno. Naturalmente, si era dimenticata di togliere le interiora all'animale.


Nel tentativo di preservare la sua autorevole dignità, l'Ubar diede il primo eroico morso. In pochi secondi il suo viso divenne viola, i suoi occhi si spalancarono come quelli di un avvoltoio spaventato e corse fuori per svuotare prontamente il contenuto del suo stomaco. Si può dire che il fango di Rya non andò sprecato. Fu rapidamente depositato nel mucchio di letame per essere usato come fertilizzante l'anno successivo. La Musa Ubara, non divertita, mandò la ragazza dal più cattivo vecchio cuoco di cucina perché venisse addestrata a dovere.


Cari cercatori di verità, le vicende di questi potenti Goreani potranno anche plasmare il destino di Gor… ma i loro quotidiani imbarazzi plasmano il destino del nostro divertimento. Se dovessero emergere altri pettegolezzi, siate certi che questo umile scrittore li afferrerà con entrambe le mani.

Se desideri un'altra lettera, magari ancora più piccante, sarò felice di accontentarti.


Cordialmente, 

La signora anonima Scibe





{Solo a scopo di intrattenimento fittizio. 2026}


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venerdì 18 settembre 2026


RITORNO AL PASSATO '' SHIP ROCK ''




 
Finita la fiera all'oasi delle due Scimitarre, volevo tornare alla mia oasi delle7palme, ero gia stato  all'oasi dei nove pozzi  avewvo anche pubblicato un articolo, quindi decisi di attraversare il deserto del Thahari e raggiungere prima la citta di Kassar, poi la citta di Kamras. da li avrei preso la nave per l'isola di Landa e finalmente tornare alla mia mia Oasi e alla mia Galleria dei Goreani. 
Il viaggio non fu ne facile ne breve, attraversare il deserto non è mai sicuro, ma fortunatamente tutto ando bene,  raggiunsi Kamras, montammo le tende, avremmo aspettato una nave per Landa, ma al mattino appena entrati in citta ci dissero che i guerrieri Torvie avevano attaccato la citta, e non si avevano notizie sulla sua fine.
Dopo aver consultato le mappe. decisi che la soluzione migliore fosse quella di raggiungere Korat piu a nord, da li avremmo preso una nave diretta ad Anango, sulla rotta della mia Oasi.
Ripartimmo dopo qualche giorno, costeggiando la foresta di Shendi poi superammo le colline delle Thassa mountain e finalmente a Korat,
Ricordo quella citta, mi avevano portato bambino  scappando dalla nostra Oasi, io mio fratello Orlando salvati da una schiava al massacro dell'intera famiglia El Nairad, l'Ubar ci affido prima al Notaio della citta, sir Scorpius, un anziano solo sempre chiuso nella torre degli Scribi con le sue scartoffie, è fu lui che ci insegno le prime nozioni da Scribe, ma ormai vecchio mori e fummo adottati da lady BB Arliss e suo marito sir Mith un costruttore chiamato per alcuni lavori alla citta.
Durante la permanenza alla citta di Korat, spesso andavamo al porto giu nella valle, Korat era costruita su un altipiano a strapiombo sulla valle, il villaggio del porto si chiamava Ship Rock, non era molto grande ma aveva una zona dove ricordo si effetuavano le gare di pesca, noi piccoli assistevamo felici a quei tornei.
 La nostra prima impressione quando arrivammo al Ship Rock fu di sorpresa, io ricordavo un piccolo villaggio, ora era una cittadina ben protetta da alte mura e grandi cancelli, l'Ubara lady Tani, fu entusiasta di riceverci, io gli raccontai del tempo passato, lei ricordava a malapena, sono passati tanti anni da allora, tutto è cambiato ma Lei è sempre li. mi sono fermato  ho visitato la citta,(mettero degli schizzi di seguito) poi il tempo dira quello che faro, ma prima o poi dovro tornare alla mia oasi delle 7 Palme.




















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