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mercoledì 30 dicembre 2020

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                                                 I ...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                                                 I ...:                                                  I VIAGGI DI DARIAN 17......RICORDI  Dopo aver risolto il caso del Pirata e della schiava tu...

                                                I VIAGGI DI DARIAN


17......RICORDI 

Dopo aver risolto il caso del Pirata e della schiava tutto torno tranquillo, una nave di passaggio vide i fuochi di notte e si fermo mandando una lancia in ispezione, fummo felici di poter incontrare nuova gente.

Il comandate un vecchio contrabbandiere che trafficava nel mar di Thasssa eludendo i controlli e commerciando anche con città ostili tra loro, mi spiego che lui prendeva merce da port Kar e la portava all'isola di Corcyus passando dal porto franco di Brundisium, io in qualità di Magistrato avrei potuto farlo arrestare, ma avevo bisogno anche della sua merce quindi, scambiammo stoffe e bevande alcoliche con la nostra limpida acqua e frutta dal nostro frutteto,aveva anche delle piante che barattammo cosi da poter iniziare la coltivazione nell'Oasi.

  Con il comandante ricordammo i vecchi tempi, e le città visitate e vissute, lui mi disse che era stato uno dei capitani di port Kar e di aver navigato sul fiume Wosk per anni, facendo affari sia con i Treves che con i Torvie fino ad arrivare ad Olni dove commerciava con i visir delle oasi del deserto de Thaassa, io gli raccontai della mia vita da quando cresciuto nella città di korat con mio fratello Orlando, per poi iniziare gli studi al Campus e il mio primo lavoro da cartografo nella città di Olni e poi a Tarnfell, 

   Avevo incontrato una kajira al campus che studiava danza, feci amicizia e lei mi invito a visitare la sua città, era la schiava dell'Ubar sir Ming e sicuramente mi disse uno Scribe sarebbe servito nella città in via di espansione, fu cosi che finiti gli studi e dopo aver fatto il pellegrinaggio al Santuario, (ogni Goreano maschio deve fare pellegrinaggio entro i suoi venticinque anni) scesi il fiume con il desiderio di tornare a casa, nella regione di Shendi, ma non avevo mezzi sufficienti, cosi presi la prima nave diretta a Tarnfell.

  Era un po piccola la città, ma in espansione i costruttori si davano da fare nella costruzione di altre case, tutta la vita si svolgeva intorno ad una grande piazza con tanti alberi e aiuole sulla parte frontale il grande palazzo dell'Ubar e della Corte sede del tribunale, con la prigione, sulla destra la grande torre delle Caste,tutto intorno pontili per ormeggiare navi e una zona dedicata alla pesca, una delle maggiori fonti di sostentamento insieme alla coltivazione di cereali e verdure, di tutto questo se ne occupava lady Betty era stata una Kajira ma poi sir Ming aveva dato la libertà e la direzione delle farmer, e della pesca compresa l'essiccazione dei pesci pronti per essere caricati sulle navi,

   Conobbi sir Ming, un omaccione burbero e alquanto cattivo, circondato sempre da una folta schiera di kajire, nonostante avesse come compagna lady Chiara, una bellissima donna, alta con capelli rossi come la fiamma di un fuoco, che lei covava sotto la pelle, era una donna del nord, l'Ubar l'aveva conosciuta in uno dei suoi viaggi e portata alla sua città, lui sempre a caccia di nuove schiave la trascurava e lei di nascosto si faceva consolare da qualche schiavo lavoratore. ci fu subito dell'intesa fra noi, intanto ero stato nominato Ambasciatore e avevo modo di vivere nel grande palazzo con loro, ma presto l'intesa si tramutò in tenerezza e poi in amore.

   Andò avanti cosi per qualche tempo, lady Betty mi insegno come pescare sui moli senza pescare Urt (ratti), fin che un giorno arrivo una nave pirata che portava delle schiave da vendere, io come al solito curioso di incontrare nuova gente, mi recai al porto e tra le tante schiave ce n'era una di color cioccolato, non avevo mai visto una donna cosi, con quella pelle scura, me ne innamorai, era una di quelle schiave prelevate dal pianeta Terra, contrattai con lo Slaver suo padrone il prezzo in cinque Piastre d'argento (5 silver coins), gli missi il collare nella vicina bottega del Blacksmit (fabbro) e la portai a quella che doveva essere la sua nuova casa, Io sono di alta Casta e avevo un alloggio decente e decoroso, la feci ripulire gli comprai nuovi abiti e gli spiegai le sue mansioni, prevalentemente dedicate alla mia persona  e al calore della pelliccia che doveva darmi la notte, la schiava si chiamava Afrika, accetto tutte le mie direttive, non gli sembrava vero lasciare quella nave piena di Urt e marinai ubriachi che approfittavano delle schiave, ed inizio cosi la vita insieme, nonostante la gelosia di lady Chiara e della stessa Betty, ma avevo fatto i conti senza l'oste, quando sir Ming venne a sapere di quella splendida fanciulla con la pelle color cioccolata, mi chiamo nel suo ufficio intimandomi di venderla a lui per venti silver coins, potete immaginare il mio disappunto, non potevo rifiutare quell'ordine, e cosi fu  che se la porto nella sua casa cacciando via tutte le altre, di cui una venne a stare da me per servirmi, si chiamava Shaina, ma non fini li, lady Chiara si arrabbio molto e non confermo la sua unione con sir Ming (in Gor la compagna ogni anno deve confermare la sua unione) sir Ming andò su tutte le furie, la caccio via dalla città, lei ormai sola e disperata si imbarco su una nave diretta al nord, alla città nativa di Fjilsborg, con la promessa che presto l'avrei raggiunta, non appena avessi avuto qualche incarico di Ambasciatore sarei scappato e l'avrei raggiunta.

 L'occasione capitò un giorno che dovevo imbarcarmi per raggiungere port Kar, per un gemellaggio e per organizzare il festival di danza delle kajire, dopo aver soggiornato il tempo necessario in attesa di qualche nave diretta al Nord, fu cosi che mi imbarcai per raggiungere  la mia amante lady Chiara............continua





martedì 29 dicembre 2020

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                                           I VIAGGI...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                                           I VIAGGI...:                                           I VIAGGI DI DARIAN 16............LA VITA ALL'OASI LA FUGA DI ASYAAN        Ci impegnammo tutt...

                                          I VIAGGI DI DARIAN


16............LA VITA ALL'OASI LA FUGA DI ASYAAN

   

   Ci impegnammo tutti quanti nella ricostruzione e la pulizia del castello, sebbene fosse piccolo, ed alquanto malridotto, tutto si svolgeva con l'entusiasmo di avere un nuovo posto sull'Oasi tutta per noi.

Devo ammettere che i Pirati insieme alle guardie si davano un gran da fare per rendersi utili, anche le mie kajire lavoravano per approvigionare di bevande e viveri per tutta la gente, poi la sera ci si riuniva tutti intorno ad un fuoco al centro del piazzale antistante la grande scala che portava al portone centrale,se qualche  Kajira aveva ancora un po di forza  entrava nel pit da ballo e danzava per noi.

    Margot  mi era sempre vicina con la piccola Alika, in tutto quello serviva per l'organizzazione della piccola Oasi che man mano prendeva forma, nella foresta trovammo un cammello solitario, che brucava e un grande Bosk. li portammo al castello usandoli come mezzi di trasporto, la sera Io e Margot, salivamo nella nostra camera, situata sulle scale dietro quella che doveva essere stata la stanza di lettura (biblioteca) o di lavoro del Sire pirata che mi aveva preceduto, tanti libri ammassati ovunque, impedivano a volte il passaggio per entrare nella nostra camera privata, con un grande letto con coperte di damasco e alte colonne ai lati, dove grandi veli ci proteggevano dagli insetti notturni, e li passavamo le nostre ore d'amore se la stanchezza lo permetteva, dietro un paravento una grande vasca da bagno, le kajire si preoccupavano di riempire con acqua calda per la nostra gioia e  per rilassarci. Decisi di usare la torre per farne la stanza del trono, ci misi un grande tappeto con tanti cuscini per sedersi sia ospiti che kajire, e il trono di velluto rosso, importato dal pianeta Terra, un grande Mappagor (mappamondo goreano) girevole, delle mappe del pianeta Gor alle pareti. qualche mobile lasciato dal comandate della nave pirata, e qualche quadro alla parete.

  Una mattina ci svegliammo e nel giaciglio delle schiave formato da pellicce di Tarsk mancava  Asyaan, la schiava nativa della terra con la pelle olivastra, quando la comprai mi disse che l'avevano presa dal pianeta Terra da un posto chiamato India, dove tutti hanno quella pelle quasi nera, in un primo momento non ci feci caso, pensai fosse uscita prima per prendere l'acqua alla piccola cascata sulla riva del mare, ma  dopo qualche ora non ritornava ancora, chiamai le guardie, ordinai di ritrovarla e se necessario perlustrare tutta l'Oasi, non mi  era mai successo che una schiava si allontanasse senza permesso, ma non mi preoccupavo per che l'Oasi era su un isola e praticamente  impossibile scappare. Mi avviai verso il piazzale dove già alcuni manovali avevano iniziato il loro lavoro, quando il capo dei Pirati mi chiamò dicendomi:

-Sire un uomo manca all'appello questa mattina, si e allontanato senza permesso-

Fu facile capire cosa era accaduto, per che mancavano in due un uomo e una donna, la legge di Gor proibisce alle schiave private di appartarsi con un uomo senza che il Sire gli avesse dato il permesso.

    Ero un po preoccupato per l'accaduto, ed anche un po deluso, eravamo cosi felici e quella donna stava per rovinare tutto, dopo qualche ora di ricerca furono ritrovati in una capanna  nella foresta, portati nella grande piazza gli chiesi di raccontarmi la loro versione dei fatti in modo che li potessi giudicare,  iniziò l'uomo dicendomi:

-Ci siamo  innamorati e non possiamo vivere uno senza l'altra e siamo disposti a morire piuttosto che vivere separati-

  Una lacrima riempi i miei occhi, ripensai  alla mia amata Blues rinchiusa in chissà quale bordello a disposizione di uomini volgari e cattivi,  fu cosi che dopo aver ascoltato loro chiesi di ascoltare il Capitano dei Pirati nominato da me il giorno prima che mi disse:

-Lui e uno dei miei migliori uomini ed una volta mi ha salvato la vita durante una tempesta, io ne sono garante-

 Dopo un attenta riflessione  e per non turbare la vita appena iniziata in quel paradiso dissi:

-La legge di Gor prevede  che se un libero chiede come compagna una schiava, la rende libera dandogli la sua casta e il suo grado-

 In questo caso lei diventerebbe Pirata insieme a lui, ma alla fine dovevo essere io a decidere se dargli la libertà, ma non potevo concederla a meno che non la vendessi, fu cosi che chiesi a lui di comprarla formalmente per due Piastre d'argento, ed io la resi libera, firmando il suo certificato di donna libera,(free woman) promettendo di officiare personal
mente la cerimonia di Companion tra  loro.

  Fui contento di aver contribuito alla felicità di quei due innamorati, creando di fatto la prima famiglia sull'isola, diedi loro anche la capanna nella foresta in regalo di nozze, e tutti felici ritornammo alla normalità e ai nostri lavori.............continua

domenica 27 dicembre 2020

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                        I  VIAGGI DI DARIAN  15.......

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:                        I  VIAGGI DI DARIAN  15.......:                        I  VIAGGI DI DARIAN  15....ARRIVO ALL'OASI Partimmo non appena la nave  fu pronta a salpare, Io con Margot, insi...

                       I  VIAGGI DI DARIAN 


15....ARRIVO ALL'OASI


Partimmo non appena la nave  fu pronta a salpare, Io con Margot, insieme alle mie schiave Asyaan e Alika la mia kajira preferita, con noi alcune guardie che mi erano fedeli e l'equipaggio fatto per lo più da Pirati mercenari.

    Non appena fummo in alto mare un forte vento da Nord, ci indusse a cambiare rotta, avevamo pianificato il viaggio, dovevamo fare rotta Nord-Est  sul  mar di Thassa, il primo scalo sarebbe stato Brundisium, per poi attraverare il golfo fino ad arrivare alla città di Port Kar, sul delta del fiume Wolsk, dove speravo di potermi riunire ancora una volta con la mia amica regina delle Pantere. volevo riprendere ad allenarmi per  combattere gli odiati Treves, fin dentro la loro regione, e ritrovare la mia amata Blues.

     Cambiammo rotta andando verso nord-ovest, cercando cosi di evitare la tempesta di prua, prendendola di Mascone, cioè leggermente alla dritta della prua, dopo molte ore di saliscendi su quelle onde altissime e il vento che gonfiava le vele e sferzava la faccia, ormai ridotte per la paura di perderle distrutte dalla tempesta, avvistammo terra, d'accordo con il Capitano decidemmo di metterci al riparo a ridosso di quell'isola che non risultava in nessuna mappa conosciuta, fu dato fondo all'ancora e allestita una lancia in modo da poter visitare quella terra sconosciuta.

      Alika che sembrava la piu in forma delle altre, ormai distrutte dal mal di mare si offri di far parte del gruppo, per me non era solo una schiava ma  anche un amica e una maestra di vita, insieme al Capitano e alcune guardie scendemmo a terra , e quella che sembrava un isola deserta si rivelo un paradiso, la spiaggia di una sabbia bianca finissima e tante palme che ricoprivano la maggior parte dell'isola, ci incamminammo verso l'interno, sbucammo in uno spiazzo con un vecchio castello malridotto dal tempo. sicuramente era stato il covo di qualche pirata ricercato che ne aveva tenuto segreta l'esistenza , sulla parte sinistra c'erano delle cascate di un acqua linpida e trasparente con un piccolo laghetto, costeggiando la costa, trovammo delle insenature e delle altre cascate più piccole, sempre circondate da palme e vegetazione floreale e tanta sabbia ovunque, finito il giro dell'isola ci ritrovammo ancora davanti al castello, dove sulla parte destra c'erano alcune tombe, sicuramente di gente che ci aveva abitato, sulla sinistra un palco con dei patiboli, non doveva essere sicuramente un uomo buono il pirata.

     Intorno al castello delle grandi palme molto alte diverse dalle altre, decisi cosi di chiamare quell'oasi ''DELLE SETTE PALME''  ci accampammo nel cortile antistante il castello, guardai Alika aveva gli occhi lucidi dalla gioia, anch'io mi ero innamorato di quell'oasi cosi bella. Avevo dimenticato di dire che dietro al castello erano stati piantati molti alberi da frutto e nella parte a nord in una piccola foresta molta cacciagione, io pensai,  potremmo vivere in quest'isola felice.

    Con il Capitano cercammo di classificare quell'isola non molto lontana da Landa, avremmo sempre potuto ritornarci a quella città per commerciare. chiesi alla mia Alika se gli sarebbe piaciuto vivere felice in quell'oasi:

-Certo sire, qui saremmo tutti felici senza paura dei guerrieri Treves

Ci pensai un poco calcolando rischi e pericoli ma anche tranquillità e  dissi al capitano:

-Qui si potrebbe finalmente vivere felici e contenti-

Lui con un certo disappunto rispose:

-Sire io non me la sento di vivere isolato, la mia vita e sul mare, ma quelli vorranno restare saranno liberi di farlo, ed ogni volta che passerò dall'oasi mi fermerò per portarvi della merce- 

fu cosi che riunimmo tutti gli uomini sul ponte e gli comunicammo la nostra decisione, Margot e Asyaan ne furono entusiaste cosi pure alcuni guerrieri e qualche pirata con la sua donna, prendemmo tutto quello che potemmo, insieme  agli attrezzi per la riparazione del castello e sbarcammo felici, iniziando cosi i preparativi per la ricostruzione e la sopravvivenza  nell'Oasi delle Sette Palme.......continua

venerdì 25 dicembre 2020

 I VIAGGI DI DARIAN 


14..LA VITA IN LANDA 3°parte

Mi svegliarono delle grida concitate e il suono dei corni di allarme situati sulle mura della città, erano stati avvistati alcuni guerrieri Treves, sicuramente sbarcati da qualche nave ancorata al largo con bandiera dei Pirati di Anango, le guardie al grande cancello sebbene fossero ancora intontiti dal vino e dal Ka-lana riuscirono a ricacciarli lontani dal porto,

Mi guardai intorno, la mia lady Blues era già uscita, non mi aveva svegliato, mi sentivo come se fossi caduto in un pozzo pieno di vino, puzzavo come un Verr (pecora goreana),ma i suoni di quei corni e le grida della gente mi portarono fuori per capire cosa succedesse, una guardia sulla porta disse che c'era allarme e tutti dovevamo entrare nelle mura al sicuro. attraversai il ponte che divideva la mia piccola isoletta sulla spiaggia dal lungomare che arrivava alla porta secondaria della città. Ci fu una riunione urgente di tutti i capi Casta.io che ero magistrato, avevo posto nel consiglio, l'Ubar preoccupato, decise di comune accordo di mandare il Comandante con tutti gli uomini disponibili in ispezione fuori le mura e tutt'intorno all'isola nel caso che altri guerrieri Treves  fossero nascosti in attesa di attaccarci.

La città rimase praticamente sguarnita, Io con alcuni schiavi e con le poche guardie disponibili organizzammo i turni di guardia al cancello, non mi era mai capitato un fatto del genere, ma come dice il detto l'esperienza fa l'uomo, intanto la mia bella lady blues mi raggiunse  nella grande piazza, si scuso di non avermi svegliato ma doveva curare alcuni guerrieri feriti durante l'attacco, Io amavo quella donna gli presi a mano e la baciai.

Una figura sospetta si aggirava nelle vicinanze della bottega della profumiera, mi insospettii, presi una guardia e bloccai quella che vestita con abiti da schiava, ma armata fino ai denti, la catturammo  portandola nel posto di guardia  e la interrogai, dopo molte minacce e frustate finalmente confesso di essere una Pantera entrata in città di nascosto per studiare i vari passaggi e i punti deboli della fortificazione, non era ancora chiaro come fosse entrata ma poi confesso che esiste un passaggio segreto che dalla profumeria porta direttamente al porto, non volevo credere che la profumiera fosse una spia  anche per che era molto amica di lady Azul, volli andare di persona a controllare, ed in effetti un passaggio c'era che percorremmo fino ad arrivare ad una porta segreta che si apriva sulle mura di fronte al porto, andai nell'ufficio dell'Ubar sir Sherwood, mi disse che lo aveva costruito lui nel caso dovessimo scappare, ma che lo avrebbe chiuso con delle grate in ferro.

Intanto i guerrieri erano sempre in perlustrazione e noi facevamo del nostro meglio  per assicurare alla città una buona sorveglianza. Fu verso l'ora di pranzo che dal cielo arrivarono molti Tarl (grosse aquile ).cavalcate da guerrieri Treves che scesero direttamente nella piazza centrale, la gente terrorizzata scappava da ogni dove, intimai loro di andare via ma uno di loro sceso dal suo Tarl gracchiante mi catturo legandomi come un insaccato di Borsk, un altro catturo la mia lady blues, la lego caricandola sul suo Tarl, mentre io gridavo come un matto, inerme senza poter difendere il mio amore, poi come erano arrivati scapparono portandosi via la mia  adorata compagna e alcune schiave, la cosa che mi sembro tanto strana  e che alla profumiera non torsero un capello anche se lei era fuori il suo negozio sulla piazza.

Quando mi slegarono iniziai a  correre da una parte all'altra scrutando il cielo in cerca di qualche traccia, ma tutto fu inutile, avevo perso la mia  dolce sposa senza che avessi potuto difenderla, non me lo sarei mai perdonato, giurai a me stesso di diventare un guerriero e di combattere i Treves per tutta la vita.

Dopo qualche giorno ritorno il comandante con il grosso delle guardie, le altre erano rimaste di guardia ai punti strategici, non appena seppe la notizia dell'attacco e della cattura di lady Blues si infurio come una bestia dandomi la colpa di tutto, non si riusciva a frenarlo cosi  organizzo una nave  con alcuni uomini suoi fidati  e parti alla volta di Treves per liberare la lady, ma  di lui non se ne seppe più nulla.

Ormai alla città di Landa regnava il caos più assoluto, senza un Comandante che sapesse mantenere l'ordine, Io con sir Sherwood decidemmo di assoldare un capitano, non era facile, trovammo un Mercenario di Port Kar, e gli affidammo la guarnigione e la difesa, ma lui si dimostro non altro che un mercenario e si vendette ai guerrieri Treves, lui organizzo una finta spedizione lasciando la città sguarnita, la profumiera che poi si seppe era figlia di una Pantera e di un guerriero di Landa anche lei partecipo alla tresca che porto e aiuto i guerrieri Treves a conquistare la città mettendola a ferro e fuoco .

 Io con alcuni cittadini usammo il passaggio segreto per scappare mentre lady Azul e sir Sherwood si barricarono nella loro torre fortificata sulla collina.rimanemmo nel cunicolo per diversi giorni, quando uscimmo trovammo la città semidistrutta dalla furia di quei guerrieri, nel frattempo rientrarono alcune guardie fedeli e con loro catturammo la profumiera imprigionandola  e la condannai a morte. Io nella tristezza di aver perso il mio amore, non potevo più sopportare la vista di quella distruzione, fu cosi che con la prima nave di pirati che arrivo al porto mi imbarcai alla volta di Port Kar volevo diventare un guerriero e combattere i Treves...........continua 



orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:  I VIAGGI DI DARIAN 13..LA VITA IN LANDA CONTINUA ...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire:  I VIAGGI DI DARIAN 13..LA VITA IN LANDA CONTINUA ...:   I VIAGGI DI DARIAN 13.. LA VITA IN LANDA CONTINUA ........Con lady Blues la mia vita cambio, non ero più il pellegrino e l'ambasciator...

 I VIAGGI DI DARIAN


13..LA VITA IN LANDA CONTINUA


........Con lady Blues la mia vita cambio, non ero più il pellegrino e l'ambasciatore che girava di città in città per  Gor, ogni occasione era buona per incontrarla, scendevo dal mio ufficio al terzo anello del palazzo attraversavo la piazza a volte spazzata dal vento caldo del sud, mi fermavo sulla soglia dell'infermeria dove lei si affaccendava con i malati o nelle preparazioni di pozioni mediche, un sorriso e di sfuggita un tocco sulla sua guancia, eravamo ancora fidanzati e la legge vietava ogni tipo di contato tra noi, dovevo aspettare tre mesi prima di poterla chiedere come mia compagna.

Non c'era tanto lavora da fare in ufficio, i soliti controlli alle carovane che attraversavano il deserto per portarci mercanzie , oppure registravo gli schiavi venduti al mercato, a volte qualche piccolo malfattore preso in flagrante di reato lo giudicavo e condannavo, ma non tanti la città era bella ricca e molto frequentata.

Il comandante delle guardie si chiamava Sir Molock, un tipo alto grosso e armato fino ai denti, era il protettore di lady blues,ed ogni volta che mi incontrava mi guardava in cagnesco, non capivo il per che, lui aveva la compagna e altre due schiave che vivevano nella sua casa in cima ad una collina che sovrastava la città, da dove lui controllava le navi e le carovane,dalla mia casa nella collina vicina  potevo vederlo sul suo terrazzo affacciato che scrutava l'orizzonte.

Lady Blues invece abitava ai piedi della mia collina, aveva una bella casa e una piccola darsena con una barca che lei usava spesso per navigare a vela nel canale, a volte mi chiedeva di accompagnarla, anche se mi dispiaceva sporcarmi il vestito in quella piccola barca e in quel canale puzzolente, pieno di Urtche sguazzavano felici in quel putridume per che le navi di passaggio gettavano di tutto, ma pur di starle accanto ci andavo, ed ogni occasione era buona per prendergli la mano e stringerla sul mio petto volevo che sentisse il mio cuore battere per lei,

Intanto il tempo passava e si avvicinava il giorno della cerimonia della nostra unione, incominciavano ad arrivare Notabili e Signori dalle oasi vicine e la città brulicava di gente, tutti in fermento per i preparativi, nella grande piazza misero dei lunghi tavoli per il pranzo successivo, la cerimonia l'avremmo celebrata nella sala della corte  addobbata con fiori e pregiati arazzi alle pareti, L'Ubar in persona avrebbe fatto da cerimoniere e lady Azul da testimone insieme a sir Sherwood il costruttore, che poi non era altro che l'Hubar della città, furono ingaggiati dei musicisti, e le kajire si preparavano per esibirsi con le loro danze per esibirsi davanti agli invitati, non c'erano tante occasioni in Landa per potersi esibire con i loro veli pregiati.

Mi ero fatto confezionare dalla sarta un abito blu con la pelliccia di ermellino come colletto, avevo visto un disegno fatto da uno schiavo terrestre che diceva essere abito dei giudici, era molto bello, come del resto anch'io ero bellissimo con i miei lunghi capelli color sole, i miei occhi color miele,,mentre pensavo questo mi avvisarono che era ora di incamminarci verso la città, attraversammo il lungo ponte entrando dall'ingresso principale, due ali di guerrieri  mi facevano da scorta, arrivati al grande palazzo e mi fermai sulle scale aspettando la mia promessa, arrivo dopo qualche tempo che mi sembrava un eternità, con le sue due schiave e un corteo di invitati e i suoi parenti, io non avevo parenti, mio padre e mia madre erano morti nella città di Korat nella regione di Shendi, mentre mio fratello Orlando era lontano chi sa dove, l'ultima volta l'avevano visto nella città di Olni alla fine del fiume Wolsk ai piedi del grande Sardar.

Lady Blues arrivo splendente nel suo abito verde smeraldo tempestato di pietre preziose , aveva il viso e il capo coperti dal velo con una corona di diademi,preso dal tesoro di famiglia, appena entrati nella grande sala della corte si tolse il velo, al sud non è obbligatorio, ma le lady lo mettono per ripararsi dal vento e dalla sabbia del deserto.

L'Ubar sir Sherwood dopo la presentazione della coppia hai presenti inizio il rito di Companion che io conoscevo bene, io ho laurea da Officer Companion, e posso celebrare matrimoni,facemmo la nostra promessa, e finalmente abbracciai quell'angelo verde dagli occhi azzurri, poi tutti insieme ci dirigemmo verso la grande piazza dove già tanta gente era li ad aspettarci, non c'erano tante occasioni per fare festa in quell'oasi, i musicisti non appena arrivammo iniziarono i loro canti e le kajire le loro danze, mentre gli schiavi, portavano le bevande e i cibi, alcuni schiavi portarono  un borsk intero arrosto sulle spalle lo tagliavano e distribuivano, mentre io  e la mia amata  non vedevamo l'ora che tutto finisse per poterci ritirare nella nuova casa a due piani che lady Azul ci aveva assegnato sulla riva del mare, nella parte est della cittò, il vino Merlot e il Ka-lana scorreva a fiumi mentre le donne bevevano il loro idromele, qualcuna beveva del Paga oppure Te. mentre le ballerine ormai nude, spogliate dai veli danzavano stanchissime e sudate, fin che una ad una cadevano a terra stremate, anche gli schiavi appoggiati alle colonne sembravano delle mummie.

l'Ubar  sir Sherwood si alzo in piedi appoggiandosi alla spalla della sua compagna fece smettere di suonare e grido a tutti di alzarsi per un ultimo brindisi dopo di che la festa sarebbe finita, e cosi fù ci salutarono tutti affettuosamente, alla fine ci dirigemmo verso la nostra casa sulla spiaggia, non vedevo l'ora ti tenere quella donna fra le mie braccia,anche lei aveva uno sguardo malizioso che prometteva una notte di passione, ma non appena fummo nella stanza da letto io caddi stremato e ubriaco sul letto e mi addormentai.........continua

lunedì 21 dicembre 2020

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire: I VIAGGI DI DARIAN 12....VERSO SVAGO LA CITTA' D'O...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire: I VIAGGI DI DARIAN 12....VERSO SVAGO LA CITTA' D'O...: I VIAGGI DI DARIAN 12.... VERSO SVAGO LA CITTA' D'ORATA LA CITTA' DI LANDA      Furono giorni concitati, tutti che si cercavano ...

I VIAGGI DI DARIAN


12....VERSO SVAGO LA CITTA' D'ORATA

LA CITTA' DI LANDA

     Furono giorni concitati, tutti che si cercavano e tutti che chiedevano di un fratello di un parente di una schiava,

Mi ero accampato con la mia Shaina in un angolo appartato di quella grande spiaggia, le navi con le loro luci illuminavano l'orizzonte, e i fuochi sulla sabbia mandavano scintillanti luci verso l'alto, Shaina com'era solito fare si accovaccio ai miei piedi prendendoli sui suoi seni per riscaldarli, mentre pensavo al mio futuro, anche se alla città di Svago non ero stato felice, alla mercede di donne acide e presuntuose, sempre in contrasto sull'applicazione delle leggi, io odiavo le donne di quella città, in altri tempi le avrei fatte imprigionare dalle guardie e rinchiuse nelle prigioni, per poi condannarle alla schiavitù e venderle al primo Slaver del Kennel.

   Lentamente pensando a tutto questo mi addormentai, la mattina seguente alle prime grida delle guardie e dei cittadini che si chiamavano l'un l'altro, e l'andirivieni delle schiave che portavano l'acqua attinta da un ruscello proprio fuori la spiaggia verso una collinetta, da dove si intravedeva del fumo uscire dalle piccole case del villaggio.

Dopo essermi lavato aiutato dalla mia schiava,mi avviai verso quel villaggio alquanto anonimo, dedito all'agricoltura e alla pastorizia, sulla stradina che portava al porto incontrai alcuni Sir di alta casta anche loro curiosi di conoscere quel villaggio sperduto nell'isola di Corcyus. Mi guardavo intorno atterrito, casette di pietra con tetti di paglia e un unica costruzione dove penso fungeva da ufficio e sala del reggente, avevano approntato un mercatino poco distante dal porto, ed ognuno comprava qualcosa da mangiare e da bere.

  Mi fermai al porto dove alcune navi caricavano e scaricavano le loro merci, mi informai sulla loro destinazione, ma tutte dirette al nord, era il periodo di commerciare di pelli dai villaggi del torvashland. Una nave comandata da un paffutello pirata era diretta alla citta di Landa, nel sud del mar di Thassa scendendo oltre la regione di Shendi, per poi proseguire per l'isola di Anango da sempre porto franco e sicuro per tutti i pirati che solcano il mar di Thassa e il fiume Wolks salendo fino alle ghiacciate terre del nord con i commerci di pellicce di tharsk molto richieste. Contrattai con il paffutello capitano il prezzo del viaggio, mi chiese due piastre d'argento e la schiava avrebbe aiutato in cucina, concludemmo l'accordo pagai e il giorno dopo salutai tutti e mi imbarcai su quel trabiccolo che i pirati chiamavano nave, e che scricchiolava ad ogni onda che speronava la sua prua.

   Non fu un viaggio facile ma aiutata dal vento del nord la nave scivolo verso la sua meta senza inconvenienti, arrivammo di notte nella rada di quell'immensa città si vedevano tante luci all'orizzonte segno che fosse molto grande e  diverse navi erano alla fonda in attesa di poter entrare nel porto. la mattina successiva  il sole illuminava quella città con i suoi tetti dorati, uno spettacolo fantastico che mai avevo visto prima, tanti palazzi e tante case bellissime orientali costruite sulla riva del fiume che dal porto porta all'estremità nord della città, tutte al di fuori delle mura, un grande cancello all'ingresso dove molte guardie controllavano i passeggeri e i mercanti, ed alcuni condannati appesi sulle croci. 

Entrando dal grande cancello si accedeva ad un grande viale con  colonne in pietra anch'esse massicce, e alberi di palme ovunque, alla fine della strada sulla destra il grande palazzo dove avevano sedi le caste, il tribunale e gli uffici dei capi Casta e del Reggente. Lady Azule era la scribe a capo della casta alta dei Blue, alla sinistra del grande palazzo un altra grande piazza circondata dai negozi di vario genere tra cui spiccava quello della profumiera e quella della sarta, e al centro della piazza  una tenda con tappeti e cuscini dove i liberi si riunivano al fresco per discutere di problemi o solo per fare quattro chiacchiere.

  Mi presentai  alla lady Azule, lei volle conoscere la mia storia e sapere dei miei diploma, e delle mie credenziali alla fine mi assegno una bellissima casa,nella zona delle caste alte, tra cui aveva la casa il capo delle guardie  e la Phisichian, lady Blu, che in seguito avrei conosciuto molto bene, e mi chiese se volevo accettare il lavoro di Ambasciatore, una carica vacante da quando le Talunes avevano catturato il precedente Ambasciatore, ed in virtù delle mie tante mappe che avevo accumulato durante i miei viaggi avevo il futuro assicurato, le avrei vendute alle navi di passaggio e alle tante carovane dirette nella regione di Shendi.

    Presi possesso della casa, la mia schiava Shaina si occupo di tutto l'arredamento con il capo dei costruttori, mentre mi sistemavo nell'ufficio al terzo piano del grande palazzo, occupato dei blue e dalla corte e dell'ufficio di lady Azule, seppi poi essere la compagna del Regent un grande guerriero sempre in perlustrazione nei territori limitrofi scongiurando attacchi di guerrieri Treves o di Panther, mentre la città era difesa dal comandante delle guardie di casta Rossa che pian piano in assenza del Regent diventava sempre più invadente applicando la legge a modo suo. Ogni giorno passavo davanti alla casa della bellissima Phisichian, che salutavo educatamente, e pian piano la conoscenza si trasformo in amicizia, per poi trasformarsi in corteggiamento, ma avrei dovuto chiedere il permesso al comandante delle guardie che ne aveva la protezione ma lui come spesso accade nelle città di Gor, le donne le voleva tutte per lui e non mi aspettavano dei giorni sereni............fine 1° parte

  

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lunedì 14 dicembre 2020

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire: I VIAGGI DI DARIAN  11....LA VITA NELLA CITTA' DI ...

orlandoonofriodelvecchio-MONOPOLI IERI E OGGI- tocca per aprire: I VIAGGI DI DARIAN  11....LA VITA NELLA CITTA' DI ...: I VIAGGI DI DARIAN   11.... LA VITA NELLA CITTA' DI SVAGO     Dove eravamo rimasti, me lo chiedevo mentre nel mio giaciglio mi giravo e...

I VIAGGI DI DARIAN


 11....LA VITA NELLA CITTA' DI SVAGO


    Dove eravamo rimasti, me lo chiedevo mentre nel mio giaciglio mi giravo e rigiravo, pensavo alle avventure e hai pericoli affrontati per giungere qui, 

    la mattina seguente nonostante ancora assonnato, mi stropicciai gli occhi, mi vestii con il miglior abito che avessi da Scribe e mi avviai verso la grande piazza, dove si affacciavano le grandi torri delle Caste, e tutti i palazzi con uffici, compreso il tribunale e le carceri, bussai alla porta all'ufficio del capo degli Scribi, non conoscevo il suo nome ancora, una donna con abiti Blue seduta davanti alla porta mi disse:

 Per parlare con sir Asleytan dovete aspettare, Sir l'ufficio e ancora chiuso,

Ne approfittai per visitare quella grande piazza, con tanti alberi e panche in pietra che sicuramente nelle serate calde ospitava tanta gente. Ad un certo punto il mio interesse fu attratto da alcune grida che provenivano dall'estremo Sud della piazza, notai in lontananza alcuni guerrieri che trascinavano una schiava di città, aveva la tunica verde, mi avvicinai curioso per capire cosa stesse succedendo, il capo delle guardie un omaccione burbero con lunga barba incolta, alla mia domanda del per che trascinassero una cosi bella schiava, mi disse: 

Questa ragazza ha mancato di rispetto ad un mercante di passaggio, e la portiamo in prigione in attesa del giudizio del giudice, e il meglio che gli può capitare e che ritorni nel Kennel a disposizione dei guerrieri,

   Ero curioso di capire la sua storia, mostrai al guerriero le mie credenziali di Magistrato, chiedendo di poterla interrogare in via informale,sapevo che non avevo incarichi in città ma la legge e legge e va applicata e rispettata, dissi alla giovane di raccontarmi la sua storia, lei ancora piangente e sanguinante per le frustate ricevute durante il tragitto dall'Inn (taverna) alla prigione mi disse:

   Sir durante un momento di affollamento nella taverna, ho dimenticato l'ordine di un mercante di passaggio, lui arrabbiato ha chiamato la padrona, lei mi ha picchiata e fatta imprigionare.

   Non era una cosi grave colpa e non era un buon motivo per rovinare la pelle giovane di una kajira, che pur sempre due Coins d'argento vale al mercato degli schiavi, pensai in silenzio, non mi era mai capitato un caso del genere di solito erano gli Slaver (schiavisti) che si occupavano delle punizioni, ma evidentemente in questa città le leggi sono differenti, ma tutto dipende dagli Ubar (governatore), dissi alla ragazza anche per calmarla un poco:

     Mi occuperò del suo caso non appena mi daranno l'incarico da Avvocato o magistrato.

    Ritornai alla mia visita, lasciando alle guardie il compito di sorvegliare quell'esile fanciulla, sulla passeggiata che si affacciava sul porto c'erano delle sedie con dei tavoli, alcune donne Libere (Free Woman) erano sedute in circolo, chiacchieravano tra loro, mi avvicinai pensando di poter discorrere con loro le salutai,  ma a malapena risposero, ignorandomi poi facendo finta di discutere di non so quale grande evento.

   Non si presentava per niente bene la giornata, io ero uno straniero, ma sempre uno Scriba di casta alta, dovevo essere rispettato. seppi in seguito che in questa città, gli Scribi erano tanti, molti arrivavano da lontano in cerca di fortuna, si sapeva che l'isola di Svago situata al crocevia dei commerci di tutto il mar di Thassa. Avevo un po di piastre d'oro nascoste bene nella tasca interna della mia uniforme, decisi cosi di fermarmi qualche tempo in attesa di giorni migliori e chissà anche di qualche lavoro, che difficilmente avrei avuto per che nell'isola gli Scribi erano quasi tutte donne, alcune acide e malvagie e durante il mio soggiorno fecero di tutto per intralciarmi in qualsiasi opportunità, nonostante avessi avuto un piccolo lavoro dal capo degli Scribi fortunatamente uomo.

    Passavo la maggior parte del mio tempo fuori dall'ufficio, seduto su una panca, non c'era molto da fare solo la registrazione di qualche schiava acquistata da liberi, o qualche registrazione in tribunale, spesso scendevo al porto, mi sedevo sotto il pergolato della taverna,bevevo la mia solita Paga (birra), feci amicizia con una commerciante di profumi che aveva negozio sulla via del kennel. passando qualche minuto con lei.

 Una mattina mi alzai e fuori pioveva a dirotto, aveva iniziato la notte mi disse la guardia alla mia porta, e ancora non smette, pioveva e pioveva, sembrava che dal cielo Odino rovesciasse catini d'acqua, le strade erano diventate ormai fiumi, e le case sottostanti la spianata superiore erano tutte allagate, i cittadini, le schiave, e i commercianti cercarono riparo sulla spianata in alto.

 Dopo tre giorni di pioggia ininterrotta, alla riunione delle caste fu deciso di abbandonare l'isola, saremmo partiti verso l'isola di Cos, prepararono tre navi, e con delle zattere riuscimmo ad imbarcarci, certo non tutti riuscirono a salire, alcuni schiavi restarono a terra, io che intanto avevo conosciuto e acquistato una schiava di nome Shaina salii sulla nave delle caste alte insieme agli Scribi e ai Phisichian (dottori),  mentre i guerrieri e i cittadini occuparono le altre navi. Salpammo navigando verso nord,dove si pensava la pioggia scendesse con meno intensità, e cosi fu, dopo alcuni giorni fummo in vista dell'isola di Cos (corcyus), la sera ci ancorammo fuori la città  di Jad, che poi non era altro che un villaggio di contadini, che coltivavano e commerciavano sul fiume Wolsk, in realtà non erano che dei vecchi pirati ritiratosi su quell'isola al sicuro dalle navi di Port Kar,e da quelle dei guerrieri Trevis.L'Ubar ci disse:

   L'abbiamo scampata bella, per ora riposiamoci, domani decideremo il da farsi, e in quanto alla nostra città la ricostruiremo più grande e più bella.

   Ma io non ci sarei mai più tornato avrei preso un altra strada ........continua