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giovedì 21 maggio 2026

  UNA GRANDE AVVENTURA

DARIANO INCONTRÒ IL
RE SACERDOTE

Partimmo all'alba in una mattinata che prometteva di essere più calda  del solito.


     Brjiana voleva unirsi a noi in questa nuova avventura. Avevo ricevuto un messaggio dal capo tribù di un villaggio appena fuori dal deserto di Thahari, che faceva parte del mio territorio. Chiedeva aiuto per alcune strane sparizioni che si verificavano nel villaggio da qualche tempo.

In qualità di emiro dell'oasi, ero preoccupato; non aveva mai sentito parlare di sparizioni inspiegabili, e questo era abbastanza strano persino per gli abitanti della mia oasi.

Ho portato con me alcune guardie fidate, non molte a dire il vero; non pensavo ci potesse essere un grande pericolo. Ho lasciato il primo comandante all'oasi e il capitano delle guardie è venuto con me, un uomo fidato, sebbene un po' testardo nelle sue interpretazioni. Dopo aver attraversato parte del deserto, siamo entrati nella foresta dove si trovava il villaggio. Avevo dimenticato quanto fosse difficile camminare nella foresta; avevo vissuto nel deserto per anni.

Dopo alcuni giorni di cammino in quella maledetta foresta, finalmente vedemmo del fumo levarsi alto nel cielo da un'alta collina, e fummo tutti felici; ci saremmo riposati e avremmo mangiato qualcosa di caldo dopo giorni di cammino.

Il capo del villaggio era un uomo robusto, dalla carnagione scura, vestito con una lunga tunica, con lunghi capelli raccolti sulla nuca e una barba incolta. Mi spiegò che negli ultimi mesi molti uomini erano scomparsi senza lasciare traccia, senza avvisare nessuno né lasciare alcuna informazione. Ero molto preoccupato: se fosse stata opera delle Pantere Nere, avrebbero sicuramente lasciato qualche traccia. A loro piace far sapere a tutti delle loro incursioni; non pensavo che mercanti o schiavisti si sarebbero spinti a tanto. Non avrebbero potuto vendere schiavi senza documenti, e una fuga volontaria sembrava improbabile.

Studiammo la mappa della zona con il Capitano e la Guida per trovare un percorso sicuro e iniziare la nostra ricerca. Il giorno seguente, dopo una notte di riposo, raccogliemmo provviste e abbondante acqua e iniziammo la ricognizione. Verso pomeriggio, la foresta cominciò a diradarsi, ma una fitta coltre di nebbia avvolse la zona. Quella parte della foresta non era segnata su nessuna mappa. Continuammo finché non ci trovammo sotto un'alta recinzione fatta di grossi tronchi invalicabili. Montammo il campo e le tende vicino ad alcune rocce, tenendo la recinzione in vista – eravamo al sicuro da qualsiasi sorpresa – e ci preparammo per la notte, organizzando i turni di guardia.


 

La mattina seguente ci svegliammo pronti a ispezionare la grande palizzata. In lontananza, scorgemmo una figura che si avvicinava lentamente. Ci nascondemmo dietro una grossa roccia e aspettammo finché non vedemmo uno strano guerriero avvolto in strane bende, un uomo molto alto, dalla pelle scura, come qualcuno importato dal pianeta Terra, qualcosa di mai visto prima, nemmeno tra i barbari che popolano il pianeta.

Ho ordinato a tutti di rimanere nascosti e sono uscito, cercando di contattare l'uomo, il quale, vedendomi, è diventato aggressivo, assumendo una posizione di combattimento. Ho sguainato la mia scimitarra, ma con mia grande sorpresa, l'uomo, con un salto sovrumano, ha tentato di attaccarmi, scontrandosi con me. Nell'impatto, si è trasformato in due uomini identici, un processo di clonazione mai visto prima. Le guardie sono intervenute nella lotta e abbiamo rapidamente preso il sopravvento, uccidendoli entrambi. Sono tornati ad avere corpi umani, proprio come erano stati nel loro villaggio.

Con mio grande stupore, mi resi conto che, al momento dell'impatto con quell'uomo, avevo assorbito i suoi poteri. Mi sentivo forte e il mio corpo assunse un colore rossastro quasi scuro, molto simile alla terra.

I miei sudditi, Brjiana e il Capitano, erano terrorizzati. Li rassicurai dicendo che era tutto finito e che volevo usare la mia trasformazione per infiltrarmi in quella grande fortificazione che proteggeva il villaggio.


Ho ordinato a tutti di rimanere nascosti e in silenzio; sarei entrato per dare un'occhiata, e così feci. Attraversai la porta che l'uomo aveva lasciato aperta e mi avvicinai. Ciò che vidi davanti a me fu qualcosa di sorprendente: la strada conduceva a un immenso edificio in pietra, con una grande scalinata e uomini di guardia tutt'intorno.

Più mi avvicinavo, più le guardie mi sembravano tutte uguali. Come se fossero gemelle, tutte avvolte in bende, armate di piccole lance dalla forma bizzarra, quasi fossero torce. Sentii la porta chiudersi alle mie spalle e degli uomini avvicinarsi silenziosamente, spingendomi verso la grande scalinata. Salii, scortato da due file di uomini, silenziosi e inespressivi, come automi, finché non entrai in quel grande palazzo.

In fondo alla grande sala, mi attendevano degli uomini con lunghe tuniche bianche, simili a quelle degli Iniziati. Mi chiesero il mio nome e da quale parte del pianeta provenissi. Spiegai di essere l'Emiro dell'Oasi delle Sette Palme e che un capo tribù della foresta mi aveva chiesto aiuto. Non sembravano minacciosi e io ero piuttosto calmo. Quello che doveva essere il Capo mi condusse in una stanza le cui pareti erano decorate con molti specchi e piccole luci che lampeggiavano come lucciole. Negli specchi, che mi disse essere monitor, c'erano uomini e donne provenienti da ogni villaggio e città. Quando venivano posti in primo piano, ognuno di loro sembrava essere lì con noi.

Mi spiegò che erano gli eletti del re e che controllavano la sala. Stavano mettendo alla prova una nuova specie di guerriero planetario, un combattente fedele e fiducioso, per formare un unico esercito planetario. Ecco perché le sparizioni stavano portando via uomini dai villaggi e dalle città, conducendoli nel sottosuolo, dove venivano istruiti e clonati, con piccoli Ricevitori nel cervello per obbedire agli ordini.

Non potevo credere ai miei occhi. Avevo letto di qualcosa del genere in vecchi libri, ma non avrei mai immaginato di trovarmi un giorno faccia a faccia con gli eletti del Re.


Il Sommo Sacerdote, come mi disse di chiamarlo, sapeva benissimo di parlare con un grande e valoroso Emiro. Mi disse che mi avrebbero ospitato finché il Gran Consiglio non avesse deciso cosa fare.
  

La sera seguente, il Capitano, vedendomi non tornare, prese con sé una guardia fidata e osò scavalcare la recinzione. Entrò nel grande palazzo al riparo dell'oscurità e si ritrovò in quella grande sala circondato da guardie. Il Sacerdote, che aveva visto l'uomo scavalcare la recinzione ed entrare nella sala, con una mossa fulminea prese in ostaggio il Sommo Sacerdote, ordinandogli di liberare l'Emiro e di andarsene. A quel punto, io, che avevo assistito alla scena, mi unii all'azione catturando un altro Sacerdote. Dissi agli uomini di lasciarci passare e di andarcene in pace.

L'Alto Sacerdote ordinò alle guardie di lasciarci andare, ma non prima di averci fatto giurare di non rivelare l'ubicazione del Tempio, altrimenti i Re si sarebbero vendicati sui popoli del pianeta.

E così fu.

Tornammo all'oasi senza attraversare il villaggio. Raccontai a Brjiana quello che avevo visto, dicendole che sarebbe rimasto il nostro segreto, un segreto che avremmo custodito per il resto della nostra vita.


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martedì 19 maggio 2026

 

Tuesday, May 19, 2026



 

PICTURES IN EXIBITION

ZIA BRANNER




AN EXPLOSION OF COLORS AND SHAPES
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SOME BEST FRIENDS
 


TOCCA
DARIAN


BLU



SWEET


TRACI

VICKY


BEATRICE


AN EXPLOSION OF COLORS AND SHAPES
CARELYNA

CARELYNA

CHI


JULIANA

NAR

MAREA FARRESCO


DEBORA

MEL

NILS

NOIR











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lunedì 18 maggio 2026


 IL RITORNO Di SIERRAROSE

 FUGA DA VENNA 


Mentre in città sono in corso i preparativi per la fiera che inaugureremo a breve in occasione della festa di Se-Var, la fiera annuale che si svolge per il solstizio d'inverno, quando il giorno sconfigge la notte e il sole regala sempre più luce giorno dopo giorno.


Mentre si preparavano i banchi e le bancarelle delle varie Caste e dei numerosi mercanti giunti in città, ho allestito due edicole nel viale principale, una di fronte alla barberia di Lady Luelar. Il nostro giornale sta andando molto bene e le vendite migliorano di giorno in giorno. Con il consenso dell'amministratore Sir Minus, penso di aggiungerne altre copie, sperando di avere un piccolo aiuto, assicurandormi che tutti sappiano come prenderle. Naturalmente, alla fiera i giornali sono gratuiti per tutti.



Improvvisamente, una guardia arrivò di corsa annunciando l'arrivo di una carovana dall'oasi di Silverstone, dove sapevo che Sir Yuroki viveva con la sua compagna Lady Sabayna e la loro figlia Sierra Rose, la giovane donna che avevo corteggiato prima a Port Victoria, ma lei  aveva seguito la sua famiglia prima all'oasi di Cartassa  poi alla loro Oasi di Silverstone.


Lasciai tutto e corsi al cancello dove la carovana sbrigava le pratiche di accesso nel corpo di guardia, poi avrebbero atteso per incontrare il capo dei Mercanti e finalmente  entrare in città, sebbene Venna fosse una località turistica chiunque poteva  entrare liberamente a condizione di consegnare le armi alle guardie, scesi la grande scalinata scrutando tra la folla, cercando di riconoscere tra quella gente la mia amata Sierra, e finalmente la vidi. Corse verso di me e mi saltò letteralmente addosso, infrangendo tutte le leggi sulla libertà femminile del pianeta. 

Ci abbracciammo e rimanemmo così a lungo finché la madre, Lady Sabayna, non ci raggiunse salutandomi, lady Sabayna era una grande profumiera, l'avevo incontrata spesso nei miei viaggi durante le fiere, anche se la sua pelle bruna e bruciata dal sole del Thahari.

 Non vidi Sir Yuroki con loro, e alla mia domanda di  dove fosse, mi risposero che era rimasto tra le rovine dell'oasi, dopo la distruzione da parte dei guerrieri Torvie che ultimamente assaltano citta e Oasi, arrivano sui loro Tarl scavalcando mura e recinzioni e distruggono tutto uccidendo che incontrano sul loro cammino, Yuriki insieme a uomini fidati raccoglieva tutto il possibile, avrebbe cercato una nuova Oasi deserta e piu riparata, magari in un posto lontano dalle piste conosciute e ripopolare quella nuova Oasi, le donne erano state mandate ad una citta vicina e messe al sicuro nell'Arem.


Salimmo quella lunga scalinata fino alla piazza, e poi ci sedemmo sulla panchina nell'aiuola del giardino di fronte al palazzo degli scribi, ci raccontammo dei nostri giorni passati, del nostro amore, e della nostra separazione forzata, finché la madre ci raggiunse. Le portai a fare in giro nelle piazze, e nel viale dove  le bancarelle erano disposte in fila sui due lati del viale, poi  le portai al palazzo degli Scribi presentandole per prima a Lady Zoye, poi Lady Tenka, lady Tenka era con noi a Port Victoria, gestiva la grande profumeria sul porto e qui in Venna si è data da fare per trovare una bancarella da affittare e vendere i suoi meravigliosi prodotti. Sebbene anche Eva vende profumi Lady Tenka vende vari oggetti per il bagno e la bellezza del corpo, devo confessare di aver comprato anche io da lei dei saponi che metto nelle custodie dei miei vestiti per profumarli.


Sierra mi annuncio di aver parlato con la madre e di aver ottenuto il permesso per rimanere a vivere Venna con me e che dopo il nostro  periodo di fidanzamento che di solito sono quattro Mani Gor, (settimane) celebreremo la nostra cerimonia di compagnia, con la speranza che nel frattempo arrivi suo padre sir Yuroki. 

Intanto ho mandato un messaggio a Sir Argos, lui è L'ubar e il Capo degli Scribi, per discutere sulla possibilita  di avere per me e Sierra, un incarico presso la Casta degli Scribi. Tuttavia, con i preparativi per la benedizione del Tempio, la preparazione della bancarella della Casta con tutti gli arrivi e la gente intorno in cerca di notizie, abbiamo rimandato l'incontro, ma spero lei possa vivere qui con noi.

  La fiera come al solito fu molto caotica, gente che arrivava da ogni parte, molti cittadini Pani arrivarono dai piedi dei monti Sardar per visitare il nuovo museo dedicato all'arte Pani, lady Luelar era una discendente Pani e nella citta di venna era molto conosciuta è stimata per la sua bravura di darbiere e parrucchiera per signora.

L'ultimo giorno ci fu l'inaugurazione del Tempio, un Iniziato venne per la benedizione, tutta la citta presente e commossa, quando tutto fini e l'ultimo mercante era poartito con la sua merce, arrivo in citta una carovana, non erano mercanti o gente del deserto ma signori ben vestiti ed uno con un abito blu', volevo andargli incontro, ma qualcosa mi diceva che non sarebbe mai stato un amico, mi sedetti come al solito al tavolo della locanda sulle scale e aspettai, vidi chiaramente sir Argos, che gli andava incontro e che lo salutava con grande effusione, riconobbi in quell'uomo vestito di Blu  un mio vecchio allievo Magistrato, mi alzai e mi diressi nella loro direzione, quando fui vicino a loro Argos me lo presento dicendo che sarebbe stato il nuovo Capo dei Magistrati, ruolo che avevo avuto io fino a quel momento, e che chiaramente lui dava al suo amico, rimasi in silenzio, ero molto deluso e offeso, nel frattempo Yuroki arrivo in citta, prese la famiglia e partirono per la nuova Oasi che aveva ricostruito, Sierra l'avevo persa ancora, ma ero troppo umiliato in quel momento, preparai i miei bauli e partii con la prima carovana verso il Thassa, avrei trovato un altra citta per vivere.





  





sabato 16 maggio 2026

 



Nina con il figlio Erik

Dall'oasi al freddo nord - Erik il locandiere


Ormai l'Oasi era stata ricostruita e ampliata con un nuovo palazzo ornato d'oro e ampi spazi. Anche tutti gli altri palazzi e giardini erano stati ingranditi. La grande fontana nella piazza centrale forniva acqua alla popolazione e anche il gazebo per le danze era stato ampliato. Avevo sacrificato lo Zoo e gli animali dati in adozione agli abitanti dell'entroterra. Avevo lasciato per me solo due Tarm e qualche cammello. Anche la Galleria era stata ampliata. Ora avevo molto spazio libero e potevo appendere nuovi ritratti dei Goriani che avrei incontrato durante i miei viaggi.


Era giunto il momento di partire per una nuova avventura. Siamo in piena primavera e posso tornare al Nord. Era da tanto tempo che non vedevo la bellissima Nina nel villaggio di Hammersgaard, nonostante i suoi numerosi inviti, e ora finalmente posso riabbracciarla.


Erim il Vichingo

Nina era una Pantera. Era fuggita dalla foresta di Shendi seguendo un mercante vichingo che si era diretto a sud per commerciare e si era innamorato di lei in una taverna dove serviva i clienti travestita da mercante. Spesso lasciava la sua tribù e visitava città e villaggi sotto mentite spoglie, e non perdeva mai l'occasione di derubare e uccidere qualche uomo che incontrava lungo il cammino. E fu così che nella città di Baku incontrò Erik, un Vuchingo alto, biondo e dagli occhi azzurri, giunto al porto con la sua nave per commerciare pellicce e acquistare vino, tessuti e profumi per le donne del suo villaggio. Si innamorò a prima vista di Nina, la cameriera che serviva ai tavoli e che sapeva tenere a bada persino gli uomini più focosi del deserto e alcuni ubriaconi intraprendenti.

Nina con il Re


  Si innamorò di quell'uomo affascinante vestito con i tradizionali abiti del villaggio vichingo. Non lo lasciava mai solo a tavola, sempre pronta a servirgli cibo e vino. Quando giunse il momento di partire, lo seguì, prese le poche cose che aveva e si imbarcò su quella nave piena di uomini duri e dall'aspetto minaccioso.

ERIK-FREYA-ANGEL

Nel villaggio di Hammersgaard, Erik gestiva una taverna sul porto. Aveva affidato la gestione alla sua bellissima Nina, che si occupava dei clienti mentre lui era in viaggio. Nina, una pantera non solo splendida ma anche una grande guerriera, aveva appreso l'arte del combattimento fin da giovane. Aveva partecipato a incursioni in numerose città e villaggi del deserto di Thahari e non aveva mai accettato le regole degli anziani. Preferiva invece allontanarsi per cacciare e predare i viaggiatori sui sentieri del deserto.

Fu lì che la incontrai per la prima volta, in quella taverna sul porto. Ero appena arrivato da Finnurfjiord, dove avevo lasciato la mia madre adottiva, Lady BB Arliss. A quel tempo mi chiamavo ancora Darian Arliss e non avevo ancora ereditato il titolo di Emiro. Fin dal primo momento in cui mi vide, si dimostrò subito gentile con me. Aveva notato la mia nobiltà e le raccontavo spesso dei miei viaggi in giro per il mondo. Era affascinata ogni volta che le parlavo di grandi città con enormi palazzi dalle cupole dorate, città con passerelle che collegavano le torri e villaggi costruiti sull'acqua.


Erik mi rispettava e diventammo amici, ma lui era sempre in viaggio. Approfittai della pausa tra un viaggio e l'altro per celebrare una grande cerimonia aziendale con la bellissima Nina. Era incinta e la sua pancia cresceva di giorno in giorno. Il giorno della cerimonia, andammo tutti al tempio sulla collina che dominava il villaggio. Da lì si poteva vedere il castello di Lindenberg e, ancora più lontano, un villaggio di Pantere. Su quella collina veniva sempre acceso un fuoco di notte per indicare la posizione delle navi. La cerimonia fu molto semplice. Usarono il calice di vino, scambiandoselo tra di loro. Poi tutti si recarono nella grande sala per il pranzo di nozze, che durò fino al mattino seguente. Infine, tutti ubriachi, tornarono alle loro capanne.



Nina non dimenticò mai il suo passato da Pantera e spesso si allontanava senza motivo. Confesso che raggiunse i villaggi delle Pantere, si addestrò lì e incontrò le sue sorelle. Erik se ne andò una mattina e per mesi non diede sue notizie; lo credettero morto e Nina pianse spesso. Nel frattempo, nacque il bambino, che Nina chiamò Erik per amore del marito. Lo battezzarono nel fiume secondo il rito vichingo, immergendolo nelle gelide acque di quel fiume. Un giorno, alcuni mercanti di Cos parlarono di un mercante di nome Erik che viveva su un'isola dell'arcipelago e aveva una taverna dove vendeva vino. Nina fu enormemente delusa; lui l'aveva tradita in quel modo, lasciandola sola con il bambino, ma era molto forte e continuò la sua vita normalmente. Una notte fummo attaccati dai pirati, che arrivarono al mattino con due navi fingendosi mercanti, e non appena calò la sera attaccarono i pochi guerrieri di guardia, dando fuoco e spada al villaggio. Fuggimmo tutti nella foresta, anche Nina riuscì a scappare ma non poté salvare suo figlio. Era stata circondata da alcuni uomini. Lottò fino alla fine, ma loro ebbero la meglio, le strapparono il bambino dalle braccia e fuggirono, lasciandola ferita sulla strada. Quando si riprese, ci raggiunse nella foresta. Non avendo più un villaggio, cercammo rifugio al castello di Linderberg. Ci accolsero e ci aiutarono, curandoci le ferite. Allora il sovrano di quel castello confessò che Erik era suo figlio, avuto con una donna del villaggio molti anni prima, ma non aveva mai voluto riconoscere suo padre come re. Quindi convocò lo Jarl del villaggio e gli anziani e gli assegnò un appezzamento di terra sotto un promontorio per ricostruire il villaggio. Mandai degli uomini a cercare suo nipote, e raggiungemmo quella nuova terra e iniziammo la ricostruzione.

Erik tornò pentito, implorando perdono, ma Nina lo cacciò via. Devastato dalla perdita del figlio, si isolò nel suo castello per il resto della sua vita.


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