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mercoledì 25 gennaio 2023


L’Amore

Non c’è niente di più bello

svegliarsi la mattina, guardare il mondo

dalla finestra della tua stanza

allunghi la mano e trovi lei, il suo corpo


 

Ti senti sicuro, il tuo amore e con te

hai viaggiato nel tempo, hai conosciuto mille donne

alcune belle, altre meno, cercavi negli occhi di tutte

l’amore,    

 

quando eri pronto per afferrarlo

ti scivolava via ogni volta,, come sabbia tra le mani

 

Ti illudevi di essere felice, ma eri triste nel cuore

quanti nomi nei ricordi, tanti forse troppi

chi sa quale poteva essere la donna della tua vita

 

La pensi sempre, quando seduto in riva al mare

guardi l’orizzonte, cercando nelle nuvole

una forma che somigli a lei, un volto

il sogno, specchiato nel blu del mare,

 


La cerchi nel viso delle ragazze che ti passano accanto

nel vento, nella pioggia, nell'infinito

ma il sogno della tua vita ormai e li, la tocchi

dorme felice, non la svegli, ti piace guardarla

 

Hai paura di spezzare l’incantesimo, di ritornare alla realtà

accarezzi il suo viso, un sorriso la illumina nel sonno

e tu pensi, e felice anche lei, ....è l’amore


 

 

giovedì 19 gennaio 2023

Ulisse Travel's :  

                          SORAYA

         Durante uno dei miei tanti viaggi in giro per il pianeta mentre con la mia carovana ero in viaggio proveniente dalla citta di Olni nella provincia del Sardar, e diretti a Cartassa, ci imbattemmo in una piccola cittadina fuori dalle grandi piste che attraversano il deserto del Thahari, il suo nome è Hispan, e mi dissero fondata da grandi conquistatori che si erano stabiliti in pace.

Al grande cancello delle alte mura di quella città mi presentai al comandante delle guardie dicendo di essere l’Emiro dell’oasi delle sette palme, e dissi essere diretto a Cartassa, il comandante fu felice di accogliermi e mi scorto fino al grande palazzo dove viveva il Pasha con la sua famiglia, mi accolsero con grande affetto per via del mio onorato titolo, ricordo la mia famiglia proveniva da un Oasi ormai distrutta di quella regione.

Nel grande salone  fatto di tante colonne e  tanti tappeti sul pavimento  e in fondo alla sala  il trono del Pasha, lui era seduto con la sua famiglia e le sue figlie, raccontai a quell’uomo dei miei viaggi delle mie avventure, di popoli lontani, di pirati e guerrieri Torvie che attaccano le città del cielo sui loro tharl, e loro affascinati mi ascoltavano,  specialmente una delle figlie, che aveva uno sguardo profondo con occhi azzurri, un viso bellissimo che si intravedeva attraverso il velo trasparente.

  Soraya si chiamava me disse il padre quando la presento, mi disse era la primogenita, ed era già in età di avere un compagno per la vita,

fui folgorato da quello sguardo, anche lei non perdeva occasione per lanciarmi sguardi di fuoco, e di colpo sbocciò il nostro amore, il padre si accorse di tutto e mi disse che se un grande nobile come me poteva aspirare ad avere la sua mano.

Come al solito mi lasciai avvolgere in quel grande amore ed ebbi la conferma della sua bellezza quando a tavola per la cena di gala si tolse il velo, era raggiante e bellissima con i suoi grandi occhi blu e le sue labbra rosse, il corpo era di una bella donna pieno e formoso da quello che si poteva vedere sotto ai suoi vestiti, gli presi la mano e il suo calore mi avvolse il corpo, Soraya era una donna fatta per l’amore e per essere la mia compagna.

  Da quel momento non ci lasciammo più neanche per un minuto vivevamo la nostra avventura felici nell’oasi, Soraya era felicissima ed io non perdevo occasione per dimostrarle il mio amore, anche la sua famiglia mi amava specie le sue sorelle,

     I giorni passavano, la data della nostra cerimonia di compagnia si avvicinava, gli invitati iniziavano ad arrivare, tanti nobili e miei amici di Alta casta, i preparativi della costruzione del mio castello, poco distante dalla città procedevano spediti e noi felicissimi aspettavamo quel giorno per completare con l’amore la nostra unione.

    Un giorno mentre eravamo nel palazzo del Pasha arrivò un messaggero dalla mia Oasi dicendo che mio fratello Orlando era dato per disperso in mare, una grande tempesta aveva affondato la sua nave e nessuno sa che fine abbia fatto lui e i marinai, fu un duro colpo per me io amavo molto mio fratello, mi aveva fatto da padre quando rimasti soli dopo la distruzione dell’oasi, si prese cura di me portandomi a Korat.

  Non avevo mai pianto nella mia vita, ma per lui le lacrime scendevano, Soraya mi faceva compagnia con la sua tenerezza, ma non potevo stare li inerme aspettando una notizia che non sarebbe arrivata, dopo aver pensato tanto al da farsi parlai con il Pasha chiedendogli di lasciarmi andare alla ricerca di Orlando, sarei tornato un giorno per che avevo dato la mia parola a lui e il mio cuore a Soraya, cosi fù lui mi organizzo una carovana per la grande città di AR e da li sarei andato a Brundisium per prendere una nave e iniziare le ricerche.

   Soraya piangeva ed io con lei gli promettevo eterno amore e che sarebbe stata la mia compagna per la vita.

  Un giorno ritornerò da quella donna che mi aspetta nella sua bellissima città nel deserto

venerdì 13 gennaio 2023

FINALMENTE INSIEME

     Dopo il mio ultimo viaggio al nord dove avevo soggiornato nel villaggio vichingo di Valgrind , incontrando molti personaggi  tra cui l’uomo che detiene  la conoscenza delle tradizioni e dei vecchi guerrieri, lui mi raccontò dei suoi antenati e della leggenda di Thor  e delle sue gesti, ma l’inverno ormai era già avanti  e decisi di tornare alla mia città di Venna.

   Ritrovai molti amici e nuovi cittadini, e ripresi il mio lavoro con molto impegno per recuperare tutto l’arretrato, La piccola Sierra mi aveva lasciato un messaggio con scritto che ritornava nel deserto con la sua famiglia, ormai il padre anziano aveva bisogno di assistenza e aiuto nel suo giornale, ci sono rimasto molto male ci tenevo a quella piccola donna ma la vita a volte non è come vogliamo che sia, me ne farò una ragione.

   Un giorno come al solito mentre ero al porto per incontrare nuovi cittadini e mercanti in arrivo, da una nave vidi scendere una mia vecchia conoscenza. La mercante lady Dana, che avevo conosciuto prima a Cartassa e poi al nord in Finnur fjiord, fui molto felice di incontrarla ancora, la invitai alla sala da Tea, mi racconto della sua vita negli ultimi tempi, mi disse della caduta di Cartassa e dell’oasi di Silver stone, fui molto dispiaciuto nell’apprendere che lady Safina non aveva molta fortuna negli ultimi anni con le sue città,

    Intanto tra una cosa e l’altra si era fatto tardi e gli dissi del mio lavoro, e lei si ricordo di un particolare,  mi disse che scendendo da Finnurs village si era fermata nel nuovo villaggio di Hammersgaard, dopo la caduta del vecchio villaggio per opera delle Pantere, Nani e lady Dana, l’avevano ricostruito più grande di prima, e che un guerriero del deserto si era trasferito, io mi incuriosii  e chiesi se sapesse il nome di quell’uomo, lei non era molto sicura ma disse che ho sentito chiamarlo Orlando, io quando sentii quel nome sobbalzai sulla sedia, mio fratello Orlando, perso di vista dopo aver studiato e lavorato nelle città di Olni, che io avevo cercato invano per anni girando il pianeta in lungo e in largo, lei mi disse che non l’aveva visto di persona per che erano ancora a caccia quando lei passo ma dalla descrizione mi confermò essere lui.

      Non esitai oltre e chiamato una guardia gli dissi di dire al capitano della mia nave di approntare un viaggio al nord, anche se siamo già in inverno, non era consigliabile, ma non mi importava volevo ritrovare Orlando il mio amato fratello, lo avevo giurato a mio padre in punto di morte, e cosi fu, salutai lady Dara e tornato a casa preparai alcune casse con vestiti pesanti e stivali da neve, dalla banca prelevai un poco di monete d’oro, e due giorni dopo eravamo già in viaggio verso il golfo di Thassa per risalire fino al nord in Torwsland.

     Fu un viaggio molto duro si sa l’inverno al nord e  spesso si incontravano tempeste e mare ghiacciato , e dopo alcune settimane  finalmente eravamo in vista della costa, il nuovo villaggio era sorto sulle rovine del vecchio ma  molto più grande di come lo ricordavo, finche fummo in vista del porto e il comandante con un binocolo mi disse c’è un uomo seduto sul molo che ti somiglia molto, e anche se molto cambiato mio fratello che non vedevo da anni era sempre lo stesso gigante buono.

  Attraccammo al porto dopo tutte le manovre e finalmente scesi a terra per riabbracciare Orlando