I VIAGGI DI DARIAN
18.......RISALENDO IL MAR DI THASSA
La vita nell'oasi scorreva lenta, tutti eravamo felici, dal comandante delle guardie all'ultimo degli schiavi, tutti contribuivano a rendere l'isola come un piccolo Paradiso, ormai il vecchio capitano pirata aveva sparso la voce dell'esistenza dell'oasi, molte navi si fermavano per commerciare, tutto quello che si produceva nel'isola diventava merce, scambiata con quello che serviva.
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| PORT KAR |
Un giorno un Capitano porto un messaggio a tutti gli Ubar e Reggenti da parte del Gran consiglio di Gor, per porre fine alle guerre tra le città, tutti erano invitati, anche l'invito era di fatto un ordine, non avrei anche potuto rifiutarmi, potevo mandare un mio sostituto, ma mi interessava conoscere le decisioni dei grandi Consiglieri, diciamo che in fondo mi faceva piacere lasciare per qualche tempo la monotonia dell'oasi,incontrare qualche vecchio amico non mi avrebbe fatto male, cosi fu che organizzai tutto sia per la partenza sia per la vita sull'isola, affidai l'oasi nelle mani del comandante delle guardie un tipo fidato che mi obbediva ciecamente e mi voleva bene.
Il consiglio degli Ubar si sarebbe svolto nell'Isola di Cos (corcyus) un isola che spesso avevo visto da lontano quando navigavo dalla città di Svago er raggiungere sia Por Kar che la regione di Shendi.una volta quando l'isola di Svago fu sommersa dall'alluvione ci rifugiammo nella città di Jad, dall'altra parte dell'isola,molto vicina all'isola di Svago, e li c'era la grande città di Egeria (Cos)..la sede designata per il consiglio, per che in una zona neutra, ben fortificata e difficile da essere attaccata da pirati o da guerrieri Treves.
Non fu facile trovare una nave diretta ad Egeria, aveva fama di essere una città severa nelle leggi, e che applicava alla lettera le leggi di Gor. tutti i pirati preferivano fermarsi a Brundisium oppure a Port kar, dove il commercio era libero e non chiedevano la provenienza delle merci.
Il viaggio non fu facile anche se si andava incontro alla primavera il freddo in alto mare e il vento a volte sferzavano la faccia, e il mare inclemente ci sballottaa sulle onde, la nave una vecchia carretta,che certamente aveva conosciuto tempi migliori, scricchiolava sd ogni sbandata e spesso il capitano rideeva le vele per il forte vento, specie quando arrivammo nel grande golfo del mar di Thassa dove sfociava il fiume Wosk con i suoi delta, ma con tanta fatica e spesso con qualche conato di vomito (in tanti anni sul mare, a volte quel male prendeva il sopravvento), fummo in vista dell'isola di Cos, si intravedevano le montagne offuscate dallla nebbia, in quel periodo di arrivi di tanti Ubar il porto era sempre pieno di navi e ci tocco aspettare diversi giorni in rada prima di poterci avvicinare al porto e attraccare.
Finite le manovre e giusto il tempo per far scaricare i bagagli,scesi finalmente quella passerella e mi presentai al corpo di guardia, attraversando un lungo ponte, dove alla fine prima del grande cancello c'erano dei pali ai lati con degli uomini impiccati, pensai per scoraggiare eventuali ladri o lestofanti. fuori le mura tanta gente in attesa di entrare accampati a ridosso di quelle tetre ed alte mura. e banchi di vendita di ogni genere, alcuni schiavi legati tra loro aspettavano l'asta mattutina per esserre venduti a qualche nobile signora, che spesso li usavano come pelliccia nel loro letto.
il comandante delle guardia, era un tipo piccolino con capelli chiari e un aspetto che non credo nessuno avrebbe avuto paura di lui in combattimento,( seppi poi essere il nipote dell'Ubar della città), mi presentai a lui dicevo con le mie credenziali e i miei lasciapassare, mi disse che avrei dovuto aspettare un costruttore per assegnarmi un alloggio, chiesi della riunione e mi disse che sarebbe avvenuta la settimana dopo e che gia molti Ubar erano in città e che lui aveva un gran da fare per mantenere l'ordine, per che non tutti erano dei signori alcuni erano dei vecchi guerrieri attacca briga e a volte cattivi cattivi, disse non è facile tenerli a bada, quando gli chiesi chi fosse l'ubar della città di Egeria mi rispose essere il comandande Marcus Brandon, quando sentii quel nome moltii ricordi affiorarono nella mia mente, avevo conosciuto quel sir Brandon a Port Kar era uno dei dodici capitani, non avevo un buon ricordo di quella città, ero stato avvocato e spesso mi scontravo con guerrieri senza legge.Pensai ne ha fatto di strada, da Capitano a Ubar in quest'isola, dissi al comandante delle guardie che conoscevo quell'uomo e che mi sarebbe piaciuto incontrare di nuovo e di salutarlo, se mai si ricordasse di me, erano passati diversi anni da allora, lui prese nota assicurandomi che avrebbe dato il messaggio allo zio, nel frattempo arrivo un Costruttore che mi accompagno al secondo livello salendo molti scalini anneriti dal tempo, oltrepassammo una grande piazza, arrivammo in una strada con case sui due lati, mi assegno un allozzio non molto grande ma pulito, con un bel letto che presto avrei provato non appena fossi rimasto solo...........continua


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