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mercoledì 25 novembre 2020
orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire: I VIAGGI DI DARIAN 10° LADY CHIARA Inizio...
I VIAGGI DI DARIAN
10° LADY CHIARA
Accendevano dei fuochi nella caverna per tenere al caldo gli animali, la legna non mancava, I barili di Paga stivati in fondo alla cucina, vicino alla dispensa con molte bottiglie di vino Merlot, e carne affumicata appesa alle travi, ogni sera c'erano danze di schiave che seminude si esibivano per i commensali, togliendosi spesso i veli che che a malapena le ricoprivano, restando spesso nude e i guerrieri se le passavano l'un, l'altro, mentre l'Ubar con lady Chiara seduti su una specie di trono, coperti con pelli di Tarsk ammiravano le danze e si divertivano per quello che facevano i guerrieri,
Lady Chiara dopo un periodo iniziale di qualche Mano (settimana di Gor) mi voleva sempre accanto a se, spesso mi abbracciava e baciava, io non ero abituato a quel genere di cose, finora avevo tenuto si la schiava, ma in intimità sempre da soli, mentre in questa grande costruzione tutto era surreale, a volte lei chiamava qualche schiavo e faceva l'amore con lui, io non capivo come il compagno sir Erik guardava e sghignazzava più passavano i giorni e più si diventava intimi, il giorno lo passavamo nei nostri giacigli a smaltire le sbornie di Paga (tipo di birra del tempo) e la notte sempre e solo sesso e vino.
A me non dispiaceva dopotutto quella vita oziosa e piena di sesso, ma capitò che una sera più ubriaca del solito, lady Chiara pretendeva che io facessi l'amore con lei e ad altri due schiavi tutti insieme, una cosa che mi fece inorridire, ma che fece scoppiare l'ilarità degli altri commensali, anche sir Erik, mi incitava a partecipare, non conoscevo quel lato di quella donna che avevo sempre amato in silenzio, ma vederla cosi discinta e volgare me la fece odiare con tutta la mia forza, non era il mio modo di vivere oziando, e lei spesso frustava gli schiavi senza un motivo apparente, in una pausa di bel tempo fermando l'inclemenza della natura, si organizzo una carovana per il porto più vicino, dovevano ritirare della merce in arrivo, e caricare lana di Verr (pecora Goreana) e caricare pelli di Tabuk (gazzella con unicorno) io decisi di andare via, raccolsi tutte le mie cose, salutai tutti, mentre andavo via lady Chiara mi chiamo piangendo disse che mi amava e che un giorno ci saremmo incontrati per vivere insieme.
Quella confessione mi turbo non poco, avevo ancora negli occhi la scena di lei nuda che faceva l'amore con due schiavi, e che voleva anche me insieme a loro, non la dimenticherò mai, non dissi niente, me ne andai senza rimpianti, ero troppo amareggiato e deluso, nessuna lacrima versai per lei.
Al porto c'era una nave che scendeva il mar di Thassa e che avrebbe fatto scalo all'isola di Svago, poco più su del delta del Wosk, una citta costruita su di un isola rigogliosa, con grandi palazzi, dove il porto si affaccia su una grande piazza e tutto intorno le botteghe, la banca, le taverne e i kennel (dove vivono le schiave), c'erano due di kennel, uno per affittare le schiave agli stranieri di passaggio, nell'altro vivono le schiave di città, non a caso la città era chiamata - dalle cento schiave- mi disse il capitano un pirata anziano con tante cicatrici, disse anche che l'sola era la più bella e ricca del mar di Thassa, tutti i palazzi erano situati nella spianata superiore, compreso la torre delle Caste e i quattro palazzi di Casta, compreso l'infermeria e il carcere e per accedere al piano superiore, due schiavi giravano le ruote del montacarichi, all'arrivo mi resi conto che aveva ragione, il porto era pieno di navi, nella piazza tanta gente, e guerrieri con la loro schiava al guinzaglio.
Decisi di fare tappa in quella città, prima di continuare per Shendi, volevo ritrovare mio fratello Orlando e mio padre Scorbuticus, mi fermai nella taverna che si affaccia sulla piazza per mangiare qualcosa, diverse schiave servivano i clienti seduti su cuscini davanti a bassi tavoli, mi sedetti in un tavolo libero sotto il pergolato, dove anche le libere potevano sedere senza infrangere la legge di Gor (una donna libera non può entrare nella taverna, pena la riduzione in schiavitù) e colsi l'occasione di parlare con una Scribe seduta poco lontano a proposito di un lavoro in quella città, mi disse che già avevano tutti gli uffici al completo , ma se parlavo con sir Thomas, il capo della Casta, chissà se non mi dava un lavoro.
Intanto affittai una casa già ammobiliata, sulla spianata superiore, nella strada che porta all'arena e ai giardini, e dopo essermi levato un poco di sporco di dosso mi stesi sul letto addormentandomi all'istante............continua
martedì 24 novembre 2020
orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire: I VIAGGI DI DARIAN 6...
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I VIAGGI DI DARIAN
9° I PRIEST KING
Durante il mio soggiorno in fjilsborg ebbi modo di conoscere usi e costumi antichi, c'erano vecchi libri in una grande cassa e tra questi trovai quello che per me era la scoperta più importante.
Trovai il racconto di un Ubar della citta di AR, dove scriveva della conquista del pianeta Terra, e incominciai a leggere:
Una mattina del 3550 anno Gor, nella spianata di Brachland alcuni pellegrini di passaggio diretti al Santuario, videro una grande cupola luccicante, alcuni uomini scesero da una scala illuminata, con luci che non erano fuochi, vestiti di strani abiti argentati, e delle strane spade nelle mani, che lanciavano piccoli fuochi uccidendo la gente senza neanche avvicinarsi. I guerrieri furono allertati, si convoco d'urgenza il Gran Consiglio supremo di Gor, ognuno diceva la sua, ma alla fine si decise di formare delle legioni,con uomini di tutte le città e villaggi, per contrastare questa strana cupola che vomitava gente d'argento, dopo il primo assalto che costo la vita a centinaia di persone, si interrogarono gli Iniziati, anche loro con la loro saggezza non trovavano una via d'uscita, cosi decisero di interrogare i Priest King, gli Dei viventi del pianeta.
I Priest King che nessuno aveva mai visto nella sua vita, chiamati a difendere il pianeta con tutta la sua gente, (erano degli insetti giganteschi che vivevano nelle caverne del nord), risposero agli Iniziati (gli Iniziati sono dei Santoni che fanno da tramite tra il popolo e i Priest King) che avrebbero trovato una soluzione, e cosi fu. Scavarono tante gallerie tutte intorno alla cupola d'argento, creando delle trincee e tanti cunicoli dove i guerrieri nascosti catturavano gli uomini d'argento, man mano che cadevano nelle trappole scavate dai Priest King, finche in pochi rimasero nella cupola, e si arresero alle legioni di Gor.
Avevano un dialetto sconosciuto che gli Iniziati riuscivano a tradurre, cosi si seppe che venivano dal pianeta Terra al di la del Sole, che dopo aver conquistato Marte e Giove i pianeti più grandi, si apprestavano a conquistare altri pianeti con forme di vita. Tutti gli stranieri furono portati alle miniere di ferro in schiavitù,
Il gran consiglio si chiedeva cosa fare, sia della grande cupola che i terrestri dissero si chiamava Astronave, e chiunque entrava in quella cupola rimaneva sbalordito, dalle mille luci che si accendevano non si sa come, ci fu un altro gran consiglio e si decise di chiedere ancora agli Iniziati di studiare un modo per usarla e per che no alcuni paventavano l'idea di conquistare quel Pianeta, gli Iniziati interrogarono ancora i Priest King, (alcuni dicono che erano in due con la loro madre, altri dicono che uno dei due uccise l'altro, rimanendo da solo con la madre che non si muoveva mai dalla caverna, allevando solo i figli, ma nessuno lo ha mai saputo veramente quanti fossero ne come vivessero, solo si sa che furono loro i primi a scrivere le leggi di Gor e a farle rispettare).
I Priest King che aveva un intelligenza fuori dal comune, studiarono quell'astronave, scelsero alcuni uomini più intelligenti, portati alla tecnologia e gli insegnarono come guidarla e come arrivare sul pianeta Terra, fu cosi che la legione dei guerrieri saliti sull'astronave, intrapresero il viaggio arrivando sulla Terra uccidendo e catturando chiunque incontrassero sulla loro strada, e presto tutto il pianeta fu conquistato, ed ora e fonte di ricchezza, sia di schiavi lavoratori per le miniere di ferro, sia per le giovani ragazze che diventano schiave nelle taverne o nei Kennel a disposizione degli Slaver, e per tutto quello che quel popolo evoluto fa nascere nel suo pianeta Terra.................continua
lunedì 23 novembre 2020
I VIAGGI DI DARIAN
8°.....LA VITA IN OLNI SCORRE
Dopo aver risolto il caso del banchiere, la vita in Olni scorreva lentamente come un pigro fiume che lentamente scivola verso il mare, e vero avevo ancora da risolvere il caso della moglie del guerriero, ma facevo finta di studiarlo, ma in effetti prendevo tempo, avevo convocato la donna nel mio ufficio, ma si era presentata con i suoi due figli gia ometti quindi non avevo potuto approfondire la questione come mi sarebbe piaciuta su una pelliccia davanti al fuoco del camino, quindi avevo dato un altro appuntamento.
Mi ritornavano in mente i ricordi da bambino, mentre assorto guardavo nel vuoto verso il grande fiume Wosk. Io sono nato nella città di Ship Rock, nella provincia di Shendi, dove mio padre è notaio della città, mia madre che aveva preso la Casta alta di mio padre lo aiutava in ufficio nell'archiviare i vari rotoli che lui compilava, la citta era prolifera e c'era molto da fare.
Quando mori mia madre uccisa dalle Talunes, fuori le mura in riva al fiume, intenta a bagnarsi i piedi, per rinfrescarsi dal forte caldo. Mio fratello Orlando aveva già lasciato il campus, si era laureato come Scribe, magistrato e avvocato, aveva mandato un messaggio dicendo che si trasferiva a Port Kar. una grande città situata dove il fiume si immerge nel mar di Thassa, mio padre ormai vecchio, non era più in grado di seguirmi negli studi, oltre ad essergli aiutante nel suo ufficio, situato in cima alla torre della biblioteca e tribunale, decise insieme all'Ubar di mandare al campus anche me, mandò un messaggio a lady Janette chiedendogli di prendersi cura dei miei studi, e di seguirmi per farmi diventare un buon Scribe.
E qualcuno lo ero diventato, avevo studiato tanto notte e giorno, seguendo alla lettera gli insegnamenti di lady janette e della sua aiutante la kajira Cristha, ero ormai laureato, avevo solo bisogno di lavorare, non volevo tornare in quella tetra città di Port Ship. con la prima nave che partiva dall'isola, mi imbarcai, la destinazione era la citta di Tarmfell dove l'Ubar sir Ming, con la sua compagna lady Chiara e la sua fidata kajira betty, mi presero a benvolere accogliendomi nella loro grande casa, situata alla fine della piazza con aiuole ed alberi, dopo essermi ambientato dando prova di bravura sir Ming mi nomino ambasciatore della città, iniziando cosi a fare brevi viaggi nelle citta e villaggi vicini.
Successe che sir Ming, si invaghi di una nuova schiava, giunta prigioniera dal pianeta Terra, molto bella, alta, con la pelle color cioccolato, si sa la gelosia delle donne creò un putiferio nella grande casa, sir Ming un vecchio guerriero dai tempi delle battaglie tra la citta di AR e la citta di Kor, ripudio la sua compagna lady chiara, la segregò, per poterla rendere schiava quando sarebbe tornato lo Slaver, ma lady Chiara aiutata dalla piccola Betty, scappo su una nave diretta al Nord,
Rimasi alquanto toccato da quel fatto, ero sempre triste, sir Ming capi la mia solitudine e mi destino una schiava personale, cosi mi sembro meno dura la vita in città, ma io volevo molto bene alla lady e la pensavo sempre.
Dopo qualche mese un Capitano di una nave arrivata al porto dal nord, mi porto un messaggio, dove lady Chiara mi scriveva che viveva al villaggio di Fjilsberg, diventata compagna dell'Ubar, mi invitava a raggiungerla, non ero felice a Tarmfell presi quello che mi apparteneva, compreso diverse mappe, che durante il periodo in citta avevo disegnato e mi imbarcai alla volta di quel villaggio sperduto nella neve e nel ghiaccio perenne.
Non fu facile la traversata, ne il cammino nella pista innevata per raggiungere quel villaggio sperduto, arrivai era quasi sera, il freddo pungente, non conoscevo quel freddo, abituato al sole del sud,.La vita si viveva tutta in una grande costruzione dal tetto spiovente, entrando pero si sentiva il calore dei fuochi, accesi in cucina e davanti al grande tavolo, dove molti guerrieri, uomini e donne senza velo sedevano, le schiave andavano e venivano dalla cucina servando a tavola, in fondo su delle poltrone con grandi pelli c'erano seduti lady Chiara e il comandante, nei villaggi del Nord non esistono caste, ero arrivato in tempo per mangiare, mi invitarono a sedere tra un boccone e l'altro mi spiegavano la loro vita ed io raccontavo dei miei viaggi............continua
domenica 22 novembre 2020
I VIAGGI DI DARIAN
7°IL FURTO ALLA BANCA
Mentre ero preso dallo studio del caso di una Libera, Companion di un Capitano delle guardie, che denunciava il marito per che la trascurava, passando tutte le notti nell'Inn con le schiave della città, lei mi chiedeva di intervenire, poteva anche ricusarlo, la legge di GOR, dice che la compagna ogni anno deve confermare la sua unione, ma il marito essendo Capitano delle guardie e per effetto di una vecchia legge del Pianeta poteva renderla schiava, la legge dice: -Una donna e libera finche l'uomo lo consente di essere-
Un caso dall'apparenza facile ma alquanto complicato, nessun Magistrato si sarebbe mai messo contro un Capitano a rischio di un incidente nella notte, che potrebbe costargli la vita.
Mentre ero assorto in quei pensieri, sentii un vocio concitato provenire dalla strada, mi affacciai al balcone chiesi alla guardia
-Cos'è mai questo trambusto, non si può lavorare più in pace in questa città-
la guardia che di solito stazionava ala mia porta dopo essersi consultato con un passante disse:
-sir Darian hanno rapinato la banca centrale portandosi via tutte le piastre d'oro-
Questo era un mio lavoro, mi precipitai verso la banca che distava diversi isolati dal mio ufficio, arrivato d'avanti alla porta vidi il Comandante delle guardie e il capo degli Scribi insieme alla lady Lucy l'ambasciatrice, già sul posto investigando, chiesi notizie e sir Robert mi disse
-Questa notte qualcuno si e introdotto nella banca rubando solo le piastre d'oro, lasciando quelle d'argento e di ferro al loro posto, giusto ora che il direttore della banca e ricoverato in infermeria per un malore avuto l'altro giorno-
Un caso alquanto strano, mentre guardavo in giro qualche segno di effrazione, ricordai di aver incontrato il giorno prima un libero di bassa Casta, con una cicatrice sulla guancia destra, che alle mie domande di chi fosse rispose
-Mi chiamo Bry, sono arrivato in città in cerca di lavoro e l'Ubar mi ha assegnato il lavoro da Blacksmith-
-noi abbiamo già un blacksmith in citta, dimmi chi sei altrimenti ti faccio arrestare-
Lui visibilmente preoccupato mi disse:
-In verità io sono un mago arrivato in città con il mio Vagon e ci esibiremo nella piazza-
Detto questo mentre cercavo una prova di quello che diceva scomparve dalla mia vista, forse era davvero un mago, ma in quel momento non ci pensai, entrai nella locanda per bere qualcosa. .Chiesi al Capitano se avessero avvisato il direttore della banca lui rispose.
-Non credo che nessuno lo voglia fare, lui ha un caratteraccio e potrebbe arrabbiarsi-
Decisi cosi di andare di persona nell'infermeria, arrivato sull'uscio sentii delle risate e del vociare provenire dall'interno, prestai l'orecchio e sentii chiaramente il banchiere dire alla sua schiava:
-Non avremo più problemi piccola, con le monete d'oro che ho sottratto alla banca, andremo in una grande città e faremo la bella vita-
In silenzio ritornai sui miei passi arrivato alla banca chiamai il capitano dicendogli:
-Prendi due guardie andremo a perquisire la casa del direttore-
Il capitano obbedì e dopo aver forzato la porta e fatta una meticolosa perquisizione trovammo nel barile del Paga avvolti in pelli le piastre d'oro, mandai il capitano ad arrestare il banchiere l'avrei processato il giorno dopo e la schiava l'affidai allo Slaver per metterla nel Kennel a diposizione dei pirati di passaggio.
Il processo durò poco lui confesso il misfatto, e disse:
-tornai di notte nella mia casa, passando dalla porta posteriore eludendo le guardie, di li entrai in banca, poi sapete il resto-
lo condannai ai lavori forzati nelle miniere di ferro ai piedi delle montagne del Sardar. Il capo degli Scribi sir Robert era raggiante, aver recuperato le sue piastre d'oro, anche la lady lucy molto felice, io ritornai al mio lavoro per il complesso caso del capitano e della compagna, che avrei convocato al più presto per rendermi conto di persona se era il marito che la trascurava o era lei che non riusciva a soddisfarlo, un quesito che mi piaceva troppo, avrei toccato con mano ..................continua
I VIAGGI DI DARIAN
6..... LA VITA IN OLNI
La vita proseguiva lenta e calma in città, mi ero sistemato nella stanza sopra alla locanda, dove la kajira Eshe presta servizio, ero in attesa di affittare una casa e possibilmente in centro città, sono di casta alta e voglio avere tutto adeguato al mio rango.il capo degli scribi mi ha assegnato l'ufficio al piano superiore della biblioteca .il punto più vicino al centro della città.Il mattino seguente il capo delle guardie venne nel mio ufficio e disse :
-Abbiamo catturato uno schiavo che mangiava un panino nascosto dietro una scala rubato alla bachery-
Non mi sembrava vero un caso da risolvere ed investigare, e dissi:
-Bene comandante tenetelo in gabbia, presto verrò ad interrogarlo-
Il comandante andò via tutto altezzoso, non capitava spesso in Olny city di avere un fatto di cronaca, solitamente la vita in città era piuttosto monotona, presi alcuni rotoli vuoti e delle penne ancora nuove con inchiostro, e mi avviai verso la prigione, all'estremità della grande piazza sotto il muro di cinta.
Il povero schiavo incatenato nella grande gabbia, mi guardo impaurito sapeva che i magistrati condannavano a morte i prigionieri specie gli schiavi che non avevano nessun valore, dopo essermi sistemato su un tavolo di fortuna dissi allo schiavo:
-raccontarmi la sua storia-
lui guardandomi sott'occhi inizio la sua versione, non prima di aver chiesto un poco d'acqua, dopo aver bevuto disse:
-Io sono schiavo dalla nascita e sono vissuto con il mio padrone finche lui non è morto due Mano fa, ma in punto di morte mi disse che mi concedeva la liberta, ed io ero andato dal black smith per farmi togliere il collare, ma lui d'accordo con un Capitano di una nave pirata, mi fece catturare portandomi a bordo, mi misero a lavorare in cucina, mettendomi una museruola sulla bocca in modo che non potessi rubare niente da mangiare, io mentre la nave partiva nel trambusto della manovra mi calai in mare ritornando in città, e per la fame dopo due giorni di digiuno, ho rubato del pane alla bachery e finalmente potevo mangiare qualcosa, ma due guardie mi catturarono.
Ascoltai con attenzione il racconto dello schiavo ma niente poteva scagionarlo, non aveva prove della sua liberazione, ne della sua fuga dalla nave, cosi dopo un attenta riflessione, dissi al Capitano:
- La pena per questi reati e la morte e domani all'alba ci sarà l'esecuzione sulla piazza centrale.
Il capitano tutto sorridente rimise le catene allo schiavo non gli sembrava vero che finalmente avrebbe fatto eseguire una condanna al Boia. Ritornai nel mio ufficio, pensando di aver fatto la cosa giusta avevo applicato la legge di Gor per i ladri e gli schiavi fuggiti. Il mattino seguente mi alzai di buon ora e mi avviai al patibolo per assistere all'esecuzione, non era la prima volta per me, mi era già capitato di condannare qualche Talunes o spia Treves. Arrivato nella piazza chiamai il capo della guardia dicendogli:
-Capitano faccia eseguire l'esecuzione-
Mentre il boia preparava lo schiavo sul ceppo, si senti una voce femminile gridare:
-Fermatevi, fermatevi, lo schiavo e mio ho il suo certificato con me l'ho trovato nei Rotoli di mio padre dopo la morte-
Mi alzai guardandomi attorno per capire da che parte giungesse quella voce, e poco distante alle mie spalle vidi una libera di bassa Casta, con un rotolo in mano che si avvicinava scortata da due guardie, Io presi il rotolo lo lessi attentamente e corrispondeva alla descrizione dello schiavo e in parte confermava la sua storia. Non mi resto altro che farlo liberare, con la felicità del boia che si era risparmiato la fatica dell'esecuzione e la pulizia del patibolo, il sangue non va mai via.
Io fui felice altre si che tutto si era risolto nel bene della Città, nessuno avrebbe detto che il magistrato e un uomo cattivo. Preparai ordine di scarcerazione, poi il rapporto sia al capo delle Guardie e sia al capo degli Scribi sir Robert, il mio primo caso era risolto.............continua
mercoledì 18 novembre 2020
I VIAGGI DI DARIAN
5° IN VIAGGIO PER LA CITTA DI OLNI
Stavo organizzando la mia partenza per raggiungere la regione di Shendi, non avevo più notizie di mio padre il notaio di Ship Rock, avrei poi saputo essere morto di una grave malattia, e di mio fratello Orlando, da quando ero partito per il pellegrinaggio verso il Santuario molti anni fa, non l'avevo più rivisto, mi manca la famiglia, mia madre fu catturata e uccisa dalle Talunes, mentre andava al fiume fuori le mura.
Seppi dalle guardie che una carovana partiva andando verso l'oasi di Farad per poi proseguire verso l'Oasi di Nine Wells, da li avrei potuto decidere quale percorso sicuro intraprendere per raggiungere la regione di Shendi, la mattina di buon ora salutai tutti all'oasi delle quattro palme, compreso il Principe El Nasser e la principessa Ahziz, la lasciai in lacrime alla sua finestra io non girai lo sguardo verso di lei, ma una lacrima scendeva lungo il mio viso, ormai bruciato dal caldo sole del deserto.
Dopo quasi due Mano di cammino sotto il caldo sole, finalmente raggiungemmo l'oasi di Farad, mettemmo le tende subito fuori le mura, io mi limitai a riposarmi dopo essermi lavato in una vasca di fortuna, aspettando il giorno dopo per decidere quale percorso era più sicuro fare, dalle mie mappe risultava che le strade erano tre, andare verso le montagne del Ta Thassa, attraversando le terre del popoli dei Vagons, ma valicarle era un avventura in pochi riuscivano a compiere se non contrabbandieri o selvaggi, un altra possibilità era quella di attraversare la grande foresta di shendi, ma dovevo costeggiare le montagne del Voltai Range, difficilmente ne sarei uscito vivo per che territorio delle Talunes e delle Panther, donne selvagge senza scrupoli che uccidevano anche per una pelle o un vestito o solo per il gusto di uccidere, cosi consigliato dal capo delle guardie decisi era meglio andare verso il fiume Wosk, tenendomi lontano dalla citta di Ar, da tempo in lotta con Shendi, e raggiungere la citta di Olni, passando per la citta di Lara e di Vonda, poi prendere una nave che scendesse fino al mar di Thassa poi a Brundisium, da li prendere una carovana per Shendi, costeggiando la costa sulla nuova strada per Bazi e di li a casa.
Il tempo passava dopo molte e molte Mano raggiungemmo la citta di Olni, una grande città, con cancelli altissimi in ferro ricavate dalle estrazioni delle miniere che in quella zona erano prolifere, alla porta centrale chiusa da una grande grata e da un ponte levatoio il capitano delle guardie i indico la strada per raggiungere la taverna dove trovai una kajira,schiava della citta di nome Eshe, che mi fece accomodare, mi chiese cosa volessi bere, dissi portami del Paga fresco e qualche biscotto, dopo essermi rifocillato mi assegno una stanza al piano superiore della taverna, in attesa di incontrare il capo degli scribi sir Robert, che avrei incontrato il giorno dopo, non prima di essermi incontrato davanti al cancello con lady Lucy ambasciatrice, che mi presento al capo degli Scribi, dopo avergli raccontato dei miei studi e dei miei viaggi da ambasciatore di Shendi, mi assegno un lavoro da Magistrato, io avevo laurea da Magistrato, Scribe e Avvocato, ero felicissimo avrei potuto guadagnarmi le piastre necessarie per il mio viaggio di ritorno a casa..............continua
lunedì 16 novembre 2020
I VIAGGI DI DARIAN
4°....La black city
La citta dove si svolgevano i tornei e gli allenamenti di combattimento, mi resi conto che tutto quello che avevo imparato era niente in confronto ala potenza e bravura dei guerrieri con facce che somigliavano ai Borsk, dopo alcuni combattimenti di prova decisi che meglio fare lo Scriba piuttosto che il guerriero, ma alcune nozioni basilari di combattimento le avevo memorizzato.
Mentre ero li, conobbi un guerriero che veniva dal deserto del Thahari, e precisamente dall'Oasi Four Palms, con lui viaggiava una Phisician, la Lady Green, che gli curava le ferite dei suoi combattimenti, lady Red questo il suo nome, anche se il volto lo aveva coperto completamente dal velo Goreano, la sua voce era angelica e l'ammiravo stupito ogni volta che parlava.
Il guerriero orientale che aveva nome sir El Asher, mi invito nella sua citta dove lui era comandante delle guardie della casta rossa, io accettai di buon grado non conoscevo quella parte di Gor, e il deserto mi affascinava con la sua calda sabbia e il sole perenne, aspettai la fine del torneo, dopo essersi curato alcune ferite ci incamminammo con la sua carovana verso il Thahari, dopo tre lunghi Mano arrivammo in vista delle altissime mura di fortificazione in pietra, giuste per difendersi dagli attacchi dei predoni del deserto,
In quell'oasi ero trattato come un principe, ero onorato e servito, le schiave tutte bellissime e more, facevano a gara a chi mi doveva servire come pelliccia, ero felice un esperienza bellissima, disegnai una mappa della città e della zona, l'avrei venduta a qualche carovana. Spesso davo consigli di legge al comandante per le pene da infliggere ai condannati, facendo un lavoro di magistrato anche se nel deserto non c'erano caste ne Scribe
Un giorno camminando fuori le mura, curiosando tra le tende dei commercianti, alla tenda di un profumiere sentii delle grida, mi avvicinai, notai un tafferuglio e con le mie guardie di scorta mi avvicinai sedando gli scontri, chiesi il motivo della lite e un uomo disse che la moglie era entrata nella tenda e non era più uscita, interrogai il mercante ma disse che non sapeva chi fosse ne chi era la moglie, interrogai i commercianti che avevano tenda nelle vicinanze e seppi che spesso quell'uomo era accusato di cose del genere, feci una perquisizione nella tenda e fuori, visibilmente c'erano tante impronte di donne e uomini che andavano verso nord, sicuramente una carovana, feci imprigionare l'uomo che alla fine confesso il crimine e lo feci condannare a morte.
Una donna dall'apparenza selvaggia ma non armata, mi venne a ringraziare e mi invito nella sua tenda che aveva oltre le dune in riva al lago, non molto lontano dalla città, prendemmo due Kailla dalla stalla e in poco tempo raggiungemmo la sua suntuosa tenda, mi disse che viveva da sola nel deserto con i proventi dei profumi che lei stessa confezionava vendendoli ai commercianti.
Dopo qualche giorno con lei, l'amore ebbe il sopravvento sulla ragione, passammo dei momenti indimenticabili. Tornai in citta e ripresi la mia vita regolare, un giorno il comandante mi disse che il principe mi invitava alla sua festa nel palazzo, accettai di buon grado, mi feci confezionare un nuovo abito da Blue e la sera della festa scortato dalle guardie mi recai a palazzo, mi annunciarono all'ingresso del grande lussuoso salone, affollata di ospiti, vestiti con abiti orientali, e mi avviai verso il tappeto del principe seduto su tanti cuscini, e con mio grande stupore vidi che chi sedeva al suo fianco non era altro che la selvaggia ragazza, con cui avevo passato giorni felici nella tenda oltre le dune in riva al lago. Lei con uno sguardo malizioso mi sorrise, il Principe El Nasser me la presento come sua sorella Ahziz, io non sapevo che dire, ero ammutolito poi mi ripresi dall'imbarazzo, con un grande sorriso salutai la principessa sedendomi al suo fianco, inebriandomi con i suoi profumi, il principe che conosceva la nostra storia, disse che potevo continuare a vederla e chi sa se un giorno poteva diventare la mia compagna.
Mi sentivo prigioniero in quell'Oasi, non sapevo niente di mio fratello Orlando, di mio padre il notaio di Shendi sir Scorbuticus, e a malincuore gli dissi: sono onorato di questo ma mi manca la mia famiglia e di sicuro un giorno forse tornerò.
domenica 15 novembre 2020
I VIAGGI DI DARIAN
3° LA PANTHER
La vita improvvisamente cambio a Port Kar, volevo rivedere quella donna bellissima, non stavo più nella pelle, quella notte non dormii, rivedevo Shaina sovrapposta a quella Panther cosi bella e cosi selvaggia, aspettavo il momento giusto per ritornare a quel villaggio, sapevo che era sbagliato ma l'amore e più forte della ragione, alla prima occasione tornai da lei, la incontrai in una radura dove con alcuni schiavi faceva allenamento di combattimento, mi fermai sbalordito a guardare quella donna che teneva testa a due uomini, sicuramente dei guerrieri, non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso, mi piaceva ogni particolare di quella donna, i suoi lunghi capelli biondi come il sole, i suoi seni con capezzoli turgidi, dovuto anche al fresco di quella mattina , e le sue lunghe gambe affusolate il suo costume a malapena copriva il suo bacino, e gli occhi di un azzurro profondo.
Finito il combattimento ci appartammo sulla riva di uno stagno circondato da alte siepi e d'istinto ci abbracciamo, le nostre bocchi si unirono in un lungo e appassionante bacio, e l'amore sboccio tra noi.
Nei giorni che seguirono molte volte ci incontravamo ma appena fuori le mura della citta, nella zona al confine con la palude dove un Assassin aveva piantato la sua tenda non molto distante, io che avevo ammirato la sua bravura nel combattimento gli chiesi se voleva darmi delle lezioni, volevo imparare anche a difendermi, in quella citta cosi pericolosa e malfamata, meglio premunirsi avevo pensato. Lei acconsenti di buon grado e ogni mattina di buon ora ci incontravamo in quel posto e lei con molta professionalità mi impartiva lezioni, a volte diventando anche severa quando sbagliavo delle mosse. ero felicissimo diventavo bravo e combattevo con lei e con altri guerrieri che ci raggiungevano per allenarsi.
Passavano i mesi, molte Mano si contavano sul calendario, un giorno arrivo un messo proveniente dalla citta nera, una città abitata soltanto da guerrieri combattenti, il messo annunciò che si sarebbe svolto il torneo delle armi e dei guerrieri, e tutti potevano partecipare, quale miglior occasione per spezzare la noia di quel lavoro, e fare un viaggio fino alle montagne del Sardar, la citta era situata su un altopiano di una collina raggiungibile soltanto da una lunga passerella legata di qua e di la del canyon, io ne avevo sentito parlare quando mi fermai alla citta di Olni prima di recarmii con la carovana al santuario.
Ne parlai con Elizha, questo il nome della Panther, mi disse che lei mai avrebbe potuto lasciare Port Kar, sarebbe stata catturata e uccisa, ma io volevo andare a combattere in quel torneo, la mia indole di viaggiatore prevaleva sulla ragione, non dimenticavo di essere stato Ambasciatore, e almeno per un poco lasciare la vita sedentaria di quel posto, dopo tante lacrime e saluti mi imbarcai sulla nave che avrebbe risalito il wosk e poi dalla citta di Olni verso la citta nera......contina
sabato 14 novembre 2020
venerdì 13 novembre 2020
I VIAGGI DI DARIAN
1° Dopo essere sfuggiti alla distruzione della città di LANDA un'isola nel mare di THASSA, fummo prelevati da una nave di passaggio,quando eravamo in mare alla deriva su di una zattera di fortuna, erano pirati dell'isola di ANANCO ed erano diretti a PORT KAR.
Il viaggio fu estremamente duro e faticoso su quella sporca nave piena di Urt che correvano sul ponte indisturbati, per pagare il viaggio il Comandante pirata ci fece lavorare in cucina io e la mia schiava Shani, ma al largo del grande golfo dove sfocia il fiume Wosk ci fu una tempesta, la nave rollava spaventosamente e la gente cadeva in ogni direzione,
mentre andavamo verso il nostro giaciglio nella stiva, un'onda terrificante portò via la mia Kajira Shaina, rimasi pietrificato nel vedere colei che era stato la mia amante e la mia fedele servitrice volare via, mi aggrappai con tutte le mie forze all'albero maestro, mi legai con una cima che pendeva e rimasi lì finché la tempesta non fu passata, tutti quelli scampati alla tempesta si guardarono terrorizzati, increduli che fossero ancora vivi.
I danni furono riparati alla meglio, le vele ricucite, la nave arrivò in vista della costa, il capitano disse era la città di Brundisium, nella parte estrema del golfo di Tamber, dietro il promontorio del delta di Wosk, arrivati al porto i guerrieri di guardia ci ha aiutarono a scendere dalla nave, ci rifocillarono, ci trovarono dei vestiti decenti, nonostante la mia tristezza per la perdita della mia amata kajira Shaina, mi impegnai nella ricerca di un passaggio su qualche nave per Port Kar. Scambiai una mappa del Mare di Thassa con un capitano, che mi fece mettere in una gabina decente della nave, mi dette anche abiti degni del mio grado. il mare era calmo solo qualche nuvola all'orizzonte ma niente di speciale, il viaggio durò pochi giorni, il vento da sud ci spingeva facendo gonfiare le vele, e in breve fummo in vista della città.
Scesi al pontile salutai il capitano e l'equipaggio e mi diressi verso la piazza centrale attraversando il porto e le sue passerelle, durante il tragitto, nello specchio d'acqua all'interno del porto notai alcune barche che facevano una strana pesca, chiesi ad un marinaio di passaggio cosa stavano pescando : mi disse che catturavano gli Urt usando gli schiavi come esca, li legavano gettandoli fuori dalla barca, appena arrivano gli Urt tiravano fuori gli schiavi e colpivano gli animali con grossi bastoni, poi li mettevano nei cesti per venderli al mercato.
Arrivai nella piazza centrale dove si affacciava la corte suprema, la casa dei Capitani, e la torre delle Caste, un grande spazio era addobbato con ghirlande e fiori, intorno alla pista rotonda che le kajire usano per la danza, seppi poi che tra pochi giorni si sarebbe svolta il festival Goreano dei balli Kajire da tutte le città del fiume e non solo. Sulla piazza tanta gente sporca, incrociai Assassins nella loro classica uniforme e Panther che giravano mezze nude mostrando il loro seno ed armati fino ai denti, camminavano tranquillamente, in altre città li avrebbero catturati e tradotti in schiavitù.
Arrivato davanti alla casa dei Capitani, a Port Kar ci sono 12 Capitani di navi che comandano la città, chiesi ad una guardia piuttosto scontrosa e maleodorante di annunciarmi ad un Capitano, dissi: io sono uno Scriba di alta casta, Magistrato e Avvocato, nonché Ambasciatore e Officer Companion.
Venne a salutarmi il capo degli Scriba. e dopo aver parlato molto e raccontato le mie disavventure, mi chiese se volevo lavorare come avvocato al tribunale, accettai con orgoglio, ma non sapevo cosa mi aspettava ........ continua
DARIAN'S TRAVELS
After escaping the destruction of the city of LANDA an island in the sea of THASSA, we were picked up by a pirate ship when we were at sea, they were pirates of the island of ANANCO and were headed for PORT KAR.
The journey was extremely hard and tiring on that dirty ship full of Urls that scurried around the deck of the ship, to pay for the trip the pirate commander made us work in the kitchen me and my shiava Shani, but off the great gulf where flows into the Wolsk River there was a storm, the ship rolled fearfully and people fell in every direction,
while we were on our way to our place in the hold a terrifying wave carried my Kajira Shaina away, I was petrified to see the one who had been my lover and my faithful servant fly away, I clung with all my foreheads to the mast I tied myself with a peak that hung and I stayed there until the storm was over and everyone who had escaped the storm looked at each other in disbelief we were still alive.
The damage repaired and the sails patched up, the ship arrived in sight of the coast, the captain said that it was the city of Brundisium on the other side of the river behind the promontory of the Wolsk delta, arrived at the port the warriors of guadia helped us to refresh ourselves and find some decent clothes, after which despite my sadness for the loss of my beloved kajira Shaina I committed myself to a passage on a ship to Port Kar. I exchanged a map of the Thassa Sea for a captain, and he had me put in a decent room on the ship and also had clothes worthy of my rank.
We suffered early towards my goal. the sea was calm only a few clouds on the horizon but nothing special, the journey hard a few days, the wind from the south pushed us by blowing up the sails, and soon we were in sight of the city.
I went down to the port greeting the captain and the crew and headed towards the square crossing the port and its walkways, in the stretch of water inside the port I noticed some boats that did a strange fishing, I asked a passing sailor who fishing was: he told me that they caught Urls using the slaves as bait, they tied them by throwing them out of the boat and as soon as the Urls arrived they took out the slaves and beat the animals and then put them in baskets to sell them at the market.
during the journey that I take to the square where the court overlooked the house of the Captains, a large space where in a few days there would be the festival of Kajire dances from the cities of the river. a lot of dirty people and murderers crossed in their classic uniform and panthers who turned naked meze showing their breasts but armed to the teeth that walked quietly, in other cities they would have captured and translated into slavery.
arrived in front of the captains' house, in port kar there were 12 captains who commanded the city, I asked a rather grumpy and nasty guard to announce me as I was a high caste scribe then magistrate and lawyer, as well as ambassador and marriage officer.
Instead, the chief scribe came to greet me. that after talking a lot and telling my misadventures he asked me if I wanted to become a lawyer of the court which I proudly accepted, but I didn't know what was waiting for me ........ continue
venerdì 6 novembre 2020
TO DINO
when a flower child dies .........
you will say but who knows how many ...
it's true ... many but he ...
he lived our life
step by step .. from youth
we have come a long way together
how many places visited
how many people you know .....
now take the last trip ... yes last
but this time ... it will fly ... in the sky
he will reach ... the others ... many
but we will always remember it
hello DINO friend of many friends of all
my friend ...... we just needed a look ..
fly ..... child of flowers

