LA NOTTE
IL PORTO DI MONOPOLI
20) ........Era bello da bambini andare al porto allora arrivavano navi dalla Norvegia dalla Finlandia e dalla Svezia, portavano tronchi d'albero per la segheria di Fasano una delle piu grandi che avevamo in Puglia,ricordo quando arrivavano i tronchi erano coperti di ghiaccio sulla coperta,nonostante il loro lungo viaggio e che fosse estate non si scioglieva.Noi piccoli ci avvicinavamo con timore alla banchina che non conteneva tutta la nave per vedere quegli uomini biondi con capelli lunghi e baffi sembravano Vichinghi alla conquista del paese.
li si vedeva spesso girare per le strade adiacenti al porto o nei bar dove bevevano come spugne erano sempre ubriachi,vicino al porto nei pressi della villa comunale c'era un piccolo bar gestito da signorine compiacenti, i vichinghi passavano le loro serate seduti a bere
cercando di farsi capire,ma quello che volevano non aveva bisogno di traduzione si capiva all'istante.
Io e il mio amico Vincenzo il figlio del vigile detto ''pistola di tavola''aspettavamo il pomeriggio dopo i compiti per scappare al porto,oltrepassavamo le lunghe reti dei pescatori stese sui cavalletti avvicinandoci il piu' possibile alla navi alla banchina,vedere la bandiera dei loro stati mi faceva sognare,le storie dei Vichinghi conosciute dai film che davano spesso al Vadala'cinema del centro piccolino gestito dall'avvocato Don Dino Vadala'un uomo un po grasso e tarchiato,vestiva sempre con cravatta,sedeva davanti al cinema con un sigaro puzzolente in bocca,con lui si sedevano le sue due sorelle e sua moglie preparate di tutto punto e truccatissime con rossetto,non era usuale all'epoca mettersi rossetto ma loro lo facevano,avevano la casa nella piazzetta di cala fotanelle e le finestre davano sul porto di fianco al circolo Canottieri dove ora scende la Madonna della Madia,prima scendeva al vecchio porto vicino alla fabbrica del ghiaccio.io come al solito fantasticavo guardando le navi .. immaginavo gia da allora di viaggiare andare per mare conoscere nuovi posti e nuova gente come il mio zio Lenny che poi si fermo in america dopo tante vicissitudini prese casa a New Jersey,lui era il mio eroe,mamma mi raccontava delle sue gesta di quello che combinava e di come la gente lo ricordava perche aiutava sempre tutti come lo ha sempre fatto fino alla sua morte.
Era facile che qualche marinaio affacciato ala murata della nave lanciare qualche cioccolata io penso si divertivano, vedevano le nostre condizioni di povertà,all'epoca il nostro era un paese che viveva di pesca e agricoltura..... e di bambini come me che vivevano di sogni
20) ........Era bello da bambini andare al porto allora arrivavano navi dalla Norvegia dalla Finlandia e dalla Svezia, portavano tronchi d'albero per la segheria di Fasano una delle piu grandi che avevamo in Puglia,ricordo quando arrivavano i tronchi erano coperti di ghiaccio sulla coperta,nonostante il loro lungo viaggio e che fosse estate non si scioglieva.Noi piccoli ci avvicinavamo con timore alla banchina che non conteneva tutta la nave per vedere quegli uomini biondi con capelli lunghi e baffi sembravano Vichinghi alla conquista del paese.
li si vedeva spesso girare per le strade adiacenti al porto o nei bar dove bevevano come spugne erano sempre ubriachi,vicino al porto nei pressi della villa comunale c'era un piccolo bar gestito da signorine compiacenti, i vichinghi passavano le loro serate seduti a bere
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| LE NAVI DEI VICHINGHI |
Io e il mio amico Vincenzo il figlio del vigile detto ''pistola di tavola''aspettavamo il pomeriggio dopo i compiti per scappare al porto,oltrepassavamo le lunghe reti dei pescatori stese sui cavalletti avvicinandoci il piu' possibile alla navi alla banchina,vedere la bandiera dei loro stati mi faceva sognare,le storie dei Vichinghi conosciute dai film che davano spesso al Vadala'cinema del centro piccolino gestito dall'avvocato Don Dino Vadala'un uomo un po grasso e tarchiato,vestiva sempre con cravatta,sedeva davanti al cinema con un sigaro puzzolente in bocca,con lui si sedevano le sue due sorelle e sua moglie preparate di tutto punto e truccatissime con rossetto,non era usuale all'epoca mettersi rossetto ma loro lo facevano,avevano la casa nella piazzetta di cala fotanelle e le finestre davano sul porto di fianco al circolo Canottieri dove ora scende la Madonna della Madia,prima scendeva al vecchio porto vicino alla fabbrica del ghiaccio.io come al solito fantasticavo guardando le navi .. immaginavo gia da allora di viaggiare andare per mare conoscere nuovi posti e nuova gente come il mio zio Lenny che poi si fermo in america dopo tante vicissitudini prese casa a New Jersey,lui era il mio eroe,mamma mi raccontava delle sue gesta di quello che combinava e di come la gente lo ricordava perche aiutava sempre tutti come lo ha sempre fatto fino alla sua morte.
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| I VICHINGHI |



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