martedì 7 aprile 2020

LA NOTTE-MAL DI MARE


BURRASCA IN OCEANO SALE SULLA FACCIA
LA PETROLIERA......... .....

Fondo grido' il comandante,e la catena con il suo rumore ferroso scivolo' in mare trascinata dall'ancora.

....
   Dopo una lunga navigazione caratterizzata da un mare burrascoso durato giorni finalmente arrivammo nella rada,dove in lontananza si vedeva il lungo pontile con le sue mille luci era il posto dove scaricare il nostro greggio,



CIELO TEMPESTATO DI STELLE
 Finite le operazioni in coperta andai  in cucina a quell'ora il cuoco aveva bisogno di aiuto per preparare la tavola agli ufficiali e ai sott'ufficiali e farmi il giro degli alloggi e della plancia,gridando Fondo,era questo il modo di avvisare l'equipaggio che il cuoco aveva calato la pasta nel pentolone e prepararsi per la cena.Il cuoco  era un tipo piccolo tozzo sempre con fiasco di vino a portata di mano e la sigaretta sempre accesa in bocca trascusava anche di togliere la cenere  e .spesso gli cadeva nei tegami che poi toglieva quando nessuno lo vedeva,chissa quante volte  l'avranno mangiata,io spesso gli gridavo -cuoco la cenere- e lui scrollava per terra,per fortuna  io lui e l'aiuto cuoco mangiavamo dopo che tutti andavano via cucinando a parte,a volte lo facevo io,lui era di Goro e diceva-Fa ti toso-voleva dire cucina tu,lui ormai mezzo ubriaco.
Finito di mangiare era quasi notte,riordinato le salette spensi le luci salii in coperta,come al  solito  mi sedetti a poppa,trovai  il meccanico di Chioggia seduto su una bitta,mi accesi una sigaretta salutandolo,non avevo tanta volgia di parlare,dopo giorni e giorni di mare burrascoso,guardavo il cielo una notte stellata,migliaia di stelle luccicavano nel buio di quella rada dove in lontananza si vedeva il grande pontile,il mio pensiero andò alla mia famiglia ai miei amici ad una biondina che abitava vicino casa,una ragazza con un viso d'angelo,chissà se un giorno potrà essere mia.,
ISOLA DI S,GIORGIO A VENEZIA SEDE DELLA SCUOLA


       Mentre pensavo a queste cose il meccanico mi raccontava della sua vita,della sua casa,della moglie della figioletta,mi diceva che lui discendeva da nobili Veneziani di nome Boscolo ma diventati poveri, lui costretto a navigare dopo aver studiato alla scuola Giorgio Cini a Venezia,io l'ascoltavo distrattamente non amavo conversare come i grandi io ero giovane sognavo,guardavo il cielo,e viaggiavo con la fantasia .............continua

Nessun commento: