IL MARINAIO-MAL DI MARE
RACCONTI DI UN MARINAIO
Racconto di avventure ed esperienze marinare, rende felici chi le scrive e partecipi chi le legge,
Ultimamente mi affiorano ricordi di vita vissuta sul mare, voglio scriverle per condividerle con voi. Come me lo avete amato e l'amate ancora,chi ha passato la sua vita sul mare sia nella Marina Militare o in quella che Mercantile,vive costantemente nel ricordo di viaggi,di mareggiate, di burrasche affrontate con timore, sicurezza, e rispetto verso di lui.
I primi tempi e sempre dura per tutti,si sale sulla nave,entusiasti,aspettando la partenza verso destinazioni ignote,per confrontarsi con le onde. Guardarle dal lungomare e bello, vedere questi grandi cavalloni sommergere scogli e salire fin su sulla strada, da piccoli facevamo gara a chi saltava senza essere bagnati.
.....Da grandi invece sulla nave, le prime volte ci si stupisce di come possa una grande nave, essere sballottata cosi dalle onde,ricordo le prime volte, la nave ben che fosse di grosso tonnellaggio,diventava un sommergibile inabissandosi dentro quella schiuma bianca, per poi lentamente riemergere,lasciando cadere l'acqua marina fuori delle murate.
....Quante volte si barcollava, per raggiungere i vari posti di manovra, di lavoro, o di lavaggio,aggrappandosi alla murata o alle passerelle o alla battagliola,quando scendevi le scale,ti ritrovavi giù senza accorgerti,oppure ti mancava la coperta da sotto i piedi, mentre la nave scendeva e saliva in quel mare minaccioso,chi non ha rovesciato neanche una volta, creando l'ilarità degli altri marinai, si loro ridono ti prendono in giro ma non ti dicono che la loro sicurezza e dovuta all'esperienza nel tempo,anche loro ci sono passati.
Una volta diventato vero marinaio, affronti il mare con sprezzo del pericolo,ti fai bagnare dalle onde che spazzano la coperta,e ti diverti, guardando la prua che entra ed esce da quei marosi.
Ricordo bene quando di guardia a timone,chiudevo gli occhi ogni volta che una mazzata di mare sbatteva sui vetri della plancia, ricordarlo ora è una cosa bellissima, mi sentivo forte, oggi lo sto raccontato con orgoglio,senza aggiungere che a volte il panico mi assaliva,la paura dell'imprevisto e dell'ignoto, la paura che qualcosa avesse ceduto e sarebbe stata la fine.
Mentre sei al timone di una grande nave,non quelle di oggi che hanno un piccolo joy stik, ma quelle di una volta che avevano il timone a ruota manuale, con una grande bussola,che solo a guardarla ti veniva mal di mare.
Quando il mare era in burrasca facevi sforzo enorme a tenere la rotta, quelle quattro ore di guardia ti sembravano un eternità.
Il marinaio ha il suo mondo, sulla sua nave,quando scende sulla terra ferma ancora barcolla,rasenta i muri .l'istinto lo rende insicuro,deve capire che la terra e ferma,e raramente ci sarà un onda che la sommerge, e quando e finalmente a casa il giorno dopo vorrebbe ripartire si sente un estraneo fuori la sua nave.
.....La felicità quando esci dal porto, dove amici, parenti gente comune, fermi sulle banchine, salutano i marinai che partono o arrivano nel porto,il marinaio scruta in quei volti qualcuno familiare,un ricordo da portare con se,magari un saluto di una bella ragazza,illudendosi che potrebbe essere il suo amore.
Ma quando il comandate dice < alla via > il marinaio dimentica anche loro,guarda l'orizzonte ammira felice qualche gabbiano ,sa che lo seguirà per tutto il suo viaggio, poi scruta il cielo sperando che nessuna nuvola possa perturbare il cielo e il suo cuore, la nave si allontana sempre di più, la terra ferma si allontana, il marinaio.....Non sa quando ritornerà
RACCONTI DI UN MARINAIO
Racconto di avventure ed esperienze marinare, rende felici chi le scrive e partecipi chi le legge,

I primi tempi e sempre dura per tutti,si sale sulla nave,entusiasti,aspettando la partenza verso destinazioni ignote,per confrontarsi con le onde. Guardarle dal lungomare e bello, vedere questi grandi cavalloni sommergere scogli e salire fin su sulla strada, da piccoli facevamo gara a chi saltava senza essere bagnati.
.....Da grandi invece sulla nave, le prime volte ci si stupisce di come possa una grande nave, essere sballottata cosi dalle onde,ricordo le prime volte, la nave ben che fosse di grosso tonnellaggio,diventava un sommergibile inabissandosi dentro quella schiuma bianca, per poi lentamente riemergere,lasciando cadere l'acqua marina fuori delle murate.
....Quante volte si barcollava, per raggiungere i vari posti di manovra, di lavoro, o di lavaggio,aggrappandosi alla murata o alle passerelle o alla battagliola,quando scendevi le scale,ti ritrovavi giù senza accorgerti,oppure ti mancava la coperta da sotto i piedi, mentre la nave scendeva e saliva in quel mare minaccioso,chi non ha rovesciato neanche una volta, creando l'ilarità degli altri marinai, si loro ridono ti prendono in giro ma non ti dicono che la loro sicurezza e dovuta all'esperienza nel tempo,anche loro ci sono passati.
Una volta diventato vero marinaio, affronti il mare con sprezzo del pericolo,ti fai bagnare dalle onde che spazzano la coperta,e ti diverti, guardando la prua che entra ed esce da quei marosi.
Ricordo bene quando di guardia a timone,chiudevo gli occhi ogni volta che una mazzata di mare sbatteva sui vetri della plancia, ricordarlo ora è una cosa bellissima, mi sentivo forte, oggi lo sto raccontato con orgoglio,senza aggiungere che a volte il panico mi assaliva,la paura dell'imprevisto e dell'ignoto, la paura che qualcosa avesse ceduto e sarebbe stata la fine.

Quando il mare era in burrasca facevi sforzo enorme a tenere la rotta, quelle quattro ore di guardia ti sembravano un eternità.
Il marinaio ha il suo mondo, sulla sua nave,quando scende sulla terra ferma ancora barcolla,rasenta i muri .l'istinto lo rende insicuro,deve capire che la terra e ferma,e raramente ci sarà un onda che la sommerge, e quando e finalmente a casa il giorno dopo vorrebbe ripartire si sente un estraneo fuori la sua nave.

Ma quando il comandate dice < alla via > il marinaio dimentica anche loro,guarda l'orizzonte ammira felice qualche gabbiano ,sa che lo seguirà per tutto il suo viaggio, poi scruta il cielo sperando che nessuna nuvola possa perturbare il cielo e il suo cuore, la nave si allontana sempre di più, la terra ferma si allontana, il marinaio.....Non sa quando ritornerà
1 commento:
HAI RACCONTATO MOLTO BENE..UN RICORDO CHE NELLA MIA MEMORIA RIMANE INDELEBBILE HO VISSUTO ANCH"IO QUEI MOMENTI..LA PRIMA VOLTA ...MOLTA PAURA...POI CI SI ABITUA,ED RIMANE UN RICORDO MOLTO BELLO..CIOA
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