Elenco blog personale

domenica 31 gennaio 2021

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                                          DARIAN'S ...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                                          DARIAN'S ...:                                           DARIAN'S  TRAVEL 24......La schiava Lime epilogo    - Entra- gridai quando sentii bussare alla...

                                         DARIAN'S  TRAVEL


24......La schiava Lime epilogo


   -Entra- gridai quando sentii bussare alla porta, credevo fosse il comandante della nave, invece era la schiava Lime, si avvicino timidamente buttandosi in ginocchio come prevede la legge di Gor.

    Alla luce che filtrava dalle finestre della poppa dove avevo la cabina, sembrava ancora più bella, la osservavo cercando in lei cosa mi avesse fatto interessare a quella piccola schiava dai capelli rossi, dopo qualche secondo l'avevo guardata nei minimi particolari, specialmente il suo seno sodo con i capezzoli induriti dal freddo di quella mattina, alla fine  mi ripresi e dissi: -ti avevo chiesto di raccontarmi della tua vita -lei prese coraggio, alzo la testa guardandomi senza mai fissarmi non è consentito  dalla legge che una schiava fissi negli occhi il suo master.

    Io sono nata  da una famiglia di schiavi, ma questo lo saputo solo quando ormai sedicenne ebbi le mie prime mestruazioni, per che la mia mamma quella mattina mi disse: ora sei diventata una donna e la legge impone la tua vendita al Kennel, non puoi più vivere qui in famiglia, noi siamo schiavi provenienti dal pianeta Terra, e tali resteremo ed anche tu sei destinata alla nostra stessa sorte, mi cadde il mondo addosso, il giorno prima ero nel giardino vicina a casa giocavo con gli animali e con le amichette del vicinato ed ora sarei stata venduta allo schiavista dal padrone dei miei genitori, che mi avevano sempre tenuto all'oscuro di essere degli schiavi, per che mia madre lavorava nei campi e mio padre al porto-

   Si fermo un attimo per prendere fiato, mentre una lacrima gli scendeva dai suoi occhi profondi, poi dopo qualche secondo ripreso fiato continuò, -fui venduta dallo Slaver alla locanda del villaggio, per imparare a servire i clienti e accompagnarli nelle stanze al piano superiore, non prima di essere stata violentata dallo Slaver e dalle guardie addette alla vigilanza del Kennel, fu un esperienza dolorosa, nei miei sogni di bambina vedevo un Sir arrivare per farmi sua compagna e vivere nel suo palazzo, ma ora la realtà era diversa ero passata da un uomo all'altro fin che stanchi non mi lasciarono semi incosciente sul giaciglio di pelli di Tarsk che serviva da letto alle schiave, il giorno dopo mi portarono nella locanda, dove la padrona una donna dura e cattiva mi fece indossare il Silk delle schiave affidandomi alla prima schiava per spiegarmi il lavoro e quello che sarebbe stao il mio lavoro si fa per dire, cioè essere sempre accondiscendente con i Master e i viaggiatori di passaggio che desideravano una pelliccia per la notte, (le schiave in Gor sono chiamate anche pellicce per il loro compito di giacere con gli uomini).

    Gli dissi: -fermati un poco, prendi fiato, bevi un boccale d'acqua e riposati e asciugati gli occhi che le schiave non possono avere sentimenti e non possono provare ne gioia ne dolore-

   Dopo aver ripreso fiato continuo il suo racconto: -era una vita d'inferno ero sbattuta da tutti giovani e vecchi, tutti i liberi erano autorizzati dalla padrona della taverna ad abusare di me e a volte quando qualcuno più ubriaco degli altri usava anche la frusta solo per il gusto di frustarmi, andò avanti cosi fino ai miei venti anni, un giorno arrivo un altra piccola schiava appena quindicenne e tutte le attenzioni si spostarono su di lei ed io fui  relegata al solo lavoro della pulizia della taverna, la padrona mi rimproverava quel tozzo di pane e il boccale d'acqua che consumavo giornalmente, cosi una mattina mi ordino di lavarmi profumarmi e indossare il Silk rosso e mi portarono al mercato dove un banditore vendeva gli schiavi all'asta, io piangevo nel mio cuore, ma non lo davo a vedere avevo ormai accettato la mia sorte di schiava, quando arrivo il mio turno fu difficile vendermi ma un Visir di un oasi del deserto del Ta-Thassa mi compro per una piastra d'argento e cinquanta Coins di ferro, e dopo qualche giorno partimmo con la sua carovana diretti alla sua Oasi, era un viaggio duro a volte a piedi  a volte sui cammelli, oppure sui carri dolorosi per la durezza del legno per le tante ora seduta, un giorno il Visir mi volle nella sua tenda e si innamoro di me, mi prese con se nel suo carro, io ero felice non dovevo più sottostare alle voglie delle sue guardie, intanto più ci inoltravamo nel deserto più il caldo opprimente mi faceva svenire non conoscevo quel caldo,a volte anche per il razionamento dell'acqua, ma proprio quando mancavano pochi giorni al nostro arrivo all'Oasi fummo
attaccati dai predoni del deserto, massacravano tutti  senza pietà, io nella corsa del carro per sfuggire ai predoni fui sbalzata fuori e caddi nella sabbia proprio dietro una piccola duna e nessuno si accorse di me, quando che tutti andarono via tornai ai carri, vidi il mio padrone morto con la gola tagliata, piansi tanto non sapevo che fare, dopo due giorni seduta a vegliare il padrone arrivarono i sui guerrieri, mi portarono con loro insieme al corpo del Visir, e dopo qualche giorno fui rivenduta ad un commerciante di tappeti che mi porto con se dopo che fini i suoi commerci ci imbarcammo su una nave diretta al golfo di Thassa, dopo quasi un mese di navigazione scendendo il fiume Wosk, arrivammo al porto di una città che si chiamava Delgabi, e mentre io e il padrone scendevamo dalla passerella il padrone scivolò cadendo in mare, battendo la testa alla murata della nave mori sul colpo, non avevo fortuna con i miei padroni, ora che mi ero affezionata, io mi salvai da quel mare torbido sporco e pieno di Urt, e fui affidata alla taverniera, ma sotto la protezione del comandante dei guerrieri, Sire il resto lo sapete-

     per un momento rimasi a pensare poi quando sentii essere sotto la protezione del comandante dei guerrieri mi preoccupai molto, non volevo far scatenare una guerra tra le nostre città quindi chiamai il comandante della nave e gli dissi: -Inverti la rotta e ritorna al porto di Degalbi, faremo sbarcare questa schiava prima che ci mandino delle navi da guerra ad inseguirci-

   Cosi fu che arrivati in rada al porto portarono con una lancia la schiava a terra scusandoci con il comandante delle guardie, nonostante la schiava fosse ancora in lacrime, ripartimmo verso la mia Oasi vero la mia terra e verso i miei amori che mi aspettavano...........contina

    



martedì 26 gennaio 2021

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                 DARIAN'S TRAVEL 23°.......LA SCHIA...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                 DARIAN'S TRAVEL 23°.......LA SCHIA...:                 DARIAN'S TRAVEL 23°.......LA SCHIAVA LUME 2° PARTE           Avevo salutato lume dal ritorno della pesca sul fiume,anche...

                DARIAN'S TRAVEL


23°.......LA SCHIAVA  LIME 2° PARTE

     

    Avevo salutato lume dal ritorno della pesca sul fiume,anche se di pesci neanche l'ombra ma ero felice avevo passato alcuni momenti di tranquillità insieme a quella schiava dai capelli rossi, ci salutammo al porto e salii a bordo, mentre lei piangente
ritorno alla taverna che non distava molto dalla banchina dove era ormeggiata la mia nave.

  Lime entro nella taverna piangente, la sua padrona quando la vide si preoccupò e chiese alla piccola schiava il motivo del pianto, e lei piangente gli disse:

--mi sono innamorata del sir Darian il magistrato, ed ora lui sta partendo vorrei tanto che mi comprasse per poter vivere con lui e servirlo ed amarlo-

   La sua padrona si commosse per tanto amore sbocciato in cosi poco tempo e si precipitò al porto, chiamando a gran voce i marinai che chiamassero il Magistrato per conferire con lui. i marinai avvisarono il comandante, che avviso me, io ormai ero nella mia cabina scrivevo il giornale di bordo, uscii in coperta alquanto infastidito da quella chiamata, ero sicuro di aver pagato tutti i conti alla taverna, mi affacciai alla murata e dissi:

   -Che c'è di cosi importante da scomodarmi mentre lavoro-

 Lei un po impacciata e servile mi disse:

  -Sire la piccola schiava Lime e in lacrime nella taverna vorrebbe tanto venire con voi ed io non me la sento di tenerla prigioniera cosi triste-

Ascoltai quelle parole con sospetto, non era solito che una taverniera scomodasse un magistrato per una schiava, ma quella piccola Lume dai capelli rossi mi aveva incuriosito e diciamola tutta mi piacevano anche i suoi modi cosi eleganti e gentili, ci pensai un poco e chiesi:

  -Cosa proponi di fare brava donna con la schiava, io sto ritornando alla mia Oasi, la vita li non è quella di una città-

Lei sempre più servile e accomodante mi guardò di sott'occhio e disse:

-Sire vi propongo un affare, vi posso cedere la piccola Lime ad un prezzo speciale, cosi da portarla via con voi, diciamo che due piastre d'argento sono il prezzo giusto per ripagarmi dalla perdita che ne avrò dalla sua mancanza-

Ci pensai qualche attimo, in fin dei conti due piastre le avrei spese anche per una schiava qualsiasi e poi quella piccola schiava mi piaceva con i suoi capelli rossi e i suoi seni sodi e alti, chiamai una guardia dalla coperta e gli dissi:

-Accompagna questa donna alla taverna e aspetta che la schiava prenda tutte le sue cose e portala sulla nave-

Diedi le due piastre d'argento alla taverniera raccomandandogli di dargli tutto il vestiario e corredo che aveva, e ritornai al mio lavoro in attesa dell'evolversi della situazione.

  Ordinai al comandante  di sistemare la schiava insieme alle altre donne e di farla lavorare in cucina, poi magari avrei pensato per come usarla, una nuova schiava e sempre uno stimolo per me anche se quella ragazza nella taverna oltre a servire a tavola sicuramente serviva anche a letto.

   Partimmo a mattino inoltrato, quando il vento del nord si alzò, il cielo era limpido e il sole picchiava dritto sulle teste dei marinai intenti nelle manovre delle vele, quando tutti i lavori finirono e la gente di bordo si avviava per il suo pranzo, io uscii dalla cabina scrutando l'orizzonte, la costa di quel villaggio diventava sempre più piccola e lontana e i primi gabbiani svolazzavano felici e gracchianti sugli alberi della nave, chiesi al capitano delle guardie della schiava Lime e dove fosse e mi disse:

-Sire l'abbiamo sistemata in un angolo della cucina, ha un giaciglio e lavora-

-Bene-

 Gli risposi pensieroso, il motivo dei suoi pianti nella taverna mi incuriosiva sempre di più, cosi dissi al capitano:

-Non credo che la cucina vada bene per lei ripulitela e fategli mettere  vestiti decenti e accompagnatela nella mia cabina  che voglio parlargli-

  Il capitano obbedi e dopo qualche ora bussarono alla mia porta ed io immerso nel lavoro chiesi:

-Chi è a quest'ora che disturba-

Il capitano disse:

-Sire vi ho portato la schiava-

La feci entrare e le si butto in ginocchio, come fanno tutte le schiave davanti ad un uomo libero senza guardarmi negli occhi, io la osservai meglio, era lavata e profumata ed anche ben vestita, e gli dissi:

Piccola Lime raccontami la tua storia che sono curioso di conoscerti-

Lei disse Sire inizio dal principio:

-Sono nata............continua



lunedì 25 gennaio 2021

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                                                   ...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                                                   ...:                                                       DARIAN'S TRAVEL 22°......... La schiava Lore .......Di ritorno all'Oasi feci t...

                                                     DARIAN'S TRAVEL


22°......... La schiava Lume


.......Di ritorno all'Oasi feci tappa con la mia
nave nella città di Degalbi, piu che una città era un villaggio, con tanti fiori e molti cittadini indaffarati nelle strade,e nel loro lavoro, molte schiave, alcune ancora giovani che prendevano lezioni, altre già schiave di città o che avevano un loro Master, finiti i lavori di ormeggio della nave e sistemate le carte sbarcammo  per visitare la città e poi magari fermarci all'Inn (locanda) per mangiare e bere qualcosa di buono, questi villaggi agricoli spesso hanno della buona carne e del buon Ka-La-Na o della buona Paga(birra goreana) e magari parlare con qualche marinaio di passaggio per sapere le ultime notizie sulle città del mar di Thassa, ed eventuali pericoli di guerre tra tribù.

     Girammo in lungo e in largo quel villaggio io  la mia scorta e il capitano della nave, un piccolo ruscello attraversava la pianura che si estendeva dalle colline fino al mare, per sfociare con una piccola cascata nelle vicinanze del porto, alcuni  pescatori seduti sulla riva pazienti aspettavano che il pesce abboccasse, mentre nell'arena poco distante alcuni guerrieri si allenavano.

   Durante il giro incontrammo sir Turbo prima spada di Degalbi che ci diede il benvenuto, poi ancora sir Hugh lo Scribe del villaggio, con lui parlammo un poco delle ultime novità e gli raccontai del mio viaggio dalla mia Oasi fino alla città di Egeria, per la riunione degli Ubar di Gor, lui sembro molto interessato, molto più dell'amministratore della città che con poche parole ci liquido seccamente. portandosi dietro le sue due schiave, noi non ci facemmo caso, avrei voluto chiedergli per un lavoro, volevo fermarmi per riposarmi e ritardare il più possibile il ritorno a casa, io come Ulisse un eroe del pianeta Terra, che navigava eludendo la rotta verso casa, nonostante fosse un Re come me.

    Nella locanda abbastanza piena trovammo posto vicino a dei liberi che discutevano tra loro, ci presentammo salutandoli, poi tutti ritornarono a palare tra loro, molte schiave nella taverna, alcune seguivano i Master, altre servivano i clienti, una in particolare attiro il mio interesse, una piccola schiava dai capelli rossi di nome Lume, con il vestito bianco delle schiave vergini che copriva a malapena il suo corpo lasciando fuori un seno bellissimo, nonostante lei non fosse molto slanciata, aveva tutta la schiena nuda, che faceva intravedere un sedere tondo e sodo, quello che più mi attivava erano le sue movenze silenziose e sensuali, scivolava tra gli ospiti servendo e chiedendo ordini, mentre la padrona della taverna la osservava severa.

  Quando mi vide lascio tutti gli altri ospiti precipitandosi verso di me, vide il mio abito da Magistrato, e si sa i magistrati sono di casta Alta e vengono serviti per prima, gli chiesi del ta-tharna da bere e della carne di bosk da mangiare e qualche biscotto, lei si precipito in cucina  eseguendo l'ordine e di li a poco Lume ritorno con il vassoio, servendomi sempre ignorando gli altri avventori, dopo avermi servito si fermo al mio fianco in attesa di altri ordini, io non finivo di ammirare quella piccola schiava dai capelli rossi come il fuoco, dai seni cosi grossi e duri,
spesso li sfioravo intenzionalmente, gli chiesi se veniva dal pianeta Terra, per che di solito le donne dai capelli rossi  venivano prelevate da li dagli schiavisti, invece lei mi disse che era nata in Gor in un piccolo villaggio, figlia di schiavi di città che vivevano nella loro carovana, era stata venduta all'età di sedici anni dalla famiglia, ad un ricco mercante che la portava sempre con se nei suoi viaggi ma un giorno poco prima di arrivare a Degalbi il suo padrone fu aggredito nella foresta al confine della città e ucciso, per fortuna arrivarono le guardie di ronda fuori le mura che dispersero i briganti e portarono la piccola Lume nel Kennel prima di essere presa in gestione d'accordo con l'amministratore dalla padrona della locanda e messa a servire i clienti, mi disse sono felice di vivere nella locanda, meglio che essere schiava di qualche vecchio e burbero guerriero che usa la frusta come parole. 

   Rimasi sbalordito da quel racconto ma per lei la vita era stata facile al contrario di altre schiave costrette a volte a danzare fino allo stremo delle forze e poi giacere con i clienti o con il loro Master per tutta la notte, dissi alla piccola Lore di ritornare al suo lavoro e noi finita la cena ritornammo alla nave.

   La mattina seguente non c'era gran che da fare sulla nave, i marinai pulivano altri sistemavano il carico, allora decisi di scendere a terra, ero rimasto incuriosito dalla pesca sul fiume  di quegli uomini, arrivato ad un punto dove il fiume rallentava, chiesi ad un pescatore se potevo comprare una canna per provare anch'io, lui mi diede la sua  dicendomi che quando mi stancavo di lasciare tutto sulla riva, mentre pescavo arrivo
la schiava Lume che si inginocchio vicino a me, dicendomi che a quell'ora era libera aveva spazzato la taverna e non c'erano clienti. mi guardava con interesse disse che non aveva mai provato a pescare, io la incoraggiai gli diedi una canna e gli spiegai  i movimenti, lei ci mise poco ad imparare e pescava felice come non mai.

   Ma ormai era giunta l'ora della partenza e sistemate le canne sulla sponda del fiume ritornai alla nave salutando la piccola Lume........continua



venerdì 22 gennaio 2021

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                       DARIAN'S TRAVEL21°..LA LOCAN...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                       DARIAN'S TRAVEL21°..LA LOCAN...:                        DARIAN'S TRAVEL 21°.. LA LOCANDA SUL PORTO    Ricordo un episodio che mi è capitato al ritorno dalla città di Ja...

                      DARIAN'S TRAVEL

21°..LA LOCANDA SUL PORTO


   Ricordo un episodio che mi è capitato al ritorno dalla città di Jad verso la mia oasi.

  Avevo pagato un passaggio su una nave, diretta all'isola di Landa, non che fosse chi sa cosa, da lontano sembrava una nave fantasma, e l'equipaggio formato da marinai di fortuna, le navi migliori le avevano prenotate tutti gli Ubar delle grandi città che si affacciano sul fiume Wosk, la mia cabina era vicina a quella del comandante, di solito occupata dal suo secondo ufficiale di coperta, piccola e maleodorante, ma dovevo fare buon viso a cattivo gioco, non avevo altra scelta, navi dirette al Sud in quel periodo dell'anno erano poche, tutte risalivano il fiume o attraversavano il mar di Thassa verso il Nord nel Torvaldsland per il commercio di pellicce.

   Ad un tratto delle grida sulla nave attirarono la mia attenzione, ad un libero capitò un incidente mentre saliva a bordo, era un mercante con la sua schiava, lui era scivolato in mare dalla stretta e viscida passerella battendo la testa alla murata, prontamente soccorso da alcuni marinai che incoscienti del pericolo si buttarono in mare, c'era il rischio di essere azzannati da Urt, (grossi ratti di Gor) tirarono fuori il mercante ma ormai era privo di vita, lo chiusero in una grossa cesta, mentre la sua schiava terrorizzata e piangente si disperava, la portarono in coperta fu rifocillata con un po d'acqua gli diedero un vestito asciutto e il Comandante della nave mi chiamo per decidere il da farsi.

   Dissi al capitano che se avessimo chiamato le guardie del porto  sicuramente avrebbero bloccato la partenza per chi sa quanto tempo , quindi conveniva salpare le ancore al più presto possibile da quel porto, avremmo sepolto il mercante in mare secondo le leggi della marineria, spartiti i suoi averi tra i marinai e la schiava la prendevo in consegna fino alla mia Oasi.

   Cosi fu, il Comandante un tipo sveglio capi al volo e ordino la partenza, mentre la schiava fu portata nella mia cabina e sistemata in un angolo su un giaciglio fatto con pezzi di vecchie vele, la nave mise la prua a Sud, rotta la mia Oasi, ma avremmo fatto scalo al porto di Brundisum per scaricare delle merci per la città di Ar. e caricato merce proveniente da Port Kar, era prassi che le navi facessero di questi scali per che le due città erano in guerra tra loro, ma in segreto facevano i commerci usando il porto franco di Brundisum.

   Nel porto franco saremmo rimasti solo un giorno e ripartiti la mattina successiva quindi il tardo pomeriggio quando furono ultimati i lavori in coperta presi la schiava con me e scendemmo sulla terraferma. la ragazza ancora frastornata e piangente per la perdita del suo padrone, sicuramente era più di un padrone per lei, la portai alla gestrice del Kennel (dormitorio delle schiave di città) per che la calmasse e la ripulisse, l'avrei ripresa più tardi prima di salire a bordo e cosi fu, lasciata la schiava che in un momento di lucidità mi disse di chiamarsi Aarre, raggiunsi il comandante nei pressi della taverna che a quell'ora della sera era gremita di commercianti e marinai di passaggio, la padrona della taverna un donnone alto e grosso ci porto in una stanza dietro la cucina in attesa che si liberasse un tavolo.

Mentre ero seduto da solo, il comandante era fuori che discuteva con altri marinai, notai seduta in un angolo una libera bellissima, anche se aveva il velo si intuiva dai suoi capelli colore del sole e dai suoi occhi profondi come il mare azzurro piangente, mi avvicinai e chiesi il motivo di quel pianto sommesso, lei disse che stava scappando per che non aveva confermato il suo accordo matrimoniale alla scadenza dell'anno. (in Gor le donne libere sposate devo confermare l'unione ogni anno con un boccale di vino bevuto con il compagno davanti ad un fuoco), io mi presentai come il Reggente dell'Oasi delle sette palme, e che ritornavo a casa, non appena  seppe della mia casta. mi supplico di prenderla con lei e portarla alla mia Oasi, gli dissi di si pur che fosse auto sufficiente e che avrebbe pagato il viaggio da sola, lei disse che aveva delle piastre d'argento frutto del suo lavoro come profumiera nella sua città, ma giusto in quel momento arrivarono alcune persone vocianti avvicinandosi a lei, seppi  essere padre, madre e figlio, quest'ultimo marito della libera che lui chiamava Azula, con voce tremolante il marito ubriaco che a malapena si reggeva sulla gambe, lui la supplicava di tornare, lei diceva che mai sarebbe tornato con lui per che alcolizzato, e che passava le giornate bighellonando per le strade, e molte notti nella taverna con le schiave rubando dalla cassa della profumeria.

 Non appena capii la situazione chiamai le guardie in servizio al porto e ordinai di scortare la donna nella mia cabina sulla nave e di cacciare quella gente sporca e puzzolente dalla taverna. cosi fu entrai nella taverna chiamato dalla padrona e dopo aver mangiato passai dall'Inn per prelevare la schiava Aarre e portarla con me, ma lei appena fuori scappo via per le strade del porto, ed arrivata ad un pontile vuoto in un batter d'occhio si lancio in mare affogando in quella putrida e puzzolente acqua. 

   Questo fatto mi lascio alquanto triste, non che la vita di una schiava fosse importante, ma per che mi era scivolata di mano la situazione, non avevo capito in pieno il dramma di quella ragazza, poi passati i primo minuti di tristezza tornai alla realtà raggiungendo la libera nella mia cabina, che intanto si era cambiata di abito era splendente senza velo, veramente molto bella, certamente il resto del viaggio sarebbe stato alquanto piacevole .........continua




sabato 16 gennaio 2021

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                     DARIAN'S TRAVEL 20......ESHA L...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                     DARIAN'S TRAVEL 20......ESHA L...:                      DARIAN'S TRAVEL 20......ESHA LA SCHIAVA         Il ritorno all'isola fu un avvenimento, tutti all'oasi mi a...

                    DARIAN'S TRAVEL


20......ESHA LA SCHIAVA 

       Il ritorno all'isola fu un avvenimento, tutti all'oasi mi aspettavano con ansia, la mia Margot in lacrime mi abbraccio e non finiva di baciarmi, le sue lacrime mi bagnavano il viso, la mia schiava Alika rimase in disparte occupandosi dei bagagli, ma notai un sorriso radioso che gli illuminava il viso, anche lei aveva gli occhi pieni di lacrime per la felicità.

      Ripresi in mano le redini dell'Oasi, controllai tutto quello che era avvenuto, sia di commerci che di persone arrivate e partite, preparai i certificati di cittadinanza e i certificati di possesso per le schiave,non era successo niente di particolare, solo qualche burbero pirata che il comandante avevo messo in prigione ma solo piccole cose. raccontai del mio viaggio, del mio incontro con sir Marcus e della sua indisponibilità nel volermi accogliere, e della cattiveria di alcune donne di quella città sporca e umida, non dissi del loro rifiuto di affidarmi un incarico, avrei ferito le mie donne, ma in cuor mio già sentivo la mancanza delle avventure sul mare e la vita frenetica delle città Goreane, specie quelle più evolute sul fiume Wosk.

      Mentre l'oasi progrediva e la vita scorreva felice per tutti, un giorno il comandante delle guardie chiese udienza, lo ricevetti subito, per che non era sua abitudine disturbarmi, entrato nella sala del trono all'ultimo piano del castello mi disse:

   -Sire abbiamo catturato una schiava che si aggirava nel porto senza meta, cercando di rubare da un cesto un pezzo di pane, ora e in prigione in attesa del vostro giudizio-

   Era una situazione alquanto strana le schiave in città erano tutte certificate e non c'erano denunce di schiave scomparse da parte di cittadini, cosi dissi al comandante:

  -Portami da lei voglio conoscere di persona questa schiava e come mai e sola e senza padrone-

   Arrivati alle prigioni nei sotterranei del castello, feci portare la schiava nella sala delle interrogazioni, e mi sedetti al tavolo in attesa, finalmente arrivò, l'avevano ripulita alla meglio e vestita con un nuovo Silk (abito delle schiave) lei al mio cospetto si in ginocchio con le mani dietro la schiena, come fanno tutte le schiave, significava che aveva un padrone, al collo aveva un collare prezioso, il suo padrone era senz'altro un casta alta o un mercante, la studiai attentamente, era una bellissima ragazza dai capelli rossi, con la pelle bianca e liscia con dei puntini rossi che io avevo già visto nelle schiave portate su Gor dal pianeta Terra, alcuni vecchi saggi dicono che i Priest re cioè coloro che sono  i nostri punti di riferimento e nostri capi, anche se nessuno li ha mai visti, a questo proposito si fanno tante ipotesi,su di loro  alcuni disegni li ritraggono come dei grandi insetti, ma nessuno li ha mai visti, si dice vivono nella profondità di grotte oltre la terra del nulla.

   Dopo averla studiata attentamente, ammirando le sue grazie, con bellissimi seni sodi, nei loro abiti le schiave hanno un seno fuori, e le sue lunghe gambe che il vestito non copriva quasi niente, dissi alla schiava di raccontarmi la sua storia, e lei piangente e arrossata in volto disse:

  -Sono la schiava dell mercante Sheldon, mi chiamo Shena, siamo arrivati nell'oasi con la nave del mio padrone  che commercia in tessuti e pelli che compra dal nord in Torwaldsland, che poi vende nelle città e nelle siole del mar di Thassa, alla partenza il padrone mi aveva mandato a prendere delle piastre che un commerciante gli doveva, mi sono attardata a guardare i negozi, ma arrivata al porto la nave era partita-

  Mi mostro le cento piastre di ferro che il commerciante gli aveva dato per il suo padrone, non potevo non capire il dramma di quella fanciulla, con il collare del suo padrone ormai lontano e chissà quando tornerà nell'oasi, dissi al comandante:

Porta questa schiava in cucina e affidala alla prima schiava che se ne occupi lei e stasera che venga alla sala per servirci-

  La sera finalmente la rividi, ripulita e vestita con abiti nuovi e pettinata con i suoi lunghi capelli rossi che si incendiavano come le fiaccole ai muri, venne dalla mia parte si inginocchio e appoggio la sua testa sulle mie gambe, suscitando l'ira della mia Alika, ma era troppo bella contrastava con la bellezza Goreana delle altre schiave, io l'accarezzavo sulla testa e sulle spalle sfiorandogli i seni duri e lei diventava ancora più rossa ad ogni carezza e sentivo i suoi brividi sotto la mia mano, chiamai la prima schiava e sotto voce gli dissi:

  -Fai in modo che questa notte venga nella mia stanza lavata e profumata voglio che sia mia-

E cosi fu che nella notte quando tutti dormivano scivolo in silenzio nella stanza, si accovaccio sulla mia pelliccia abbracciandomi facendomi sentire tutto il suo calore iniziando cosi la nostra prima notte d'amore...................continua

  -





lunedì 11 gennaio 2021

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:          DARIAN'S TRAVEL  19,,,,,NON SEMPRE LE COS...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:          DARIAN'S TRAVEL  19,,,,,NON SEMPRE LE COS...:            DARIAN'S TRAVEL   19,,,,,NON SEMPRE LE COSE VANNO BENE    GOR PIANETA AL DI LA DEL SOLE ...Il giorno dopo mi alzai di buon or...

         DARIAN'S TRAVEL 


19,,,,,NON SEMPRE LE COSE VANNO BENE

  

GOR PIANETA AL DI LA DEL SOLE
...Il giorno dopo mi alzai di buon ora, ma giù la città iniziava la
sua movimentata vita, uscii dall'Inn (locanda) dopo essermi vestito indossando gli abiti blu da Scribe, lentamente mi avviai verso i piani superiore della città, l'avevano costruita sul fianco di una montagna ed è per questo che aveva più livelli, dal porto fino ai grandi palazzi, le scale sembravano non finire mai, nere e bagnate dall'umidità della notte, al primo piano oltre a diversi palazzi cera un altro grande Inn ancora chiuso, e ancora tante scale, fin che non arrivai alla grande piazza con i palazzi delle Caste, e il palazzo cilindrico del gran consiglio di caste, dove si sarebbe svolta la riunione degli Ubar.

   Mi guardavo intorno incuriosito dal grigiore e dalla tetra colorazione delle case, ma nonostante l'ora già diversa gente era nelle strade, si muovevano frettolosi in cerca di non so cosa, man mano che avanzavo nella piazza vidi alcuni Ubar seduti a delle panchine in pietra circolari, discutevano tra loro, io di prima mattina odiavo parlare cosi mi limitai a salutare dicendo Tal Sir, il saluto Goreano, cercando di dimostrare che avevo fretta di raggiungere qualche posto, e fra me e me ridevo di questo, per che io non conoscevo le strade e la città.

    Sulla sinistra alla fine della grande piazza c'erano alcuni liberi con free woman e qualche guerriero, mi incuriosii quel gruppo di gente e avvicinandomi, riconobbi subito il vecchio sir Brandos, lo avevo conosciuto a port kar, lui era uno dei dodici capitani che comandavano la città, arrivato vicino lui distratto non mi aveva visto, ed iogli gridai un saluto fraterno, ma notai in lui uno sguardo glaciale, un comportamento anomalo, eppure ci conoscevamo bene, avevamo anche fatto baldorie insieme nelle taverne di Port kar,  comunque mi presento la sua compagna, sua figlia gia abbastanza grande, suo nipote, e suo cognato questi ultimi guerrieri della città di cui il nipote era il comandante delle guardie, anche se come altezza non arrivava alla mia spalla, si vede era una botte piccola, dopo i convenevoli gli chiesi se nella cittò avessero bisogno di un Magistrato, tanto per qualche lavoro e guadagnare i coins del ritorno alla mia oasi, ma lui fu evasivo, la casta degli scribi era dominata da donne in quel posto e nessuna avrebbe voluto un magistrato maschio con loro, in Gor le donne iniziavano a condividere le caste degli uomini e spesso avevano sopravvento, anche se la legge antica proibiva alle donne di svolgere mansioni di casta, se non per aiutare il compagno oppure si poteva diventare Phisichian (dottore) ma solo dopo aver studiato e preso laurea. altrimenti le donne  erano destinate solo alle caste basse, come fare profumiera, panettiera,sarta,o tenutaria dell'Inn o del Kennel (dormitorio delle schiave). o lavorare nelle farm (fattorie)

    Non che fossi deluso ma quella freddezza mi aveva
scombussolato, intanto mentre andavamo alla riunione sulla torre, passando davanti ad una baghery (panificio) notai una splendida creatura bella alta e mora, con movenze da nobildonna, mi fermai con la scusa di comprare dei biscotti, e iniziai una conversazione con lei, io piu che ascoltare la guardavo estasiato era bellissima, presi la mia ordinazione e la salutai chiedendo di poterla rivedere presto, lei mi disse che nella bottega lavorava il suo dipendente Omar e che arrivava tardi la mattina, gli dissi che sarei tornato presto.

   La riunione dopo una presentazione delle disposizioni del consiglio dei Saggi di Gor, fu breve e concitata, ognuno diceva la sua, ma tutti accettarono le nuove regole per la tranquillità del pianeta Gor, 

  Dopo qualche giorno nella città e il rifiuto dell'ubar di ricevermi, mi presentai al capo degli Scribi che non era altro che la nipote dell'Ubar (tutto in famiglia in quel posto) mi disse che le cariche erano tutte assegnate ma se volevo potevo fermarmi in attesa se dovesse servire qualche notaio o avvocato, ma non era qullo che volevo, all'oasi mi aspettava la mia Margot e la mia adorata schiava Alika, cosi prenotai un passaggio verso l'isola di landa, ad un capitano diretto ad Anango, un pirata giovane e baldanzoso e il giorno dopo salpammo alla volta dell'Oasi delle sette palme, la mia isola..............continua



lunedì 4 gennaio 2021

                                I VIAGGI DI DARIAN


18.......RISALENDO IL MAR DI THASSA


La vita nell'oasi scorreva lenta, tutti eravamo felici, dal comandante delle guardie all'ultimo degli schiavi, tutti contribuivano a rendere l'isola come un piccolo Paradiso, ormai il vecchio capitano pirata aveva sparso la voce dell'esistenza dell'oasi, molte navi si fermavano per commerciare, tutto quello che si produceva nel'isola diventava merce, scambiata con quello che serviva. 

PORT KAR

Un giorno un Capitano porto un messaggio a tutti gli Ubar e Reggenti da parte del Gran consiglio di Gor, per porre fine alle guerre tra le città, tutti erano invitati, anche l'invito era di fatto un ordine, non avrei anche potuto rifiutarmi, potevo mandare un mio sostituto, ma mi interessava conoscere le decisioni dei grandi Consiglieri, diciamo che in fondo mi faceva piacere lasciare per qualche tempo la monotonia dell'oasi,incontrare qualche vecchio amico non mi avrebbe fatto male, cosi fu che organizzai tutto sia per la partenza sia per la vita sull'isola, affidai l'oasi nelle mani del comandante delle guardie un tipo fidato che mi obbediva ciecamente  e mi voleva bene.

  Il consiglio degli Ubar si sarebbe svolto nell'Isola di Cos (corcyus) un isola che spesso avevo visto da lontano quando navigavo dalla città di Svago er raggiungere sia Por Kar che la regione di Shendi.una volta quando l'isola di Svago fu sommersa dall'alluvione ci rifugiammo nella città di Jad, dall'altra parte dell'isola,molto vicina all'isola di Svago, e li c'era la grande città di Egeria (Cos)..la sede designata per il consiglio, per che in una zona  neutra, ben fortificata e difficile da essere attaccata da pirati o da guerrieri Treves.

  Non fu facile trovare una nave diretta ad Egeria, aveva fama di essere una città severa nelle leggi, e che applicava alla lettera le leggi di Gor. tutti i pirati preferivano fermarsi a Brundisium oppure a Port kar, dove il commercio era libero e non chiedevano la provenienza delle merci.

   Finalmente dopo qualche settimana  una nave diretta nella regione di Thorsvaldshavn nel grande nord, avrebbe fatto tappa ad Egeria prima di intraprendere il viaggio nel ghiaccio e nel freddo, contrattai con il capitano il mio pagamento del passaggio preparai i miei bauli con quello che mi sarebbe servito, salutai tutti in lacrime  anche le mie schiave e la mia amata Margot lasciata in attesa del mio primo figlio,con la promessa che sarei tornato il prima possibile.

 Il viaggio non fu facile anche se si andava incontro alla primavera il freddo in alto mare e il vento a volte sferzavano la faccia, e il mare inclemente ci sballottaa sulle onde, la nave una vecchia carretta,che certamente aveva conosciuto tempi migliori, scricchiolava sd ogni sbandata e spesso il capitano rideeva le vele per il forte vento, specie quando arrivammo nel grande golfo del mar di Thassa dove sfociava il fiume Wosk con i suoi delta, ma con tanta fatica e spesso con qualche conato di vomito (in tanti anni sul mare, a volte quel male prendeva il sopravvento), fummo in vista dell'isola di Cos, si intravedevano le montagne offuscate dallla nebbia, in quel periodo di arrivi di tanti Ubar il porto era sempre pieno di navi e ci tocco aspettare diversi giorni in rada prima di poterci avvicinare al porto e attraccare.

Finite le manovre e giusto il tempo per far scaricare i bagagli,scesi finalmente quella passerella e mi presentai al corpo di guardia, attraversando un lungo ponte, dove alla fine prima del grande cancello c'erano dei pali ai lati con degli uomini impiccati, pensai per scoraggiare eventuali ladri o lestofanti. fuori le mura tanta gente in attesa di entrare accampati a ridosso di quelle tetre ed alte mura. e banchi di vendita di ogni genere, alcuni schiavi legati tra loro aspettavano l'asta mattutina per esserre venduti a qualche nobile signora, che spesso li usavano come pelliccia nel loro letto.

il comandante delle guardia, era un tipo piccolino con capelli chiari e un aspetto che non credo nessuno avrebbe avuto paura di lui in combattimento,( seppi poi essere il nipote dell'Ubar della città), mi presentai a lui dicevo con le mie credenziali e i miei lasciapassare, mi disse  che avrei dovuto aspettare un costruttore per assegnarmi un alloggio, chiesi della riunione  e mi disse che sarebbe avvenuta la settimana dopo e che gia molti Ubar erano in città e che lui aveva un gran da fare  per mantenere l'ordine, per che non tutti erano dei signori alcuni erano dei vecchi guerrieri attacca briga e a volte cattivi cattivi, disse non è facile tenerli a bada, quando gli chiesi chi fosse l'ubar della città di Egeria mi rispose essere il comandande Marcus Brandon, quando sentii quel nome moltii ricordi affiorarono nella mia mente, avevo conosciuto quel sir Brandon a Port Kar era uno dei dodici capitani, non avevo un buon ricordo di quella città, ero stato avvocato e spesso mi scontravo con guerrieri senza legge.Pensai ne ha fatto di strada, da Capitano a Ubar in quest'isola, dissi al comandante delle guardie che conoscevo quell'uomo e che mi sarebbe piaciuto incontrare di nuovo e di salutarlo, se mai si ricordasse di me, erano passati diversi anni da allora, lui prese nota assicurandomi che avrebbe dato il messaggio allo zio, nel frattempo arrivo un Costruttore che mi accompagno al secondo livello salendo molti scalini anneriti dal tempo, oltrepassammo una grande piazza, arrivammo in una strada con case sui due lati, mi assegno un allozzio non molto grande ma pulito, con un bel letto che presto avrei provato non appena fossi rimasto solo...........continua